The Strokes: le 10 canzoni da conoscere [VIDEO]

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Un viaggio nella discografia degli Strokes

Gli Strokes sono uno dei più leggendari gruppi rock degli ultimi vent’anni. “I just wanted to be one of The Strokes” canta Alex Turner, in una recente canzone degli Arctic Monkeys: e parliamo di quello che è a sua volta uno dei maggiori interpreti del genere del nostro tempo, quindi è tutto dire.

La band (Julian Casablancas, Nikolai Fraiture, Albert Hammond Jr., Nick Valensi e Fab Moretti) ha segnato le produzioni musicali di inizio millennio con il proprio caratteristico stile post-punk revival/garage rock revival. Per la loro musica, specie dall’album Is This It (2001) passa la rinascita della scena newyorchese e il perno della cosiddetta “New Rock Revolution”.

Dopo vent’anni il quintetto è ancora prominente sulla scena musicale. Nel 2020 Billie Eilish ha asserito di essere stata completamente “in fissa” con il loro ultimo album, The New Abnormal; e parliamo di una cantate che si muove in tutt’altro settore. Questo per dare l’idea di come l’influenza degli Strokes sia senza limiti. Oggi, cerchiamo di riscoprirli a partire dai loro dieci brani fondamentali.

10. At the Door, 2020

Singolo portante dell’ultimo album del gruppo, risalente al 2020. Un brano interessante perché vede gli Strokes sperimentare con synth e atmosfere elettroniche; non proprio una novità per loro, ma comunque una direzione interessante nella quale vederli spingersi. Di sicuro, uno dei loro pezzi moderni più riusciti.

9. Under Cover of Darkness, 2011

Qui abbiamo la band circa a metà carriera, impegnata in un rock che ormai è più indie che garage o post-punk e non fatica a distinguersi dalle produzioni coeve per peculiarità dei suoni adottati. Le chitarre sono al centro del brano e quel che veramente colpisce è la caratterizzazione tutta particolare dei riff e del cantato di Casablancas. Una piccola perla da riscoprire.

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8. Someday, 2001

Il primo, grande classico di questa lista. Uno dei singoli fondamentali di Is This It, dal lontano 2001, riporta tutta l’importanza che la band conferisce al ritorno di un rock autentico, strettamente chitarristico, spontaneo, onesto ma anche impegnativo. Le liriche filosofiche di Casablancas si scontrano con l’immediatezza del garage della sua band in un poema musicale unico.

7. Reptilia, 2003

Il singolo più celebre tratto dal secondo album della band, Room on Fire (2003) nonché forse il loro brano di carattere più post-punk. Celebri gli intrecci di chitarra in stile Television di Valensi e Hammond Jr., sui quali la voce di Julian agisce sì da sporcare la perfezione della base immacolata e calibrata. Tipico del loro stile.

6. Juicebox, 2006

Uno dei loro brani più sottovalutati e sicuramente forse la loro canzone più punk in senso stretto. Un riff voluminoso e potente doppiato da chitarra e basso dà adito a liriche che sembrano ricostruire la scena di una festa finita male, molto male, al colmo di una edonistica disperazione molto anni ’00. La canzone da riscoprire della band per eccellenza.

5. All the Time, 2013

Singolo tratto dal sottovalutatissimo album Comedown Machine, del 2013. Il quinto disco della band, pubblicato in sordina e quasi senza promozione, non per questo si può dire meno riuscito dei precedenti, svelando anzi vari accenti punk interessanti e idee nuove ed originali per la scena indie del periodo.

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4. Heart in a Cage, 2006

Di sicuro una delle loro composizioni più poetiche, sorretta da un riff di chitarra quasi leggendario e persa in un’atmosfera apocalittica e che verte completamente su quel cantato cinico e nichilista caratteristico di Casablancas. Se ci fosse giustizia al mondo questo brano sarebbe considerato uno dei super-classici del rock moderno.

3. Hard to Explain, 2001

Altro mega-classico dal primo album della band, in tutto e per tutto consacrato alla riscoperta del rock più classico e al rifiuto dei fronzoli e delle facciate esaltate delle contemporanee band post-grunge e nu metal (citiamo i Limp Bizkit, per simpatia). Casablancas e soci si muovono sicuri su giungle di riff, essenzialità punk e bohème newyorchese.

2. You Only Live Once, 2006

Brano centrale di First Impressions on Earth (2006) e anche il più noto di un album che, nella discografia degli Strokes, è quello per eccellenza più sottovalutato. Abbiamo comunque la band al suo meglio: riff geniali e perfettamente intessuti, testo esistenzialista ed energia in questo caso misurata ma, difficile descriverla altrimenti, onesta.

1. Last Nite, 2001

Il grande inno rock di inizio millennio. Gli Strokes esprimono tutta l’incapacità di comprendere il mondo nuovo, quello all’alba del 2000 e segnato dal 9/11 in un brano che presto viene adottato dai seguaci della nuova/vecchia musica come faro per le generazioni più giovani. Il nuovo secolo inizia così e ancora oggi questa canzone rimane indimenticabile.

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