Lupin 3: la serie Netflix con Omar Sy sfrutta ancora una formula vincente | RECENSIONE

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Con la terza stagione Lupin si conferma una delle migliori serie Netflix. E specialmente grazie, ca va sans dire, al buon vecchio Omar Sy

La terza stagione di Lupin su Netflix, con l’eccezionale Omar Sy nel ruolo principale, conferma le qualità di una delle migliori serie sulla piattaforma. Come sappiamo la serie ha rapidamente conquistato il cuore degli spettatori con le prime due stagioni grazie a una combinazione irresistibile di azione, suspense e intrighi, e questa nuova stagione sembra confermare il successo della formula.

La serie segue le gesta di Assane Diop, un maestro del travestimento e del furto, ispirato al leggendario ladro che tutti conosciamo, Arsenio Lupin. Omar Sy reca vita al personaggio principale con una maestria che rende ogni episodio un’esperienza coinvolgente. Nella terza stagione un’importanza prominente è conferita ai rapporti tra Assane e la sua famiglia, la compagna, il figlio e la madre perduta.

L’etica con la quale Assane agisce è sempre quella degna dello stesso Lupin: i suoi furti, compiuti con un’eleganza unica e senza mai coinvolgere violenza o nuocere a nessuno, hanno sempre una motivazione d’onore oppure sono mezzi necessari ai quali ricorrere in situazioni critiche. Nella fattispecie, e non è dire poco, la salvezza della madre di Assane, rapita.

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Nella terza stagione riemergono fantasmi e figure del passato che il novello Lupin deve affrontare nel rivivere la sua storia, indagando più a fondo sulle motivazioni dietro alla sua carriera da ladro ma anche sulle esperienze che lo hanno portato a crescere fin dove è arrivato. Un nuovo villain memorabile, Keller, lascia il suo segno e incide sugli avvenimenti in maniera palpabile.

Come sempre la figura di Assane viene presentata in una veste profondamente positiva: il suo senso tutto personale della giustizia, pur se non allineato a quello della morale pubblica e della legge, prevale sempre rendendolo un perfetto eroe / anti-eroe che l’interpretazione di Sy contribuisce a caratterizzare con simpatia, estro e buonumore.

Alla fine della terza stagione non manca un finale a sorpresa che riporta in scena un vecchio avversario richiamandosi ancora alle storie di Maurice Leblanc e inspessendo una volta di più il legame tra Assane e le vicende vissute dal personaggio letterario. In conclusione, i sette episodi non si fanno mancare nulla e soprattutto abbondano di colpi di scena perfettamente studiati, che rendono Lupin ancora una delle migliori serie su Netflix.

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