Possession – L’appartamento del diavolo, l’agghiacciante Storia Vera che ha ispirato il film

È in arrivo al cinema un horror spagnolo che in patria ha ottenuto un incredibile successo: Possession - L'appartamento del diavolo

Possession - L'appartamento del diavolo
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Il 28 luglio arriverà nelle sale cinematografiche Possession – L’appartamento del diavolo, diretto da Albert Pintó e Phil Grabsky.

La storia ruota intorno alla famiglia Olmedo: poco dopo la morte del generalissimo Franco, Manolo (Iván Marcos), Candela (Bea Segura), insieme ai figli e al nonno malato si trasferiscono a Madrid con la speranza di rimettere in sesto le loro vite.

Le cose sembrano mettersi subito per il verso giusto: Manolo e Candela trovano immediatamente un buon lavoro e anche la casa che hanno trovato, al civico 32 di Malasaña sembra troppo bella per essere vera.

L’idillio della famiglia, però, non è destinato a durante a lungo. Rafael, il più piccolo della famiglia, scompare misteriosamente e ben presto gli Olmedo si renderanno conto di non essere soli all’interno della loro casa.

Possession – L’appartamento del diavolo ( Malasaña 32 è il titolo originale) si presenta allo spettatore come la “classica” storia di case infestate e presenze demoniache, quasi a voler omaggiare i film di James Wan. Quello che fa spaventare maggiormente, però, è il fatto che la pellicola sia tratta da una storia vera.

Il trailer del film

La storia vera che ha ispirato PossessionL’appartamento del diavolo

Gli eventi agghiaccianti che vengono raccontati in Possession – L’appartamento del diavolo si basano su un caso di cronaca nera avvenuta a Madrid più di mezzo secolo fa.

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Una casa madrilena, infatti, divenne il teatro di una catena di omicidi che spinsero anche la stampa dell’epoca a definire la casa un luogo maledetto.

Malasaña, 32 è un luogo che è stato inventato ad hoc per la pellicola e non esiste nella realtà. Il bell’edificio che viene mostrato dalla macchina da presa si trova in realtà in Calle San Bernardino, che non ha niente a che fare con la storia vera alla base del film.

Gli eventi che hanno ispirato Possession – L’appartamento del diavolo si sono verificati in realtà in un palazzo di Calle Antonio Grillo, 3 dove, tra gli anni ’40 e gli anni ’60, si verificarono atti terribili, che portarono alla morte di almeno dieci persone.

Forse il caso più scioccante (e agghiacciante) fu quello di José María Ruiz, avvenuto il 1 maggio 1962. L’uomo era un sarto, un uomo normale che nessuno avrebbe ritenuto in grado di uccidere la moglie e i suoi cinque figli con martello e coltello.

Subito dopo la strage l’uomo ha chiamato la polizia per confessare ciò che aveva fatto: le forze dell’ordine, inoltre, raccontarono all’epoca di essersi preoccupati dopo aver sentito la voce dell’assassino alterata.

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Ruiz disse ai vigili del fuoco di tenersi pronti qualora si fosse buttato dalla finestra: ma in realtà quando la polizia fece irruzione nella casa poco dopo, l’autore dell’omicidio si era già tolto la vita.

Secondo gli ispettori che hanno seguito il caso in prima persona, Ruiz fu vittima di uno squilibrio mentale, dal momento che non riuscirono a trovare nessun’altra spiegazione per il pluriomicidio di cui si era reso responsabile.

Gli altri casi di omicidio

Il primo caso di “morte sospetta” avvenuta all’interno di questo edificio risale in realtà al 1945, quando il 5 novembre venne ritrovato il corpo senza vita di un camiciaio di 48 anni, che era stato ucciso da un candeliere.

Tre anni dopo, nel settembre del 1948, un altro uomo perse la vita, dopo essere stato aggredito alla nuca.

Un altro caso che sconvolse l’opinione pubblica fu quella del 1964 quando una donna uccise il suo bambino per non far conoscere all’opinione pubblica la sua condizione di madre single.

Un omicidio, quest’ultimo, che è il riflesso di una società arcaica, che Possession – L’appartamento del diavolo cerca di raccontare in modo trasversale, con la Spagna che finalmente comincia a riaprire gli occhi dopo la morte di Franco.