Apologia del Wuxia – Il genere che non sapete di conoscere

Wuxia è un termine che dice poco o nulla alla maggior parte delle persone. Eppure è uno dei generi letterari più antichi del mondo, nato in Cina con molta probabilità tra il 400 e il 200 a.C., forse addirittura a partire dal 700 a.C. Il termine wuxia compare però per la prima volta soltanto all’inizio del XX secolo ed è composto dalla parola wu (marziale, militare o armato) e xia (eroe, onorevole o cavalleresco). È quanto di più simile possa esserci al cappa e spada occidentale, anche se le differenze sono notevoli. Gli eroi, ad esempio, sono spesso di umili origini e sono uomini liberi, non comandati da un potente signore, che si attengono ad un codice etico paragonabile a quello giapponese del Bushido e che spesso riportano l’equilibrio, vendicando i torti e punendo coloro che si macchiano di crimini contro i deboli. Anche l’estetica, fortemente influenzata dalla cultura cinese, è differente.

Nel combattimento, fulcro del genere, spesso le coreografie sono esagerate, volutamente impossibili sfidando le leggi della gravità, per ricercare quella poesia del movimento armonico e del combattimento tipico di quel cinema d’azione.
Lo scopo di questo articolo non è tanto quello di analizzare i film, ma quello di farvi entrare in un mondo a molti sconosciuto o appena sentito, ma che merita, a nostro parere, di far parte del bagaglio culturale del cinefilo di oggi.

Se in letteratura le origini sono antichissime, nel cinema il genere non nasce immediatamente con la nascita dell’industria cinematografica cinese. Si sviluppa in maniera importante alla fine degli anni ’20, grazie alla colossale produzione de Huo shao hong lian si (“L’incendio del monastero del loto rosso“), film seriale che conta ben 18 parti (purtroppo tutte quante andate perdute, solo pochi fotogrammi si sono salvati) per un lunghezza totale di 27 ore, rendendolo uno dei film più lunghi di sempre. Le trame erano spesso adattate dalla letteratura precedente, che permetteva quindi di avere molto materiale a disposizione dei registi.