Ron Perlman: le 10 (+1) migliori interpretazioni dell’attore [LISTA]

Oggi vi parliamo delle 10 migliori performance di Ron Perlman, attore troppo spesso dimenticato quando si parla di grandi interpreteti

ron perlman
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Nel mondo del cinema, lo sappiamo, sono gli attori che interpretano i grandi ruoli a dominare le scene. I protagonisti che mandano avanti tutte le macchine narrative di ogni singolo film. Tuttavia ce ne sono moltissimi altri, a cui spesso viene chiesto un lavoro minimo sullo schermo, ma che riescono comunque a farsi ricordare e amare. L’assoluto re di questa categoria è sicuramente Ron Perlman.

Nato a nello stato del New York, questo grande attore, amico intimo di Guillermo Del Toro è uno dei più fulgidi esempi di come non sia necessario passare molte ore in scena per essere considerato un grande artista. Perlman spesso interpreta rapide comparse, personaggi minimi. Ma potete scommetterci che alla fine del film non potrete fare a meno di ricordarvelo. Sebbene abbia avuto anche ruoli da grande protagonista, che non mancheremo ovviamente di magnificare in questa top, la sua incredibile capacità di esaltare qualunque personaggio a dispetto del tempo sullo schermo è assolutamente rimarchevole.

Le migliori interpretazioni di Ron Perlman: i criteri

Stiamo parlando di un attore dalla carriera trentennale, costellata da decine e decine di performance. Tentare di dare il giusto spazio ad ogni sua opera è ovviamente impossibile. Abbiamo dunque deciso di inserire in questa classifica le interpretazioni che lo hanno reso più noto senza disdegnare anche qualche salto in opere minori ma che non mancano di ricordarci il grande talento di Ron Perlman.

Detto questo, iniziamo.

10) Padre Duffy, I Sell The Dead

Iniziamo questa nostra cavalcata nella carriera del grande Ron Perlman con I Sell The Dead, film abbastanza di nicchia diretto da Glenn McQuaid nel 2008. La pellicola è molto breve ma davvero spassosa e il Nostro si cala perfettamente nel contesto che la trama vuole raccontare. Interpreta infatti Padre Duffy, un frate che deve occuparsi di dare l’estrema unzione ai condannati a morte.

Sebbene Perlman appaia solo all’inizio e alla fine del film, con sporadiche comparsate all’interno della trama, la sua presenza scenica è uno dei motivi fondamentali dalla buona riuscita del film. Il dialogo iniziale col condannato a morte Arthur Blake, intepretato da Dominic Monaghan è sicuramente una delle parti migliori del film e riesce a incanalare tutta la storia sui bizzarri e folli binari che il regista ha scelto per la sua creatura. Come spesso vedremo in questa classifica, Perlman riesce a destreggiarsi in personaggi dalle poche battute ma che riescono a rimanere ben impressi nella mente di coloro che guardano i film che lo vedono protagonista.

9) Soldato Koulikov, Il Nemico alle Porte

Abbiamo deciso di parlarvi de Il Nemico alle Porte perchè è uno di quei film che maggiormente mostrano il carisma di un attore come Ron Perlman. Se infatti in tutta la pellicola la scena è ovviamente catturata da Jude Law, Ed Harris e Rachel Weisz, non potrete fare a meno di ricordarvi anche di Koulikov, il cecchino veterano che all’inizio della storia accompagna Vasilij prima di essere freddato malamente da Erwin König.

La strepitosa capacità di questo attore di rendere memorabili poche battute e di rimanere impresso nella memoria di chiunque con pochi minuti in scena è esemplificata all’ennesima potenza in questo film. Il suo personaggio è quello che fa da collante nella trama tra la parte iniziale nella quale Vasilij diventa un eroe a quella nella quale si scontra con il cecchino tedesco. E Perlman porta questo ruolo nei binari nei quali deve stare: Koulikov è un veterano scaltro e segnato da mille battaglie. Tutto assolutamente visibile nei suoi occhi e nelle poche battute a sua disposizione. Specie in quella nella quale racconta il destino dei suoi denti.

Non troverete nessun altro in grado di essere credibile e affascinante con una dentatura di metallo come fa lui in questo film. Garantito.

8) Angelo de la Guardia, Cronos

Nel 1993 Guillermo Del Toro gira il suo primo lungometraggio. Budget bassissimo, storia magnifica e cast di livello nel quale spicca, come al suo solito, Ron Perlman. Qui interpreta Angelo de la Guardia, nipote di un uomo d’affari ricco e morente, Dieter che vuole a tutti i costi un meccanismo in grado di farlo sopravvivere (non ci dilunghiamo oltre sulla trama in quanto Cronos è un film meraviglioso che vi consigliamo di vedere).

Il nostro viene dunque inviato a trattare con il vecchio antiquario Jesús Gris in possesso dell’artefatto in questione ma che non vuole cedere. Si inneschernano diversi meccanismi che porteranno anche l’uso della violenza, come solo gli scagnozzi di ricchi imprenditori senza scrupoli sanno fare.

Sebbene all’epoca di questo film, Perlman avesse solo 43 anni e non avesse chissà che esperienza ad alto livello, riesce a dominare la scena e incutere timore in ogni momento che lo vediamo. Già da questa splendida performance, si vedranno quelle che saranno le caratteristiche fondamentali della recitazione del Nostro. Imponenza fisica importante, sguardo glaciale, mimica di livello stratosferico e un modo di parlare lento e calibrato in grado di rivelare tutto il magnetico carisma di cui dispone.

Se un regista con l’amore sconfintato per il cinema come Del Toro ti vuole nel suo primo film e da quel momento in poi decide di non fare più a meno di te, beh, un motivo dovrà pur esserci.

7) Salvatore, Il Nome della Rosa

A cura di Andrea Campana

Forse non il primo ruolo importante in assoluto nella carriera di Ron Perlman, ma di certo il primo per il quale viene davvero ricordato. E non è, in questo celebrato adattamento del romanzo best seller di Umberto Eco, nemmeno un ruolo facile. Ron interpreta infatti Salvatore, un uomo gobbo e che soffre di un qualche genere di ritardo mentale.

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Una parte molto distinta da quelle nelle quali siamo abituati a vederlo, e che del resto è in grado di padroneggiare. Non solo, ma il personaggio di Salvatore è immerso nel complesso contesto monacale dell’epoca (anno 1327), che come sappiamo è una grande metafora sull’evoluzione della chiesa e del credo cristiano per tramite di una storia whodunit da giallo poliziesco.

Nel monastero si consumano infatti misteriosi omicidi a sfondo esoterico e l’abate Guglielmo da Baskerville (Sean Connery) e il suo giovane apprendista Adso (Christian Slater) devono indagare per scoprire il colpevole. Salvatore avrà un ruolo fondamentale nella loro indagine, per quanto avulso dal complicato groviglio di interessi che annoda insieme tutti gli altri benedettini.

Rappresenta perciò in questo contesto l’unico personaggio davvero “sano”, inteso come individuo al riparo dalla corruzione umana, paradossalmente proprio in quanto “malato”. Per quanto riguarda la carriera di Ron Perlman, quindi, la sua in questo film rimane un’interpretazione unica, particolare e distinta dalla (sua) norma; e, per questo, tanto più apprezzabile.

6) Tom Kidman, Moonwalkers

A cura di Andrea Campana

Questa geniale commedia inglese del 2015 decide di raccontare, in un periodo nel quale va anche di moda, la famosa teoria del complotto secondo la quale l’uomo non sarebbe mai arrivato sulla Luna nel 1969, ma l’allunaggio sarebbe stato fittizio; e girato per giunta da Stanley Kubrick, che l’anno prima non a caso aveva realizzato 2001: Odissea nello Spazio.

Nella trama il filmato del finto allunaggio dev’essere commissionato a Kubrick qualora la missione (reale) dell’Apollo 11 non vada a buon fine: c’è la Guerra Fredda e volenti o nolenti anche nella corsa allo spazio bisogna fare bella figura. E chi viene incaricato del progetto? Un agente della CIA di nome Tom Kidman, che è appunto il nostro Ron Perlman.

Americano tutto d’un pezzo, serioso, roccioso, all’antica e per giunta sofferente di stress post-traumatico (essendo stato in Vietnam), si ritrova proiettato nel mondo hippie psichedelico inglese degli anni ’60. Al suo fianco anche Rupert Grint (Ron Weasley nella saga di Harry Potter) e Robert Sheehan (Misfits, The Umbrella Academy).

Com’è prevedibile succede di tutto e gran parte dei momenti comici del film emergono proprio dall’incontro/scontro tra il carattere duro e fermo dell’agente CIA e il mondo dissoluto, parossistico e lascivo nel quale si deve suo malgrado immergere. Chiaramente finirà col perdervisi, in un intrigo di realizzazioni personali e riflessioni sull’evoluzione della cultura e dei media dell’epoca per come li rivediamo oggi.

5) Dieter Reinhardt, Blade II

Torniamo ancora una volta in un film di Guillermo Del Toro. Anche in questo caso, tralasciando il protagonista e le particolarissime creature che deve affrontare, i Mietitori, se c’è una componente di Blade II (qui 10 curiosità a tema) che tutti si ricordano, quella è proprio la faccia da schiaffi di Ron Perlman e del suo Reinhardt.

Leader dell’Emobranco, gruppo col quale l’ammazzavampiri deve fare squadra per tentare di arginare la minaccia proveniente da Nomak, questo personaggio è uno dei più iconci e carismatici dell’intera trilogia dedicata al Diurno di casa Marvel. Cattivo, cinico ma anche volutamente spocchioso e arrogante, Reinhardt tenterà di tenere testa a Blade (finendo ovviamente molto male) mentre cercherà di salvare la sua razza dall’estinzione.

La presenza scenica di Perlman riesce ad elevare un personaggio che potrebbe divenire solamente una macchiettistica spalla del protagonista in un antagonista articolato, rimarchevole. I dialoghi e il rapporto in generale tra lui e Blade sono senza dubbio una delle componenti migliori del film. Non c’è da stupirsi che Del Toro abbia voluto affidare uno dei ruoli più importanti, quello tenuto a fare da collante a tutta la trama, al suo fidato amico.

4) Nino, Drive

A cura di Fabio Menel

Los Angeles. Uno stuntman (Ryan Gosling) alterna la sua attività da pilota e meccanico a quella di guidatore per le rapine. Il ragazzo dal nome sconosciuto è il migliore di tutta la città. Le cose però cambieranno quando si innamorerà della vicina di casa (Carey Mulligan), soprattutto quando il marito, uscito di prigione, gli chiederà un favore che stravolgerà le loro vite.

In Drive Perlman interpreta un ruolo da grande caratterista qual è. Il personaggio di Nino, duro quanto divertente proprietario di una pizzeria che nasconde le sue (e del compare Bernie) attività illecite. La sua strada si incrocerà con quella del protagonista nella rapina al banco dei pegni, organizzata in realtà dallo stesso Nino per far sparire dei soldi di una famiglia rivale di Philadelphia.

Perlman, con la sua fisicità, domina la scena nei (relativamente) pochi minuti in scena, donandoci un altro personaggio unico ed indimenticabile, caratterizzato dall’ormai iconico mix di schiettezza, linguaggio crudo e timore che l’attore sa incutere con la sola corporeità.

3) Colonnello Ben Drask, Don’t Look Up

In Don’t Look Up, ultimo film di Adam McKay, ogni personaggio funge da metafora e spesso parodia di corrispettivi della vita reale. E se si ha bisogno di qualcuno che interpreti lo stereotipo del generale pluridecorato americano, dalla mascella imponente e dal carattere ruvido e antipatico, insomma, chi meglio di Ron Perlman?

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Come costante ormai di questa classifica, l’attore è in scena per pochissimi minuti eppure non potrete fare a meno di ricordarvelo. Nella parte del burbero colonnello Ben Drask guida infatti la prima missione nello spazio messa in piedi per cercare di contrastare l’arrivo dell’ormai celeberrima cometa sulla Terra.

In pochissime scene McKay lascia libero il suo attore di dare vita al personaggio nel modo che lui ritiene giusto. E Perlman non delude. Tra decine di parolacce, il senso di patriottismo americano talmente esagerato da diventare volutamente macchiettistico, la strafottenza tipica di quella tipologia di militari che il regista ha voluto colpire. Tutto incarnato in uno dei momenti più divertenti e deliranti di un film che balla perfettamente tra questi due estremi senza mai scadere nè da una parte nè dall’altra.

Riuscire, sebbene per pochi minuti, a rubare la scena a DiCaprio e a Jennifer Lawrence non è cosa da tutti. Ma Ron Perlman può questo e molto altro.

2) Hannibal Chau, Pacific Rim

In un film nel quale a dominare la scena sono sicuramente gli enormi Kaiju e gli Jaegers che devono affrontarli, Ron Perlman con il suo Hannibal Chau riesce a rubare la scena e divenire senza dubbio il personaggio umano più amato e ricordato dell’intero film. Questi è un commerciante di resti di kaiju morti al quale viene chiesto aiuto per trovare un cervello di queste immense creature.

Hannibal è un individuo cinico e irascibile, ma ricco e materialista convinto. E ogni frame che Perlman è sulla scena, tutte queste informazioni sono immediatamente visibili. Spavaldo nei suoi abiti fatti a mano e nelle sue scarpe placcate d’oro, l’attore ci mostra tutta la crudeltà e l’arrivismo di un uomo pessimo che sfrutta la tragedia dell’arrivo dei kaiju per arricchirsi ma che mantiene sempre il suo aspetto esteriore curato e attento. 

I suoi scambi di battute con il protagonista umano del film, Newton Geiszler e l’estetica del rifugio che ha costruito a Hong Kong in caso di problemi insormontabili, sono la ciliegina sulla torta di una performance quadrata, indimenticabile. Tanto breve quanto perfetta.

1) Hellboy in Hellboy (2004) e in Hellboy: The Golden Army (2008)

Sebbene, come detto in introduzione, Ron Perlman sia un clamoroso attore quando è chiamato a piccoli, ciò non toglie che sia assolutamente superbo anche quando deve dominare la scena. Nei due capitoli della saga di Hellboy diretta da Guillermo Del Toro, l’attore di New York è infatti meraviglioso.

Nei panni del figlio dei diavolo riesce a mostrare in ogni singolo frame tutta la pletora di emozioni che un personaggio così complicato riesce a provare. Sfacciato ed arrogante, con sigaro in bocca e pistola spianata in battaglia, sicuro di essere sempre (o quasi almeno) il più forte sul campo, tenero e fragile quando soffre le pene d’amore.

Riuscire a dominare un personaggio del genere nonostante la montagna di trucco e rimandare agli spettatori le emozioni di una creatura così particolare quale è Hellboy senza mai scadere in inutili eccessi è cosa davvero per pochi. E Ron Perlman è tra questi. La sua mimica facciale pressochè inimitabile è senza dubbio uno degli elementi che hanno permesso a questa saga di essere amata da milioni di persone e a questo personaggio di essere capito dai più che sono riusciti addirittura ad empatizzare con quello che, a tutti gli effetti, è un diavolo destinato a distruggere il mondo.

Al primo posto non avremmo potuto scegliere diversamente. Se per molti questi due film sono tra i primi della lista quando si parla di cinecomic il merito va dato al suo splendido e inimitabile protagonista.

+1) Clay Morrow in Sons of Anarchy (2008-2014)

Non solo cinema. Ron Perlman è stato il cuore di una delle serie più amate degli ultimi 20 anni. Parliamo ovviamente di Sons of Anarchy, show nel quale il nostro interpreta Clay Morrow, presidente e fondatore del club di motociclisti che dà il titolo dalla serie. Sebbene alla fine il volto di tutto il progetto sia quello di Charlie Hunnam e del suo Jax Teller, il lavoro che fa Perlman, specie nelle prime stagioni, è pazzesco.

Con il suo clamoroso talento, la sua faccia perfetta per dominare un gruppo di motociclisti criminali in una piccola città della California, tiene insieme tutto e lascia il tempo agli altri personaggio di svilupparsi con calma. Clay è magnetico, domina ogni momento nel quale è in scena e riesce a tenere nei giusti binari della credibilità e del dramma, una serie che avrebbe potuto sconfinare in territori che di sicuro l’avrebbero fatta scivolare verso un disinnamoramento del pubblico.

I momenti di passionale amore, di focose discussioni e di genitorale preoccupazione che mette in scena insieme a Katey Sagal, meravigliosa interprete di sua moglie Gemma, sono senza dubbio il carburante che tiene vivo il fuoco di Sons of Anarchy. Se ancora avete dubbi guardatevi la scena nella quale è costretto a uccidere uno dei membri fondatori del club. Un momento così drammatico da essere scolpito nella storia recente della televisione. Vedere per credere.

Che ne pensate? Qual è la vostra performance preferita?

In teoria sono un giornalista. In pratica scrivo di cose belle su un sito bellissimo. Perchè dai, nessuno è più fico della Scimmia.