Quando Kirk Douglas salvò Dalton Trumbo e derise il Maccartismo

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo è il film che ripercorre la vita dello sceneggiatore messo in lista nera dal governo statunitense e salvato da Kirk Douglas

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L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo è una pellicola diretta da Jay Roach che vede come protagonista Bryan Cranston nei panni dello sceneggiatore Dalton Trumbo.

Per la sua interpretazione, l’ex protagonista di Breaking Bad è stato candidato a tutti i più importanti premi dell’industria cinematografica, incluso il Premio Oscar per il migliore attore protagonista.

Chi era Dalton Trumbo

Nato nel Dicembre del 1905 Dalton Trumbo è famoso per essere stato uno degli sceneggiatori della cosiddetta Hollywood Ten, una lista di dieci persone che furono accusate di remare contro il Congresso degli Stati Uniti, rifiutandosi di rispondere alle domande che riguardavano un loro presunto coinvolgimento con il partito comunista per il Comitato per le Attività Antiamericane.

Era la fine degli anni ’40 e si stavano ormai ponendo le basi per la nascita e l’ascesa del Maccartismo, una più o meno dilagante caccia alle streghe contro i simpatizzanti del comunismo, soprattutto nelle alte sfere della società statunitense.

Dalton Trumbo entrò dunque nel mirino di queste paure riguardo le influenze comuniste e venne inserito in una lista nera. Trumbo era entrato nel partito comunista nel 1943, pur essendo vicino all’idea politica dell’isolazionismo.

Nel 1946 scrisse un articolo, The Russian Menace, in cui assumeva la prospettiva di un cittadino russo dopo la seconda guerra mondiale. Nell’articolo scrisse che gli Stati Uniti rappresentavano una minaccia per la Russia e non il contrario.

Nel corso di quegli anni continuò a mettere in mostra la sua simpatia per alcune idee comuniste, tanto che quando si rifiutò di rispondere alle domande del confresso riguardo il suo coinvolgimento personale venne identificato come un nemico della Patria. Tanto Dalton Trumbo quanto gli altri membri della Hollywood Ten ricorsero in appello alla Corte Suprema, appellandosi al Primo Emendamento della Costituzione. Persero, e nel 1950 Dalton Trumbo fu arrestato e condannato a passare undici mesi nel penitenziario federale di Ashland, in Kentucky.

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Gli Pseudonomi e Kirk Douglas

Nonostante rientrasse nella blacklist degli Stati Uniti e per quanto avrebbe dovuto smettere di lavorare, Dalton Trumbo trovò comunque il modo di proseguire la sua scrittura.

Scrisse Vacanze Romane, l’iconico film con Audrey Hepburn e Gregory Peck, la cui sceneggiatura venne attribuita al collega Ian McLellan Hunter. Il film vinse il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura, ma Trumbo non poté ritirarlo e la paternità dell’opera venne ufficializzata solo nel 2011.

Allo stesso modo scrisse The Brave One (La Grande Corrida): ancora una volta la sceneggiatura vinse un Oscar e ancora una volta lo sceneggiatore non poté ritirare il suo premio. Lo script infatti era stato firmato da Robert Rich: un nome preso da uno dei nipoti di uno dei produttori del film e usato da Trumbo come pseudonimo.

Le cose cominciarono a cambiare negli anni ’60. Prima con Exodus, film di Otto Preminger dove proprio il regista spinse per veder riconosciuto il nome di Dalton Trumbo. Ma la vera svolta avvenne, sempre lo stesso anno, quando fu Kirk Douglas a insistere per avere Dalton Trumbo in quello che è rimasto uno dei film più noti dell’attore recentemente scomparso: Spartacus.

Trumbo scrisse la sceneggiatura del film di Stanley Kubrick in un periodo in cui il maccartismo cominciava a mostrare le prime crepe e la forza delle liste nere non era più la stessa del decennio che si era appena concluso.

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Proprio in occasione dell’uscita del film L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo l’allora novantottenne Kirk Douglas scrisse una lettera aperta dopo aver visto la pellicola in anteprima, prima del debutto mondiale al Festival di Toronto.

Nella lettera l’attore di Spartacus ha ricordato i difficili momenti di quegli anni:

“Negli anni delle liste nere ho avuto amici che sono stati esiliati perché nessuno li faceva lavorare: attori che si sono tolti la vita per la disperazione. Lee Grant, mia giovane collega in Detective Story, non ha potuto lavorare per dodici anni, dopo aver rifiutato di testimoniare contro il marito al Comitato per le Attività Antiamericane. Io stesso fui minacciato di essere condannato come comunista e rovinare così la mia carriera se avessi fatto lavorare in Spartacus il mio amico Dalton Trumbo.”

E fu così che Dalton Trumbo uscì dal periodo nero delle liste nere, prima di essere inserito di nuovo nella Writers Guild of America e si vide riconosciute tutte le sceneggiature che aveva scritto sotto pseudonimo. Dalton Trumbo morì a Los Angeles di infarto nel 1976, un anno dopo che l’Academy gli consegnò la sua statuetta per The Brave One.

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