Caparezza e la metafora del cambiamento nella città fantasma ucraina di Pripyat [VIDEO]

Pripyat
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Pripyat è la città ucraina evacuata dopo l’incidente della centrale di Chernobyl nel 1986

Come Pripyat è una delle canzoni contenute nell’ultimo, acclamato album di Caparezza: Exuvia. Lui stesso ne racconta il senso, in occasione dell’uscita del video ufficiale dedicato al singolo. “Questa canzone parla di mutazione e di spaesamento. Racconta la mia solitudine in una realtà che, trasformandosi, ha disatteso ogni aspettativa“.

“Qualche anno fa ero convinto di parlare al mondo, oggi mi sembra di parlare a vuoto, un vuoto che trova nella città fantasma di Pripyat la metafora perfetta”. Proprio come Pripyat, il cui inaspettato destino si è compiuto all’improvviso e in un modo che nessuno mai si sarebbe sognato, così il rapper interpreta i mutamenti incredibili che hanno interessato e stanno interessando il mondo di oggi; e, in esso, il suo stesso percorso di trasformazione.

Non è un caso, quindi, vederlo nel video cantare in un panorama desolato, post-apocalittico quasi. “Per realizzare il video, io e il regista Fabrizio Conte, ci siamo avvalsi dell’aiuto e dell’esperienza di Ascosi Lasciti, un’associazione per appassionati di urbex (urban exploration). I ragazzi di Ascosi Lasciti hanno pianificato per noi un tragitto di 3 giorni, durante i quali ho visitato i luoghi abbandonati e decadenti che vedrete nel video”.

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Caparezza ci tiene poi a spiegare: “Ovviamente la canzone (pubblicata l’anno scorso) e il video (programmato 2 mesi fa) non si riferiscono in alcun modo ai conflitti in corso“. Il fatto che Pripyat si trovi proprio nel paese che è scenario della attuale, sanguinosa guerra è un caso, almeno nelle liriche del rapper. Ma che la guerra stessa sia risultato di questo grande mutamento espresso, temuto e poco compreso, non lo è poi tanto.

Avatar di Andrea Campana
Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.