Deathloop: il nuovo capolavoro di Arkane? [RECENSIONE]

"Una caccia da lupi..."

Deathloop
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Ci sono alcune software house che meritano più attenzione di altre. Arkane Lyon è senza alcun dubbio tra queste, grazie a gameplay e idee sempre freschi e originali. La loro ultima fatica è Deathloop, esclusiva temporale PlayStation 5 (e probabilmente ultimo gioco ad approdare su console Sony visto che fa parte del gruppo Zenimax Media ormai di Microsoft) che riprende a piene mani l’esperienza del gruppo e ne esalta alcuni aspetti che non brillavano nelle vecchie produzioni.

Oltre a qualche divertente easter egg, troviamo all’interno di Deathloop molte analogie con Dishonored e Prey (qui la nostra recensione). Ormai collaudati e padroni degli immersive sim, gli Arkane ci hanno donato l’ennesimo gioco divertente e ben studiato con alcune idee letteralmente fuori di testa. Ma è tutto oro ciò che luccica?

Riprovaci, sarai più fortunato!

Senza entrare troppo all’interno della trama, ovviamente uno dei punti forti della produzione, vestiremo i panni di Colt e ci ritroveremo all’interno di un loop senza fine. Senza memoria e senza sapere un preciso perché il protagonista cercherà a tutti i costi di fermare questo circolo di morte tramite l’unico stratagemma possibile: la morte. Ogni volta che entreremo in un’area avremo a disposizione 2 tentativi, torneremo sui nostri passi una volta uccisi, per capire meglio cosa sta succedendo. Alla terza morte il giorno si concluderà e ricominceremo dalla mattina successiva. A ostacolarci troveremo alcune strane figure nominati Eternalisti e i loro boss, i Visionari. Se questo non bastasse ci penserà Julianna, cacciatrice che avrà come unico scopo quello di ucciderci.

Se inizialmente tutto sembra confuso e volutamente psichedelico (visto anche il bellissimo contesto da film anni ’60/70), ogni tassello scoperto e ogni progressione ci porterà a capire meglio cosa sta succedendo, chi sono gli strani individui che ci circondano e perché siamo intrappolati all’interno di un loop spazio-temporale. Questo aspetto della produzione è praticamente perfetto. Niente è lasciato al caso e saremo letteralmente circondati da indizi (di ogni tipo) e riferimenti. Tutto ciò che dovremo fare è cercare nuove soluzioni e progressioni all’interno delle mappe di gioco.

L’aspetto immersive sim.

Come già anticipato, Deathloop riprende in tutto e per tutto gli aspetti immersive sim tanto cari ad Arkane. L’isola di Blackreef (luogo in cui saremo intrappolati nel loop) si suddivide in 4 aree, ognuna con le proprie caratteristiche. Avremo la possibilità di visitare le 4 aree in 4 momenti precisi della giornata: mattino, mezzogiorno, pomeriggio e sera. In base all’orario infatti ogni zona avrà caratteristiche diverse. Alcune porte saranno chiuse mentre altre aperte, i nemici saranno disposti in modo diverso e saranno più o meno aggressivi, la mappa di gioco cambierà portando neve e aspetti unici.

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La cosa più importante però è l’immersione che gli sviluppatori sono riusciti a inserire tramite queste variazioni. Come ben presto scopriremo, e ci verrà indicato, Colt dovrà uccidere i Visionari presenti sull’isola. Ognuno di esso avrà un obiettivo, delle abitudini e, essendo in un loop temporale, una routine giornaliera. Dovremmo quindi leggere, osservare e ascoltare indizi che ci porteranno al nostro obiettivo. I vecchi giocatori apprezzeranno questo modo di progressione perché spesso il gioco memorizzerà in modo automatico password e accessi ma alcune volte starà al giocatore segnarsi alcuni codici nascosti in modo intelligente e senza alcun tipo di segnalazione.

Gameplay e gunplay.

Uno dei passi avanti di Deathloop rispetto ai titoli precedenti possiamo trovarlo sicuramente nel gunplay. Ovviamente non stiamo parlando di un simulatore di guerra e neanche di un titolo multiplayer oriented quindi il gunplay risulta ottimo per un gioco incentrato sull’azione. Il sistema di puntamento risulta abbastanza preciso e i potenziamenti alle armi riusciranno a dare quel tocco in più per migliorare il feeling con le armi.

Per quanto le armi da fuoco siano centrali all’interno dell’opera, dobbiamo ricordarci che di base si tratta di un gioco action in prima persona. Colt potrà infatti utilizzare ben 4 potenziamenti personali e 2 poteri (a loro volta potenziabili). Grazie a essi non sarà difficile sterminare grosse bande di Eternalisti anche solo equipaggiando il machete. Tutto questo però verrà donato al giocatore in modo graduale, così da far gustare ogni singolo passaggio, scorciatoia e segreto all’interno del gioco. Blackreef sarà infatti tempestata di tutto questo. Per arrivare a un obiettivo avremo quasi sempre a disposizione diversi approcci. In base alle nostre scelte inoltre i Visionari potranno cambiare il loro percorso durante la giornata, a volte a nostro vantaggio altre meno.

Colt o Julianna?

Dopo aver superato l’intro avremo la possibilità di indossare i panni di Colt o di Julianna. Utilizzando il primo continueremo il nostro percorso per fermare il loop progredendo nella storia mentre Julianna avrà il solo compito di fermare e uccidere il protagonista. Un multiplayer “asimmetrico”, perché nei panni di Jualianna potremo sfruttare anche gli Eternalisti, che risulta ben studiato e che porta a una duplice caccia all’interno delle mappe.

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Se l’unico scopo di Julianna è quello di uccidere Colt, quest’ultimo dovrà disattivare una speciale antenna attivata dalla prima per poter lasciare l’area. Uccidendo Julianna inoltre si potrà assorbire un notevole numero di Residium (“moneta” utile per portare armi e oggetti tra un loop e l’altro) e le Tavolette droppate dei Visionari (oggetti che sbloccano i poteri). In base alle necessità quindi potrà venir fuori una carneficina così come si potrà disattivare l’antenna in modo stealth senza spargimenti di sangue. Inoltre nei panni di Colt si avrà la possibilità di scegliere se giocare in totale single player (quindi con Julianna utilizzata dall’IA), solo contro amici o in multiplayer aperto a chiunque.

Tutto perfetto quindi?

Deathloop risulta divertente, sia nei dialoghi che nel gameplay, avvincente, ben studiato e calibrato. Se togliamo dei difetti alcuni fastidiosissimi bug e glitch, ci è capitato di annegare perché saltando abbiamo attraversato un muro invisibile oppure freeze improvvisi e menù che bloccavano il gioco, il resto è veramente superlativo. Ovvio che bug e glitch non aiutano l’esperienza di gioco ma cerchiamo spesso di non considerarli in fase di recensione (se non massivi come nel caso di Cyberpunk 2077) perché spesso spariscono dopo una o due patch.

Dopo un po’ all’interno del loop inizieremo a sentire troppo spesso le stesse frasi dagli Eternalisti e vivremo alcune situazioni di déjà-vu dopo esser passati per l’ennesima volta da una determinata area in un determinato periodo della giornata. Senza alcun dubbio però questi aspetti sono sia i pro che i contro di trovarsi all’interno di un loop temporale e che non inficiano quindi troppo sul risultato finale anche perché Deathloop risulta tempestato da cosa da fare, vedere e scoprire. Non ci resta quindi di attendere le patch che correggano i fastidiosi bug (che finiscono per farci perdere la progressione di tale sessione) per ritrovarsi tra le mani un titolo praticamente perfetto che riesce a divertire e far impegnare il giocatore. Insomma, ennesima vittoria degli Arkane Lyon.

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