Eminem: quando a 9 anni venne quasi ucciso da un bullo

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Eminem ha tratto forza dall’esperienza e l’ha riversata nella sua musica

Ebbene sì, anche Eminem ha passato una infanzia non proprio felice. A parte i noti problemi con la madre e il fatto di essere cresciuto in un ambiente per lui desolato e opprimente come quello di Detroit, il cantante ha vissuto altre esperienze traumatiche spesso proprie dell’infanzia e dell’adolescenza. Nella fattispecie: la persecuzione da parte di un bullo.

Un individuo che lui stesso identifica e del quale ha poi parlato, in merito all’incidente a cui ci riferiamo, nella canzone Brain Damage. “Venivo tormentato da questo ragazzino grasso di nome D’Angelo Bailey. Un tipo di terza media che si vantava sempre, perché suo padre faceva boxe”.

“Questo tipo ogni giorno mi chiudeva negli armadietti”, racconta Slim Shady, ricostruendo e conferendo veridicità ad una delle più caratteristiche immagini del bullismo scolastico americano. E racconta poi di una occasione nella quale costui ci è davvero andato giù pesante, facendo addirittura rischiare la vita al futuro rapper.

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“Uno giorno è entrato nel bagno mentre stavo pisciando. E mi ha fatto mettere in una posizione per picchiarmi e farmi sottomettere. [A quel punto] ha picchiato la mia testa contro il gabinetto, fino a che non mi ha rotto il naso. Ha tinto tutti i miei vestiti di sangue, mi ha afferrato e mi ha messo la mano al collo per soffocarmi“.

Evidentemente alla fine deve averlo lasciato andare, perché Slim Shady è ancora qui. Ma possiamo immaginare quanto l’esperienza sia stata terribile per lui. La madre di Marshall, Debbie, cercò anche di fare causa alla scuola non potendo rivalersi direttamente sul bullo che aveva picchiato il figlio.

Ma Eminem è riuscito miracolosamente a tratte il meglio da questo trauma e a trasformarlo in una forza di motivazione, che gli ha poi consentito di lanciare la sua carriera nel rap. “[Mi sono detto] anche le più grandi star hanno attraversato il bullismo e sono sopravvissute; e in più, sono uscire fuori in cima”.

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“Allora puoi farlo anche tu. Io sono stato picchiato nei bagni, nei corridoi, infilato negli armadietti, e per la maggior parte [solo] perché ero il ragazzino nuovo. E quello che mi ha fatto sopravvivere in quella fase della mia vita è stato rappare. Ho trovato qualcosa: ‘Sì, questo ragazzino qua avrà più tipe o vestiti migliori, ma non sa fare questo come me”.

Ed è vero che nessuno, o quasi, sa fare “quello” (ossia, rappare) come Eminem. L’ha dimostrato in più occasioni, rappando alla velocità della luce o infilando numeri incredibili di parole in una canzone brevissima. La morale della storia: per superare le difficoltà e i momenti bui, fate in modo di trovare qualcosa nella quale siete migliori degli altri e metteteci tutti voi stessi. Eminem insegna.

Fonte: The Things

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