I Simpson: secondo un produttore potrebbero “andare avanti per sempre”

Siamo sicuri che sia una buona idea?

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Davvero vogliamo che i Simpson continuino all’infinito?

Tutti quanti abbiamo amato e in qualche modo amiamo i Simpson. La famiglia dei gialli, in onda dalla fine degli anni ’80, è riuscita in molteplici occasioni a commentare la società coeva con rara arguzia e intelligenza. Sempre sul pezzo, le loro satire hanno toccato ogni argomento, mettendo il meglio della comicità e dell’animazione americane al servizio di un prodotto di estrema qualità.

Questo almeno, come è opinione comunque, fino alla fatidica decima stagione. Cioè, grosso modo, fino al 2000 o giù di lì. Con il nuovo millennio la serie ha dovuto competere con una concorrenza sempre più agguerrita (i Griffin, per esempio) e non è riuscita a fronteggiare le innovazioni e le idee fresche dell’animazione per adulti anni ’10 (Rick e Morty e compagnia).

Per queste ragioni, non sono pochi i fan di lunga data della serie che ritengono che gli episodi stiano proseguendo ben oltre il momento nel quale ci si sarebbe dovuti fermare. L’immagine è quella del famoso meme, tratto dalla serie stessa, “Stop, he’s already dead!” Eppure, non sembra per nulla pensarla così Mike Reiss, autore e produttore in forza allo show.

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Costui sostiene, al contrario, che i Simpson potrebbero andare avanti “per sempre”. E spiega: “[I Simpson] è scritto come il tipo di show che può andare avanti per sempre. Riguarda il mondo, l’umanità, cosa succede nel mondo e che cosa facciamo come umani. Rinunciare allo show significa che abbiamo esplorato tutto ciò che l’essere umano può fare e tutto ciò che c’è nel mondo”.

“Lo stesso vale per Saturday Night Live e The Daily Show. Tutto ciò che copre gli eventi contemporanei dovrebbe continuare dato che… perché fermarsi? Lo show potrebbe andare avanti per sempre e anche se I Simpson vengono cancellati, cinque anni dopo ci sarà un reboot o uno spinoff. Certamente, ci sarà un altro film”.

Ci permettiamo di essere scettici. Vero, lo show potrebbe continuare all’infinito se i finanziamenti vengono garantiti, ma siamo davvero sicuri che ce ne sia bisogno? E se invece Matt Groening si dedicasse a riprendere le ottime promesse con le quali ci avevano lasciati le ultime stagioni di Futurama, o a sviluppare Disincanto in maniera più organica? Dite la vostra nei commenti.

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Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.