Boy Kills World: la recensione del film con Bill Skarsgård

Arriva in Italia su Prime Boy Kills World, l'assurda action comedy distopica ricca di violenza con protagonista Bill Skarsgård

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Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se Maccio Capatonda dirigesse un remake di Kill Bill? Ovviamente no. Nessuno dovrebbe. Ma il debutto alla regia di Moritz Mohr con Boy Kills World fa sorgere questa domanda.

Boy Kills World: la trama

La famiglia Van der Koys controlla la città, uccidendo chiunque gli si opponga nell’annuale cerimonia rituale del “Culling”. Boy ha perso la sua famiglia, uccisa personalmente dalla matriarca Hilda Van der Koys, e lui stesso è sopravvissuto per mera fortuna, ma rimanendo sordo e muto. Scappato nella foresta incontrerà il misterioso Sciamano, che lo addestrerà per diventare il perfetto guerriero in grado di sterminare i malvagi Van Der Koys

Boys Kills World: la recensione

Iniziamo subito. Boy Kills World è un film idiota. Ma lo è intenzionalmente e ci riesce benissimo. Boy Kills World è molto chiaro in quello che vuole essere: assurdo ed esagerato. La sceneggiatura non lascia dubbi al riguardo, ogni momento ridicolo, ogni istante esagerato è studiato a tavolino. E funziona, perlopiù.

Il film può descriversi in poche parole come una fusione tra l’estetica violenta di Oldboy e l’umorismo alla Jackie Chan in un setting distopico in stile Young Adult Novel con un pizzico appena degli Zucker dei tempi d’oro nella narrazione. Tutto questo funziona perché ogni personaggio e ogni situazione è portata sullo schermo con totale e assoluta serietà, nonostante l’impossibilità di quello che crediamo o il suo essere assolutamente ridicolo e inverosimile.

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C’è poco di peggio in un film di quei momenti in cui i personaggi smettono di essere tali e diventano di nuovo attori, che comunicano allo spettatore che si, quella è una situazione assurda. Si, quello che succede è realmente ridicolo. Ah Ah, stiamo ridendo con voi.
No. Questa tecnica, chiamata “Lampshade Hanging” (appendere un paralume) o “Principio di Gerione” (dalla Divina Commedia) ha la funzione di salvaguardare la sospensione dell’incredulità, assicurando lo spettatore che la situazione è al di fuori della normalità persino per i personaggi coinvolti. Tuttavia questa tecnica viene molto spesso utilizzata male, sottolineando che una scena è stupida e che si, gli sceneggiatori sanno che è stupida e quindi vogliono assolversi da questo peccato ammettendolo.

Questo film evita questo problema: tutto viene vissuto con totale ed assoluta serietà.

Non importa quanto impossibile, non importa quanto inverosimile, per i personaggi quello che succede è questione di vita o di morte e ogni ruolo è interpretato perfettamente.

Bill Skarsgård nel ruolo di Boy dimostra ancora una volta un’eccellente fisicità ed espressività. Il personaggio è sordomuto e sebbene siamo messi al corrente di quello che pensa (pensieri doppiati da H. Jon Benjamin in originale) spetta a Skarsgård dare a Boy la credibilità di cui il personaggio ha bisogno.

Il resto del cast dimostra altrettanta abilità. Si tratta di attori di provata esperienza e capacità, che non perdono occasione di dimostrare. Un’occasione un po’ sprecata però, perché Brett Gelman e Sharlto Copley si trovano ad interpretare personaggi più profondi di quello che sembrano a primo acchito, ma a cui viene negata l’occasione di dare al film un elemento extra che lo avrebbe migliorato.

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Il world building è stretto al minimo indispensabile per le necessità del film, così come i personaggi e loro motivazioni. Non sappiamo i perché, non sappiamo i come, né i quando. Sappiamo quello che ci serve per il film, e va bene così. Nella sua missione di non prendersi sul serio, Boy Kills World perde così l’occasione di poter essere qualcosa in più.

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La storia presenta un paio di twist, di cui uno senza un barlume di originalità e che si può indovinare immediatamente se si è visto un qualsiasi film e un secondo che non ci si aspetta, a meno che non si abbia presente il tipo di personaggio che un certo attore tende a interpretare.

Le scene d’azione e il gusto della violenza (sui cui effetti la telecamera non lesina) intrattengono e sono ben girate e divertenti, anche grazie al commento della voce interiore di Boy e delle sue allucinazioni. La direzione prende ampia ispirazione dai classici del genere e riesce ad essere originale nelle idee e nell’esecuzione.

Boy Kills World è molto chiaro su quello che offre, già dal trailer e, da questo punto di vista, non gli si può rimproverare alcunché. Il film promette violenza e mantiene la promessa. Farà sorridere, ma quasi mai ridere. E’ un film che non desidere essere altro se non quello che è. Magari un’occasione persa, ma un debutto che comunque lascia ben sperare per il futuro di questo regista.

Boy Kills World: il cast

  • Bill Skarsgård as Boy,
  • Jessica Rothe as June 27
  • Michelle Dockery as Melanie Van Der Koy
  • Brett Gelman as Gideon Van Der Koy
  • Famke Janssen as Hilda Van Der Koy
  • Sharlto Copley as Glen Van Der Koy
  • Yayan Ruhian as Shaman

Boy Kills World: il trailer

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