Parla Alisa Toaff, la giornalista che ha denunciato Rocco

Su Repubblica Alisa Toaff, la giornalista che ha denunciato Rocco Siffredi, ha raccontato la sua verità

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Alisa Toaff racconta la sua verità

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di come una giornalista avesse denunciato Rocco Siffredi per molestie (qui i dettagli). A distanza di qualche ora si è scoperto che questi è Alisa Toaff dell’Adnkronos che ha parlato con Repubblica di quanto accaduto, dicendo:

Questa storia mi sta distruggendo come donna, come madre e come professionista. Sono anche state pubblicate interviste mai rilasciate e adesso sono costretta a denunciare colleghi tra i quali c’è chi mi sta offendendo sui social – spiega Alisa Toaff. Non mi interessa apparire però esco allo scoperto perché sono stata pesantemente offesa. Non ho nulla da nascondere e tutto quello che vi sto dicendo è vero

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Andando avanti la giornalista parla di come la situazione sia degenerata dopo la fine dell’intervista:

Dopo averla riletta, lui ritratta la parte su Alessandro Borghi. Mi aveva detto che Borghi era cupo nel film, che non si riconosceva nel sesso e nell’interpretazione. Poi mi ha fatto cambiare, allora abbiamo deciso in redazione di levare tutta la parte attinente alla serie tv come lui aveva chiesto. Proprio per evitare problemi, lui aveva chiaro anche il titolo. E poi, ripeto, tutto è stato registrato e sbobinato

Mi ha bombardata di messaggi – prosegue Alisa Toaff. Gli ultimi due sono stati i più pesanti. Uno è questo: ‘Ultimo messaggio, a te credo che ti manchi il c…o perché se una donna arriva ad essere così vuol dire che il c…o gli manca per davvero, ecco fatti una pausa, fatti una scorpacciata di c…i e imparerai ad essere una persona normale’. Non è accettabile che accada una cosa del genere mentre si sta lavorando solo perché sono una donna. Se fossi stata un uomo? Si sarebbe comportato così? Questo è un atteggiamento sessista e soprattutto molesto. Per questo l’ho denunciato

La giornalista riporta gli altri messaggi che gli avrebbe scritto Siffredi una volta uscita l’intervista:

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Uno dei primi è stato: “Non sei una giornalista, sei un’approfittatrice per vendere i tuoi articolini, gonfiati, dove ci metti tanto del tuo e appesantisci, sei talmente piena di voler appesantire che togli di qua perché te lo ha detto il direttore e aggiungi di là, vabbè buona vita woman”. Io rispondo che ero basita.

Secondo la ricostruzione di Alisa Toaff lui ha continuato con una vera e propria persecuzione per poi alla fine scusarsi e tentare di rimangiarsi quanto già detto:

Alisa, lo so che penserai che sono pazzo, ma tanto già lo pensi. Ho appena letto tutta l’intervista e niente. Non c’è nulla di tutto quello che avevo in testa e che mi ero immaginato. Non lo so perché ho queste allucinazioni, che vedo tutto male. Probabilmente dai, non lo so, scusami. Non hai scritto nulla di sbagliato

In questi giorni ha dichiarato il falso e, fatto gravissimo, ha spinto i colleghi a mettere il mio nome – prosegue Alisa Toaff. Non mi ha mai sfiorata. Insomma, non mi ha messo le mani addosso. Mi ha insultata e molestata verbalmente utilizzando il mio sesso per offendermi

Lui mi ha detto che è un depresso e che lo è sempre stato e che ha fatto il porno attore per uscire dalla depressione. Ma è tutto registrato e consegnato alle autorità, anche l’intervista grezza. Sto molto male, soprattutto per le dichiarazioni uscite senza il mio benestare

A pagina 2 la risposta di Rocco Siffredi.

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