I migliori 20 film sulla solitudine (in ordine di gradimento)

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La solitudine, come un fenomeno psico-sociologico o filosofico contemporaneo, è un concetto spesso frainteso. Se essa descrive la condizione di essere soli o solitaria, la connotazione del termine può estendersi ben oltre la sua etimologia fisica. Una persona può essere psicologicamente appartata nonostante sia in compagnia, o essere in un luogo lontano dalla civiltà, o semplicemente combattere la percezione di essere sola.

Qualunque cosa la solitudine sia, il cinema l’ha affrontata nel modo più olistico di qualsiasi altra forma d’arte concorrente.

Numerosi film si sono concentrati sulla solitudine da una prospettiva elementare, ma l’ha anche analizzata nelle sue molteplici sfaccettature. Il concetto di solitudine, come motivo ricorrente, ha saputo realizzare con successo un nuovo genere cinematografico. Ecco allora, l’elenco dei 20 migliori film della solitudine secondo la Scimmia, con tanto delle frasi più indimenticabili tratte da ciascuna pellicola.

 

  1. Into the Wild, 2007

Scritto e diretto da Sean Penn nel 2007, l’iconico Into the Wild è basato sull’omonimo romanzo di Jon Krakauer del 1996, che racconta la storia vera di Christopher McCandless, giovane della Virginia Occidentale che subito dopo la laurea abbandonò la famiglia per intraprendere un lungo viaggio solitario attraverso gli Stati Uniti, fino alle terre sconfinate dell’Alaska.

Protagonista della pellicola Emile Hirsch, che si aggiudicò il premio come migliore attore dal National Board of Review. La colonna sonora del film è stata composta da Michael Brook, con canzoni di Eddie Vedder. Il brano Guaranteed ha vinto il Golden Globe per la miglior canzone originale.

Biografico e commovente, Into the Wild è un racconto di solitudine, sopravvivenza e realizzazione.

Ti sbagli se pensi che le gioie della vita vengano soprattutto dai rapporti tra le persone. Dio ha messo la felicità dappertutto, è ovunque, in tutto ciò di cui possiamo fare esperienza.  Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di vedere le cose.

La felicità è reale solo se viene condivisa

19. The machinist, 2004

L’uomo senza sonno (The Machinist) è un film  diretto da Brad Anderson con protagonista un irriconoscibile Christian Bale che porta in scena un corpo di 54kg.

Per via di un misterioso shock, Trevor Reznik, operaio di fabbrica in California, non riesce a dormire da un anno; stremato dalla mancanza di riposo e di energie, l’uomo ha un aspetto ormai cadaverico e la sua mente comincia a giocargli brutti scherzi: si vede infatti perseguitato ovunque da un certo Ivan che, apparentemente, gli fa perdere lavoro, ragazza e sanità mentale.

Subito dopo aver terminato le riprese di The Machinist, interamente avvenute a Barcellona, Bale è tornato al suo fisico originario in circa quattro mesi, guadagnando dieci ulteriori chili di muscoli per interpretare Batman in Batman Begins.

“Voglio tanto che questa storia funzioni, Stevie.”

“Ma?”

“Tu sai così poco di me. Se per caso mi trasformo in un lupo mannaro?”
“Ti compro un collare antipulci.”

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