RaiPlay – 10 grandissimi film che non sapevi fossero gratis

Ultimo tango a Parigi è solo una delle perle visibili gratuitamente e da non perdere assolutamente

RaiPlay

RaiPlay è il servizio di streaming offerto dalla Rai.

Raccoglie tutte le puntate delle serie e dei programmi firmati Rai, nonché numerose pellicole, mettendole sempre a disposizione dell’utente. Se questo non bastasse a incentivarne l’utilizzo bisogna ricordare che è una piattaforma completamente gratuita, sulla quale è sufficiente registrarsi con la propria mail. E se nemmeno questo spinge a visitare lo sterminato catalogo Rai, potrebbe farlo questa guida che spazia tra dieci film davvero imperdibili, che possiamo guardare e riguardare gratis grazie a RaiPlay.

Chiaramente il corpus maggiore del catalogo piuttosto ampio del servizio è costituito da film di seconda categoria. Abbondano e si moltiplicano, infatti, i titoli più diversi del cinema italiano di genere. Accanto a questi si trovano commedie che ormai non fanno più ridere nessuno e una moltitudine di film riesumati da polverosi archivi in cui erano, meritatamente, finiti e dimenticati. Tolto tutto questo grasso che cola, ci sono tantissime opere di pregio. Il grande cinema d’autore e alcune importantissime produzione straniere trovano il loro posto su RaiPlay, e con questa guida vi portiamo ad esplorare, riscoprire ed amare alcuni gioielli.

The Hateful Eight, Quentin Tarantino (2015)

Per cominciare col botto. Mentre aspettiamo trepidanti Once upon a time in Hollywood, possiamo gustare per l’ennesima volta The Hateful Eight. L’ultimo lavoro di Tarantino rappresenta la sua “conversione al bello”, in senso leopardiano. Cambia il suo modo di guardare ai classici e di omaggiarli, e la virata estetica e poetica che ha operato è riuscitissima. Il suo esperimento di matrice autoriale fa centro.

the hateful eight

Pur non rinunciando agli stilemi che lo hanno reso un regista amato dal grande pubblico, Tarantino riesce a creare un’opera di maggiore spessore. La struttura narrativa del giallo ingloba un western dai tratti originali, distanti dal western classico che il regista ha più volte dimostrato di amare. Il gelido Wyoming diventa lo sfondo di una narrazione a capitoli ben riuscita, che riesce a superare la frammentazione a favore di un arco tensivo sempre crescente. Le musiche di Ennio Morricone, per le quali il Maestro ha vinto il suo primo oscar per la migliore colonna sonora, fanno il resto, contrappuntando le immagini con rara maestria.

Dallas Buyers Club, Jean-Marc Vallée (2013)

Una pellicola struggente, retta dalle due mastodontiche interpretazioni di Matthew McConaughey e Jared Leto, entrambi premi oscar nel 2014. Dallas Buyers Club è un film che affronta una tematica difficile, quella dell’AIDS. E lo fa scegliendo una cornice storica in cui la sieropositività era una sindrome sociale. Negli anni ’80 essere malati di AIDS significava essere messi ai margini della società, in un enorme lazzaretto in cui le vittime dell’HIV venivano lasciate a morire. Questo non sta bene a Ron Woodroof (Matthew McConaughey), che lotterà con tutte le sue energie contro la condizione di emarginati dei sieropositivi, cercando una cura che non esiste; da vero eroe della modernità troverà linfa nuova proprio nella sua infaticabile battaglia. Un film che insegna ed emoziona, che ci può risvegliare da un torpore emotivo ed intellettuale verso temi di cui oggi si parla senza senno.

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Sicario, Denis Villeneuve (2015)

Un’altra bomba presente gratis su RaiPlay. Dopo aver visto e apprezzato il recente Soldado, diretto dal nostro Stefano Sollima, è indispensabile rivedere il suo fratello maggiore. Sicario è il settimo film di Denis Villeneuve, ed è probabilmente l’opera che l’ha portato al grande pubblico. Il regista canadese è senza ombra di dubbio uno degli autori più interessanti della sua generazione, e Sicario è un buon modo di avvicinarsi alla sua poetica. Nella sua filmografia spesso incontriamo opere complesse, quasi ermetiche, come Enemy o il più accessibile Arrivale il più pop Sicario è sicuramente un ottimo approccio. Nonostante sia il più immediato, non è di certo un’opera di minore fattura. Al contrario, Sicario è uno dei più riusciti del genere. La scrittura è asciutta e diretta, e trascina lo spettatore in un vortice in cui alla fine il confine tra i buoni e i cattivi si dissolve. La fotografia si riallaccia alle tonalità ocra e seppia dei suoi lavori precedenti, inserendo quindi Sicario in un preciso percorso visivo. Il resto è affidato alle spalle di Benicio Del Toro e Josh Brolin, la cui presenza corona questo gioiello letteralmente imperdibile.

Il patriota, Roland Emmerich (2000)

Il film che ha lanciato la carriera di Heath Ledger. Il patriota lo ricordiamo tutti per la performance di Mel Gibson, sicuramente tra le migliori dell’attore-regista. Prescindendo dal target della pellicola, infarcita di quell’auto-celebrazione che infarcisce un certo tipo di cultura americana, è un’opera di assoluto pregio, con molte cartucce dalla sua parte. Le scene di battaglia, numerose e un po’ ridondanti, sono realizzate in maniera piuttosto curata, e preparano molto bene il culmine narrativo del film, la battaglia di Cowpens, che segna la vittoria dei patrioti. Se non altro ha avuto il merito di rilanciare il genere del film storico, praticamente dimenticato, grazie ad interpreti estremamente capaci ed una buona regia.

The founder, John Lee Hancock (2016)

Tornato al grande schermo con Birdman, che rappresenta una sorta di parabola della sua vita, Michael Keaton ha confermato di essere un grande protagonista. The Founder, dopo il capolavoro di Inarritu e Spotlight, è l’ennesima grande performance di Keaton. La storia è quella di Roy Crock, il fondatore della catena di fast food Mc Donald’s. Keaton riesce a metterne in scena insieme il conatus famelico da imprenditore spregiudicato e lo spirito dell’uomo tragico. Con questa interpretazione magnetica Keaton si appropria brutalmente del film e lo conduce praticamente da solo. Così un film senza troppe pretese diventa una pellicola interessante e piacevole. Una performance da riassaporare dopo Dumbo, che ha visto Keaton ricongiungersi a Tim Burton, fautore del suo leggendario successo nei suoi due Batman.