I 5 Migliori Film di Bernardo Bertolucci [LISTA]

Ecco una selezione di cinque film essenziali per conoscere la filmografia del grande regista emiliano, Bernardo Bertolucci.

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4) L’ultimo imperatore, 1987

L’ultimo imperatore è forse il maggior successo di critica e pubblica di Bernardo Bertolucci, che ottiene un successo internazionale immenso, arrivando a trionfare agli Oscar del 1988.

La storia è quella di Pu Yi, l’ultimo imperatore della Cina, nato nel 1906 e destinato ad essere l’ultimo regnante della Cina imperiale. La narrazione avviene negli anni seguenti la Seconda Guerra Mondiale, quando Pu Yi viene imprigionato per essere “rieducato” secondo i dettami della Cina socialista. Dopo il disperato (e fallito) tentativo di suicidio, inizia il nostro viaggio all’indietro, sempre tramite flashback.

Ne esce un ritratto estremamente umano, tra decadenza e vecchio fasto, che dipinge una vita unica nel suo genere con grande delicatezza.

Il film mostra forse più di tutti la grandezza della regia e la grande capacità di creare immagini di Bertolucci. Il regista dirige un dramma storico che ha i tratti dell’epico, specialmente nelle prime fasi ambientati nella Città Proibita di Pechino che richiamano a tempi molto più lontani dell’inizio di ‘900 che troviamo in epigrafe.

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Anche qui viene fuori il respiro fortemente internazionale di Bertolucci, in questo senso piuttosto unico nel panorama italiano. Il regista si serve di eccellenti attori (anche se comprensibilmente meno conosciuti in occidente) cinesi e giapponesi, oltre ad un grandissimo Peter O’Toole nel ruolo del precettore dell’imperatore.

Un film imperdibile nella filmografia di Bertolucci, tra i più noti e apprezzati ancora oggi.

5) The dreamers, 2003

The dreamers; Bernardo Bertolucci
L’iconica scena della vasca di The dreamers CREDITS: Medusa Film

Film della maturità e penultimo film del regista. L’opera mostra l’energia e la forza di un’opera prima, come animata da un moto rivoluzionario, che si dovrà scontrare con l’inesorabile realtà.

Adattamento del romanzo The holy innocents dello scrittore scozzese Gilbert Adair, che ne ha curato anche la sceneggiatura.

La storia narrata in The dreamers è quella di Matthew, giovane americano trasferitosi a Parigi nel 1968 per imparare l’inglese. Coinvolto nei moti studenteschi conosce Isabelle e Theo, due gemelli che partecipano alle rivolte con poca consapevolezza del nemico da combattere.

Il trio costruisce una forte amicizia. Matthew si convince a trascorrere un periodo nella casa dei fratelli, libera dai genitori. Qui scoprirà esserci un morboso rapporto tra Isabelle e Theo, cui entrerà a far parte in un ménage a trois apertamente erotico. I tre si estraniano dalla realtà fin quando non devono prendere una decisione fondamentale per le loro vite.

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L’opera ha raggiunto lo statuto di cult per il suo contenuto esplicito e per la costruzione del rapporto tra i protagonisti, rappresentato con grande delicatezza. Bernardo Bertolucci costruisce un mondo a parte, popolato da giovani allo sbaraglio, privilegiati e annoiati. La lotta studentesca è per loro un pretesto, una scusa per impegnarsi in qualcosa. La diegesi si concentra fortemente sulla psicologia dei personaggi, che possono contare sulle ottime interpretazioni dei protagonisti.

Lo stile riporta il classico modus operandi di Bertolucci, che si focalizza sulla quotidianità anormale dei protagonisti, con una fotografia satura, ricca di chiaroscuri. L’illuminazione riprende infatti la complessità dei personaggi.