Oppenheimer, Downey Jr scherza sul successo del film

Sul palco del Sundance Festival, Robert Downey Jr ha preso in giro Nolan per il successo di Oppenhimer

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Oppenheimer, nuova fatica di Christopher Nolan  (qui la nostra recensione) è sicuramente uno dei film del 2023. Si tratta di un’opera che sta avendo un successo enorme e questo sta portando cast e regista ad un’attenzione mediatica spropositata. Tuttavia non è una cosa gradita per tutti. Recentemente infatti sia il cineasta che Robert Downey Jr, che ha vinto proprio per Oppenheimer il suo terzo Golden Globe, si sono recati al Sundance Festival dove l’attore ha premiato il suo regista. Nel discorso non ha perso occasione per prenderlo, tuttavia, in giro per il suo essere molto introverso.

In confidenza, ha bisogno che qualcuno gli risollevi il morale – ha scherzato Robert Downey Jr. È un po’ triste perché gli è capitata una terribile tragedia. Non intendo sollevare questo argomento che è molto personale: ma adesso la gente lo riconosce per strada. E lui si ritira come dal ferro rovente di fronte a questa nuova e decisamente non benvenuta realtà

Downey ha anche scherzato dicendo che, essendo lui stesso un “asociale”, era la persona perfetta per legare con Nolan.

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Siamo diventati estremamente legati, cioè siamo andati a cena insieme una volta – ha detto l’attore, aggiungendo che mentre i due procedevano a fatica lungo il percorso della campagna di premiazione, Nolan gli ha chiesto se “la morte per chiacchiere” fosse possibile.

Nolan è poi salito sul palco per ritirare il premio, ringraziando il festival per averlo aiutato a lanciare la sua carriera con Memento del 2000. Ha raccontato come “tutti i distributori indipendenti” inizialmente abbiano rinunciato ad acquisire il film, finché non ha iniziato a suscitare interesse al Sundance.

Sono circa due settimane in cui il cinema indipendente non significa solo un modello di business – ha detto Nolan del festival. Significa un’aspirazione per i registi. Significa che come registi, scrittori e attori, siete trattati come artisti. Vi viene dato l’orgoglio di essere autori di ciò che avete fatto.

Che ne pensate?

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