Matthew McConaughey racconta la sua infanzia segnata dalla violenza

Nella sua autobiografia Greenlights, Matthew McConaughey ha raccontato della sua infanzia contraddistinta dalla violenza

Matthew McConaughey
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Matthew McConaughey nella sua autobiografia Greenlights ha raccontato la sua infanzia contrasseganta da un padre molto violento. Il libro si apre con una storia talmente incredibile che bisogna davvero leggerla.

Per riassumere i punti chiave: suo padre aveva capovolto il tavolo da pranzo e aveva cosparso sua madre di ketchup. Lei gli aveva quindi rotto il naso con un telefono prima di cercare di accolterllarlo con un coltello da 30 centimetri. La battaglia si era poi conclusa con la coppia che lasciava cadere le armi e faceva l’amore sul pavimento della cucina ricoperti di ketchup. Il tutto mentre un giovane Matthew era rannicchiato dietro un divano vicino.

Quella dei genitori di Matthew McConaughey è stata una relazione davvero non convenzionale, con la coppia che si è sposata tre volte e ha divorziato due e finita solo quando l’uomo è morto facendo l’amore con sua moglie (qui tutta la storia). Suo padre ha persino rotto il dito medio di sua madre “per toglierglielo dalla faccia” in quattro diverse occasioni.

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La violenza non era limitata alla relazione tra i due e le punizioni corporali erano il mezzo preferito per insegnare le lezioni ai loro figli. In un’occasione, quando la star di Dallas Buyers Club aveva solo 10 anni, è stato frustato sul sedero fino a farlo sanguinare per essersi fatto un tatuaggio temporaneo.

Tuttavia, nonostante tutto, l’attore è pieno di amore e ammirazione per i suoi genitori.

Non chiederei ai miei genitori di cambiare nulla di ciò che hanno fatto -ha detto a LADbible.

Riflettendo sulla volta in cui suo padre lo ha colpito a terra dopo aver mentito sul furto di una pizza, McConaughey ha spiegato la logica dietro la versione della giustizia dei suoi genitori.

Non sono caduto per essere stato colpito con tale forza da sbattermi all’angolo. Il motivo per cui sono caduto era perché ero in piedi su gambe deboli che tenevano su un codardo. Quello che lo ha ferito è stato guardaremi e vedere il dolore sul viso, sentirsi come se avesse fallito come padre per non aver cresciuto un figlio che può tornare a casa e dire la dannata verità sul furto di una pizza.

Perché se gli avessi detto: “Sì, l’abbiamo rubata”, mi avrebbe detto: “Numero uno – devi imparare a farla franca meglio. Numero due – ho rubato un sacco di pizze, ecco come dovresti farlo. Numero tre: non stai facendo abbastanza soldi con le tue faccende per comprarti la tua dannata pizza?”

Una storia incredibile.

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In teoria sono un giornalista. In pratica scrivo di cose belle su un sito bellissimo. Perchè dai, nessuno è più fico della Scimmia.