I 10 momenti più spaventosi di The Last of Us 2 [VIDEO]

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10 momenti in The Last of Us 2 che ci hanno fatto saltare qualche palpitazione

The Last of Us 2 non è solo un gioco “pauroso”, certo. Come ben sappiamo il capolavoro Naughty Dog rappresenta, assieme al primo capitolo, un’avventura che offre tutto: azione, emozione, divertimento, realismo. Ma non ci si può girare intorno: è pur sempre un gioco survival horror.

E di orrore, in moltissimi momenti del gioco, ce n’è tanto e di qualità sopraffina. Dai puri jumpscare a momenti di tensione quasi impossibili da reggere, il titolo mette davvero alla prova i nervi anche per chi a giochi come questi ha ormai fatto l’abitudine. Se non ne siete convinti, eccoci qui: ripassiamo la top 10 dei momenti più spaventosi di The Last of Us 2.

10. Ellie all’acquario

Il ciclo narrativo di Ellie a Seattle giunge al culmine quando la ragazza deve avventurarsi nell’acquario abbandonato, luogo nel quale si consumeranno i drammi che sappiamo. Un momento fatto di grande tensione, specie al primo gameplay, perché non si sa che cosa aspettarsi ma si intuisce benissimo che la storia si avvicina a un momento cruciale.

E anche se questo momento poi arriva, e pure togliendo il traumatico incontro con il cane a metà strada, il vero capolavoro è la costruzione della suspance durante l’esplorazione di Ellie. L’acquario è costruito in maniera davvero terrificante e ogni movimento in ogni anfratto è studiato per alzare le palpitazioni. E siamo solo agli assaggi.

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9. Camminata sul vuoto

Esistono tanti tipi di paura, e questo gioco lo insegna. Lo sa bene anche Abby, che ha paura delle altezze. Se le temete anche voi, ricorderete bene questo momento come uno dei più terribili di entrambi i capitoli, senza dover chiamare in causa infetti o bande di assassini esaltati.

E la cosa più traumatica è, naturalmente, che alla fine Abby e Lev cadono. Si salvano, d’accordo, ma pur sapendo che si tratta “solo di un gioco” non potrete negare, nel momento in cui la ragazza perde l’equilibrio, di aver provato anche solo un istante di puro, acuto e atavico terrore del vuoto.

8. Fuga dal bosco

Dopo aver salvato Yara e Lev, Abby deve farsi largo assieme a loro in un bosco buio e fitto di infetti. La difficoltà di questo passaggio sta nel non saper bene dove andare, che è poi ciò che accade nella storia stessa oltre che nel gameplay. Nemici da tutte le parti, pioggia, urla confuse.

La lotta per la sopravvivenza assume in questo momento tratti quasi primordiali ed è difficile riuscire a trovare un altro gioco che sappia rendere altrettanto bene il senso di disorientamento (e quindi di paura) che pervade il giocatore nel corso di questa fuga disperata. Non potete non ricordarla così.

7. Il primo incontro con i Serafiti

Di bande di criminali esaltati da post-apocalisse Ellie ne ha incontrate, ma sappiamo che i Serafiti sono tutta un’altra cosa. Qui pare molto più di essere in The Walking Dead, trovandosi di fronte ad un’organizzazione più religiosa che criminale, che segue un culto e ritiene di agire nel nome di un bene superiore.

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Non esattamente un tema nuovo nella lore di un racconto da post-apocalisse, d’accordo. Ma rimane il fatto che il primo, inaspettato incontro di Ellie con questa banda ci mette di fronte a nemici di tutt’altra gamma: organizzati, silenziosi, veloci, pronti a tutto e completamente irrazionali. E molto spesso si portano dietro i cani.

6. Ellie viene morsa di nuovo

Quando, verso la fine del gioco, Ellie è in California sulle tracce di Abby, le Serpi la catturano ed è in questo frangente che si procura il suo secondo morso da infetto, sulla mano. Loro naturalmente non sanno che lei è immune, e la ragazza riesce a sfruttare la situazione a suo vantaggio.

Un momento per nulla piacevole ma che la protagonista, ormai vuota di emozioni che non siano la determinazione e la sete di vendetta, affronta senza quasi più nulla di quella umanità che la contraddistingueva nel primo capitolo. Si vede che è disposta a fare davvero di tutto, anche spingendosi a questi estremi, pur di ottenere quel che vuole.

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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.