Pulp Fiction: ecco cosa c’è davvero nella Valigetta di Marsellus Wallace

Tutta la verità sulla valigetta di Pulp Fiction: fra teorie più o meno fantasiose, conferme e la verità sul contenuto. Lo sapevate?

Pulp Fiction
Vincent Vega in Pulp Fiction
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Sono oramai passati oltre 25 anni dall’uscita di Pulp Fiction, stasera alle 21.20 su Paramount Network (leggi la nostra recensione qui), il capolavoro di Quentin Tarantino. Nonostante il molto tempo passato, il film continua a far parlare di sé per questo o quel dettaglio (vi avevamo parlato qualche tempo fa ad esempio del destino dello Storpio). Tuttavia, uno degli argomenti che ha sempre tenuto banco fin dall’uscita nelle sale del lungometraggio è: cosa contiene la valigetta che vanno a recuperare Vincent e Julius all’inizio del film? Ecco cosa abbiamo scoperto

Il più classico dei MacGuffin

Per MacGuffin, termine coniato dalla mentale geniale di Alfred Hitchcock ed associato alla busta piena di soldi del capolavoro Psyco, si intende un motore fittizio della trama filmica. Ovvero sia un oggetto o un elemento del film per il quale i protagonisti mostrano un interesse morboso che muove tutte le fila della storia ma che poi non viene mai rivelato agli spettatori.

La valigetta di Pulp Fiction è il più classico esempio di MacGuffin: tutta la vicenda si dirama partendo da lei ma nessuno saprà mai cosa realmente contiene e il perché abbia tutta questa importanza. Di conseguenza, per scoprire il contenuto non possiamo che affidarci alle speculazioni.

L’anima di Marsellus Wallace

Una delle teorie più accattivanti è quella che spiega come, nella valigetta ci sia niente meno che l’anima di Marsellus Wallace, il boss criminale, capo di Vincent e Julius. Quest’idea proviene da due dettagli: il primo è il codice che Vincent inserisce per aprire la valigetta.

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Infatti la combinazione utilizzata dal personaggio interpretato da John Travolta è 666, il celebre numero che rimanda al demonio. Il secondo dettaglio invece riguarda Marsellus stesso e il vistoso cerotto che porta sulla nuca.

Secondo la Bibbia, quando qualcuno vende l’anima al Diavolo, il Maligno se la prende portandola via dalla nuca e questo potrebbe far pensare che Marsellus l’avesse venduta, poi pentendosene e avesse inviato i due criminali a riprenderla.

Tuttavia l’attore che interpreta il boss, Ving Rhames ha rivelato che il cerotto non era previsto nella sceneggiatura e serviva solo a coprire una sua vera cicatrice. Quindi siamo costretti a scartate questa questa teoria.

Il vestito da scena di Elvis

Pulp-Fiction

Un’altra teoria, all’apparenza bislacca, è quella che vorrebbe che all’interno della valigetta ci fosse il vestito dorato col quale appare il fantasma di Elvis all’interno del film del 1993 Una vita al massimo, sceneggiato proprio da Tarantino e Avary.

Quest’idea partirebbe non solo dall’amore che il regista ha per l’autocitazione e per la cultura degli anni ’50 ma anche dal dialogo che hanno Tim Roth e Julius al termine del film.

Mentre il primo rapina il secondo gli viene risposto di prendere quello che vuole ma di lasciar perdere la valigetta. Julius allora la apre e mostra il contenuto al dirimpettaio che guardando sbigottito l’oggetto aureo che vi è all’interno esclama

È quello che penso che sia?

Vista l’aura di divinità che aleggia attorno ad Elvis, questa teoria non pare più così campate in aria, non è vero?

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Diamanti

Nell’originale sceneggiatura di Pulp Fiction, la valigetta avrebbe in realtà contenuto dei semplici diamanti, ricordando quanto visto nel primo film di Tarantino, Le Iene. Tuttavia, al regista di Knoxville quest’idea apparve estremamente banale e di conseguenza decise che nessuno avrebbe mai visto il reale contenuto. A rivelarlo è stato Roger Avery, sceneggiatore insieme a Tarantino nel film che, nel libro di Roger Ebert Movie Answer Man spiega come ogni persona dal pubblico avrebbe potuto immaginare all’interno della valigetta avrebbe visto quello che preferiva.

Quentin decise che il contenuto non doveva mai essere visto da nessuno, in maniera tale da permettere al pubblico di determinarlo da solo.

A queste parole lo stesso Ebert rimase abbastabza deluso, ravvisando come per lui fosse stato un errore.

Qualcuno ha avuto la brillante idea, ironia della sorte, di mettere dentro la valigetta una lampadina arancione. All’improvviso, quello che poteva essere una cosa qualsiasi è divenuto qualcosa di sovrannaturale. Penso sia stato un errore. La gente avrebbe parlato comunque del contenuto per anni. Sarebbe stato molto più sottile

Il reale contenuto della valigetta di Pulp Fiction

Come vi abbiamo accennato prima, fisicamente nella valigetta venne posta una luce arancione che creò quest’effetto metafisico che creò un così alto numero di teorie a riguardo. Ecco dunque l’immagine del misterioso contenuto

Siamo contenti?
Si, siamo contenti.

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In teoria sono un giornalista. In pratica scrivo di cose belle su un sito bellissimo. Perchè dai, nessuno è più fico della Scimmia.