Willem Dafoe: “In Italia hanno preso il Covid seriamente. Negli USA, no”

L'attore racconta la sua esperienza in lockdown e commenta la differenza di gestione tra USA e Italia con qualche frecciatina a Trump.

Willem Dafoe covid
Willem Dafoe
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Un commento al vetriolo, quello di Willem Dafoe sulla questione Covid e la sua gestione. In un’intervista rilasciata a Repubblica, l’attore di The Lighthouse ha sparato a zero sugli Stati Uniti, facendo un paragone con l’Italia, paese in cui vive ormai da anni. Con qualche frecciata al presidente Trump.

Se in Italia sembra essere tutto abbastanza sotto controllo, negli Stati Uniti tutto sembra essere allo sbando o quasi. Inevitabile quindi che Willem Dafoe faccia un paragone sulle differenze tra i due paesi, additando il presidente Donald Trump come principale responsabile.

“È stato bello vedere che in Italia sono state prese subito e seriamente delle misure di sicurezza e che sono anche state rispettate. A differenza degli Stati Uniti. Non è facile leggere ogni giorno quello che accade nel mio paese. Sia per la questione Covid, sia per la distruzione della democrazia che il presidente sta portando avanti. È un momento davvero difficile

Willem Dafoe racconta la sua quarantena

L’attore ha proseguito raccontando anche il suo personale lockdown causa Covid, tra New York e Roma, città che frequenta assiduamente insieme alla moglie Giada Colagrande. L’ansia della lontananza ma anche un momento per riflettere su sé stessi e studiare. Insomma, un momento non proprio da buttare.

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“Mi trovavo a New York, a marzo. Avevo paura di poter rivedere mia moglie, che non potesse venire a trovarmi qui negli Stati Uniti. Così sono partito per l’Italia nonostante in molti provassero a farmi desistere. Comunque sia, il lockdown mi ha permesso di riflettere molto, di studiare, anche se forzatamente. Ho tratto il meglio, per quanto possibile, da una situazione decisamente sfavorevole”

Un plauso quindi a Willem Dafoe che ha saputo fare di necessità virtù in un momento brutto come questo. Non di meno, è apprezzabile vedere come queste bistrattate misure di sicurezza siano state apprezzate da chi ha vissuto anche in luoghi dove il disinteresse regna sovrano. Insomma, sta andando male ma poteva andare anche peggio.

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Classe '89, laureato al DAMS di Roma e con una passione per tutto ciò che riguardi cinema, letteratura, musica e filosofia che provo a mettere nero su bianco ogni volta che posso. Provo a rendere la critica cinematografica accessibile a tutti, anche al "lattaio dell'Ohio".