John Dolmayan difende Trump: “Lo hanno attaccato per cinque anni”

John Dolmayan
John Dolmayan. Credits: Maron Ibrahim / Wikipedia
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John Dolmayan dei System of a Down continua a difendere Donald Trump

I System of a Down sono tornati in attività di recente con due nuovi singoli, i primi dopo quindici anni, sulla situazione in Armenia. Considerando questo, verrebbe da pensare che la differenza di posizioni politiche all’interno della band possa essere stata appianata; e invece sembra proprio di no.

Già poco tempo fa Serj Tankian era intervenuto sull’argomento, esprimendo discontento. Il continuo sostegno accordato dal batterista della band, John Dolmayan, al presidente uscente Donald Trump, ha infatti negli ultimi mesi creato perplessità non solo all’interno del gruppo, ma anche tra i fan.

Questo perché, come sanno bene i fan storici, i System of a Down sono sempre stati noti per le loro posizioni anti-establishment e soprattutto critiche delle due amministrazioni Bush. Ma Dolmayan sembra averlo dimenticato. In un post su Instagram (qui sotto) il suo sostegno a Trump sembra ancora deciso.

“Non cascateci”

In un lungo messaggio (aprite il link) Dolmayan sostiene che: 1. La vittoria di Biden vada riconosciuta, ma solo escludendo prima ogni possibilità di brogli; 2. Trump è stato attaccato per anni da tutti, social media, corporazioni e politici; 3. La pandemia e il conseguente lockdown sarebbero stati causati dall’opposizione.

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Proprio così. Le sue parole “Lui [Trump] ha avuto a che fare con una crisi pandemica mondiale e una chiusura totale dell’economia perpetuate e istigate dai suoi oppositori nella speranza che la nostra economia fallisse e che lui venisse incolpato“. Sarebbe interessante sapere cosa pensa Serj Tankian di queste dichiarazioni.

Non è tutto, perché Dolmayan sostiene che anche le proteste di alcuni mesi fa sarebbero state istigate a loro volta dagli oppositori di Trump. Poi si spinge ancora oltre, sforando nel pieno complottismo, asserendo che se Biden vince (e ha vinto) la pandemia finirà presto e le proteste finiranno magicamente. “Non cascateci”, dice.

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