Tunic Recensione: una Volpe e la sua fiaba arrivano su Xbox e PC

Una volpe, un viaggio misterioso e un level design favoloso. Ecco la nostra recensione di Tunic, dal 16 marzo in esclusiva su Xbox e Pc.

Tunic recensione
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Andrew Shouldice iniziò in solitaria lo sviluppo di Secret Legend, diventato poi Tunic, nel lontano 2015. Un progetto che data la sua bontà, ha attirato l’attenzione prima di Finji, publisher che ha aiutato Andrew con un team di supporto e il suo know how, e poi di Microsoft. Abbiamo aspettato Tunic e la sua Volpe protagonista per ben 7 anni e oggi possiamo finalmente leggerne la recensione

Il titolo è disponibile dal 16 marzo in esclusiva su Xbox e Pc e al day one su Game Pass. La possibilità di scaricare il gioco per tutti gli abbonati al catalogo Microsoft è stata una vera e propria sorpresa in quanto non ci sono state notizie certe fino al giorno stesso della release. Aggiornamento: a partire dal 27 settembre 2022, Tunic è disponibile anche su Playstation 4, Playstation 5 e Nintendo Switch.

Il manuale del perfetto esploratore

Tunic è un titolo misterioso, che non spiega nulla al giocatore ma si limita a svegliarlo su una spiaggia deserta pronto a partire per un’avventura isometrica fatta di pericoli, tesori nascosti e una meravigliosa ambientazione. Per rispettare l’autorialità di Andrew Shouldice, non riveleremo altro ai lettori, proprio perché si tratta di un’importante scelta di design. Pad alla mano, il senso di smarrimento ci ha pervaso fin dal primissimo istante: dove andare, cosa fare ma soprattutto, ci siamo chiesti cosa fosse un luminoso foglietto che fluttuava sul nostro schermo. Una volta raccolto, abbiamo visualizzato la prima pagina di un vecchio manuale cartaceo di videogiochi, la cui funzione è sia quella di svelare frammenti di trama, sia di tutorial vero e proprio.

Tunic racconta la sua storia e il suo gameplay, attraverso immagini tanto vintage quanto criptiche e recuperare tutte le pagine di questo diario, sarà quindi di fondamentale importanza per arrivare ai titoli di coda. La particolarità di questo manuale?

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In questo caso, il “Tieni premuto” è l’unico termine comprensibile nella pagina.

Il testo è scritto nella lingua del mondo di gioco – salvo alcuni singoli vocaboli in italiano che fungono da riferimento all’utente – ed è dunque incomprensibile. Di conseguenza, l’analisi di ogni illustrazione richiederà tempo, attenzione e pazienza. Ci sono stati casi in cui abbiamo compreso subito dove andare e cosa fare, altri invece in cui abbiamo impiegato più del previsto rompendo così l’immersione nella partita.

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A tal proposito, vale la pena raccontare un aneddoto legato alle recensioni di Tunic. Finji ha creato un gruppo Discord per tutti noi redattori che abbiamo avuto il codice, permettendoci di condividere utili informazioni per procedere nella run. Un modo atipico e originale di comunicare il cuore di un videogioco.

Esplorazione e combattimenti

La componente narrativa è quindi strettamente legata a quella esplorativa. Il level design di Tunic è eccezionale, ricco di aree interconnesse da scorciatoie sbloccabili e passaggi segreti – non sempre perfettamente riconoscibili – che denotano un grande lavoro creativo. Il senso di scoperta si percepisce fin dai primissimi istanti e la soddisfazione, ogni volta che avremo trovato una via apparentemente irraggiungibile, sarà immensa. Il viaggio della piccola Volpe ci porterà ad attraversare ambienti aperti e pericolosi dungeon, il tutto curato da un comparto artistico e sonoro di primissima qualità, che donano un’aurea quasi fiabesca alla produzione.

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Tuttavia, non fatevi ingannare da questo aspetto da favola fanciullesca. Tunic ci ha punito svariate volte per via della sua discreta difficoltà, dei suoi nemici e delle sue imponenti boss fights. Per affrontare i coriacei mob a schermo ci affideremo a spada e scudo, armi magiche, consumabili e alla schivata che richiede elevata stamina. Quest’ultima, è l’ago della bilancia in ogni scontro, in quanto una bassa resistenza comporterà danni maggiori degli avversari senza però inficiare la possibilità di attaccare. Scegliere tra l’attesa che il vigore si ricarichi e il colpo in più, sarà la chiave di volta per cavarsela nei combattimenti.

Tunic Recensione

Per fortuna, potremo potenziare attacco, difesa del protagonista e tanto altro ancora, tramite gli oggetti recuperabili in game e che offriremo in dono ad alcune statue sparse nella mappa. Presso questi “monumenti” ricaricheremo inoltre la nostra vita e le fiaschette della salute, ma faremo anche rinascere tutti i nemici precedentemente sconfitti. In generale, il combat system e il sistema di crescita del personaggio, nella loro semplicità, si sono incastrati alla perfezione nel gameplay.

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Tunic Recensione Playstation 4 e Playstation 5

Durante lo scorso State of Play, tenutosi il 3 giugno 2022, il publisher indipendente Finji annunciava l’arrivo il 27 settembre su console Playstation 4 e Playstation 5 (e Nintendo Switch) di Tunic, sei mesi dopo la prima release sull’ecosistema Microsoft. L’approdo di Tunic sulle console Sony e Nintendo è a tutti gli effetti una gran bella notizia per chi non aveva avuto modo di provare il gioco su Xbox o PC.

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Abbiamo testato Tunic su Playstation 4 e il nostro resoconto, dopo diverse ore spese nell’immaginario creato da Andrew Shouldice, è assolutamente positivo: il porting è stato eccellente salvo alcuni sporadici rallentamenti del frame rate ma nulla che abbia realmente inficiato la nostra esperienza.  Tunic si è confermato ancora una volta un’avventura unica, speciale e che speriamo davvero con tutto il cuore, possa competere ai prossimi Game Of The Year tra i migliori giochi dell’anno.  

Conclusioni e la questione “review bombing” di Tunic

“Confrontare costantemente videogiochi con altri videogiochi, porta via il tempo per giocare”. Con un tweet dal profilo ufficiale Xbox di alcuni giorni fa poco prima della release di Tunic (coincidenze?), vogliamo chiudere questa nostra analisi. Nonostante infatti si sia parlato tantissimo di uno zeldalike o soulslike, abbiamo volutamente omesso queste due parole dall’articolo.

Tunic è un titolo a sé, che brilla di luce propria, da consigliare a tutti i possessori di Xbox e Pc (e adesso anche Playstation e Switch). I meriti vanno a una peculiare narrativa, capace di costruire una community tra redattori prima e giocatori poi, e a un design dei livelli che riesce a creare un mondo di gioco che trasuda amore e passione per il medium. Peccato però che non tutto il pubblico abbia percepito la qualità del prodotto, sfogando per l’ennesima volta in questo periodo, le proprie frustrazioni attraverso l’ormai classico e penoso review bombing. Il motivo? Tunic è uno zeldalike e soulslike, troppo simile ai due capostipiti dei rispettivi generi. Un confronto che possiamo definire inutile e che non svalorizza in alcun modo, l’opera prima di Andrew Shouldice.

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