Ecco perché il vero Patch Adams odia il film con Robin Williams

Nonostante sia stato sempre molto amato dal pubblico, Patch Adams fu un film stroncato dalla critica e odiato dal vero Adams

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In occasione del settantesimo compleanno del compianto Robin Williams questa sera andrà in onda su Iris, alle 21.00, Patch Adams, pellicola di Tom Shadyac che vede l’interprete vestire i panni di Hunter Doherty “Patch” Adams.

Uscito in sala nel 1998, Patch Adams racconta la storia del medico inventore della cosiddetta “terapia del sorriso”. Il film ottenne un’ottima accoglienza da parte del pubblico, mentre la critica fu molto più severa.

Ma nessun giudizio fu tanto duro come quello del vero Patch Adams che odiò il film e l’interpretazione di Robin Williams e non si è mai fatto problemi a dirlo.

Patch Adams, la trama

Hunter Adams è un uomo che sta fronteggiando la depressione e che arriva a tentare il suicidio. Rendendosi conto del suo stato di salute e della sua stessa fragilità l’uomo decide di ricoverarsi volontariamente in un ospedale psichiatrico.

All’interno della struttura, dove coesistono morte e malattia, l’uomo riesce a trovare un nuovo obiettivo: diventare medico e aiutare le persone che soffrono.

Così decide di iscriversi a medicina dove deve fronteggiare la sua incapacità di sottostare alle regole e la sua voglia di entrare in contatto coi pazienti il prima possibile.

Mentre entra nella lista nera del decano Walcot, Patch Adams ottiene voti altissimi e comincia a fare esperienza di un modo non convenzionale per trattare la malattia: conoscendo i pazienti, passando del tempo con loro e cercando di farli sorridere.

Il vero Patch Adams ha odiato il film

Patch Adams è un film che è stato accusato più volte e su più fronti di essere una pellicola smielata, troppo impegnata a voler commuovere a ogni costo lo spettatore, rispetto a raccontare la vera storia dell’ideatore del Gesundheit Institute, la casa dove il medico diede assistenza sanitaria gratuita a circa 15 mila persone.

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Una tensione alla lacrima facile che si può facilmente intuire anche dalla scelta di introdurre un personaggio come Carin (Monica Potter): tutto il suo percorso narrativo è visto da molti come un facile ricatto emotivo ai danni dello spettatore, visto che per rendere tutto il più commovente possibile venne stravolta la realtà dei fatti.

Tra le critiche più feroci che il film incontrò ci fu quella di Robert Ebert, critico vincitore del Premio Pulitzer che scrisse: Questo film è senza vergogna. Non è solo strappalacrime. Estrae le lacrime una a una tramite liposuzione, senza anestesia.

Parole che incontrarono il favore del vero Patch Adams, come raccontato dallo stesso critico in un tweet in cui scrisse: È il compleanno di Patch Adams. Lo incontrai al CWA a Boulder. La prima cosa che disse fu: “Odio quel film!”

Secondo la leggenda, durante la serata il critico cercò in ogni modo di evitare Patch Adams per non dover parlare del film. Alla fine, però, fu il medico stesso ad andargli incontro per dirgli che era completamente d’accordo con ogni parola scritta nella sua recensione.

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E in effetti Adams non si fece mai problemi nell’ammettere di avere problemi con il film che avrebbe dovuto raccontare la sua storia. Nel 2017 dichiarò:

Dopo l’uscita del film, non c’era un singolo articolo positivo sul nostro lavoro o su di me. C’erano solo cose sciocche, stupide, senza senzo. Ha fatto piangere i miei figli. Avevano l’impressione di non conoscere la persona di cui stavano leggendo. Sapevo che il film avrebbe fatto questo. Sapevo che sarei diventato solamente un medico divertente. Riesci a immaginare quanto sia superficiale, rispetto a chi sono veramente?

Inoltre il medico e lo scrittore ebbe da ridire anche sul protagonista, Robin Williams. In occasione della sua vita alle Università di Roma Tre ha detto:

Williams, per fare me, anche in modo opinabile, ha guadagnato 21 milioni di dollari. Se fosse stato un po’ più simile al vero me, quei soli li avrebbe dati all’ospedale che cerchiamo di costruire da 40 anni. Da lui non sono arrivati nemmeno 10 dollari.

Opinione, questa, che è stata in parte ritrattata dall’editoriale che lo stesso Patch Adams scrisse per il Time in occasione della morte dell’attore. Il medico scrisse:

Sono enormemente grato per la sua meravigliosa performance dei miei anni giovanili, il che permise a Gesundheit Institute di continuare ed espandere il nostro lavoro.