Il nuovo simbolo di Batman disorienta i fan, ecco la probabile spiegazione

L'esordio in costume del Batman di Robert Pattinson ha scatenato tanta curiosità tra gli appassionati. A destare principalmente l'attenzione è il simbolo

Batman e Robert Pattinson
The Batman

Il giorno tanto atteso da milioni di batmaniani è arrivato: Robert Pattinson è il Cavaliere Oscuro nelle prime immagini in costume di The Batman, il nuovo film dedicato al giustiziere di Gotham firmato Matt Reeves. Proprio il regista ha diffuso un breve video ove assistiamo all’esordio (un po’velato) del nuovo Uomo Pipistrello e, come prevedibile, le reazioni sono state monopolizzate dal tanto caro odi et amo. Sorvolando sui giudizi affrettati e evitando di darne scioccamente anche noi, in questo articolo ci concentreremo sul dettaglio che più di tutti ha destato l’interesse dei fan: il nuovo simbolo. Quest’ultimo presenta il classico pipistrello stilizzato ma possiede una peculiarità affascinante: è composto dal metallo di una pistola. Quali saranno i motivi di tale scelta? In questo articolo cercheremo di dare qualche spiegazione.

Batman: La pistola nel “cassetto”

Il rapporto tra Batman e le armi da fuoco è da sempre molto complesso, sia sul piano editoriale che narrativo. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente editoriale, il dibattito è una costante della storia evolutiva del personaggio, poiché Batman è un fumetto potenzialmente molto violento, e l’uso delle armi da fuoco ha monopolizzato l’attenzione degli editori sin dagli esordi, quando il Cavaliere Oscuro aveva una pistola sempre con sé. Fu Whitney Ellsworth, responsabile editoriale della National Comics, a convincere Bill Finger e Bob Kane a eliminare le armi da fuoco dall’arsenale dell’eroe di Gotham, contribuendo anche a ridurre la carica di violenza brutale che caratterizzava il personaggio ai primordi. In questo modo, secondo Ellsworth, l’editore avrebbe compiuto un atto di responsabilità necessario visto che i lettori di Batman erano per lo più bambini.

Da quel momento nacque la famosa legge: Batman non uccide, Batman non usa armi da fuoco. Pertanto, dopo l’evoluzione del personaggio in questa direzione, l’utilizzo massiccio di pistole et similia fu relegato esclusivamente ai villain, nonostante la DC abbia anche in questo caso intrapreso una strada cauta e attenta alle esigenze della società, siamo pur sempre negli Stati Uniti. A titolo d’esempio riportiamo la storia Seduction of the gun, albo crudo e violento del 1993, nato dallo shock che la morte accidentale, causata da proiettili vaganti, del figlio di Sandy Reisenbach, figura di spicco della Warner Bros, lasciò sulla casa editrice di Burbank. La storia affronta duramente e con vivo realismo il problema delle armi da fuoco negli Stati Uniti risultando una delle esperienze più oscure nella storia del Crociato Incappucciato.

Proprio Seduction of the gun fa da ponte per poter parlare dell’influenza del dibattito sull’uso delle pistole all’interno del piano squisitamente narrativo. Iconica ed esplicativa la tavola in cui Bruce Wayne spiega il suo rapporto con questo tipo di armi; un rapporto tormentato, complesso costituito da paura, odio, fascino e rifiuto. Leggiamone un estratto:

Io so cosa possono fare le pistole. Ero più giovane di te, Tim [Robin], quando quel bandito uccise i miei genitori. Usò una 45 automatica. A bruciapelo. In entrata, pochi danni. Delle ferite di pochi centimetri, all’altezza dello sterno. C’era una piccolissima bruciatura, meno di un millimetro, sul foro d’entrata dei proiettili. Le pallottole, in tutti e due i casi, perforarono il polmone sinistro, e poi il cuore, attraverso il ventricolo destro. Squarciarono la vena cava superiore e l’aorta. Poi schiantarono le costole, spezzandole in tutti e due i casi e provocando ulteriori lesioni. Nessun foro di uscita. C’era molto sangue. I loro cuori continuarono a battere per un po’! Mi dissero che ero imbrattato di sangue…il sangue dei miei genitori. Io non ricordo nulla. Ma so bene cosa può fare una pistola.

Batman: Seduction of gun
Batman: Seduction of the gun, Credit: DC

The Batman: Un proiettile nel cuore. Un simbolo sul petto

La premessa che abbiamo ritenuto necessario costruire e che abbiamo appena concluso è propedeutica alla piena comprensione di alcune implicazioni che questo simbolo potrebbe portare nel nuovo film dedicato al Cavaliere Oscuro. Se la pistola che compone il pipistrello si confermasse quella di Joe Chill – assassino dei coniugi Wayne – potremmo trovarci dinanzi ad un certo tipo di Batman. Un eroe alle prime armi, tormentato, che inciampa nel labile confine tra bene e male, immerso nel dolore e pieno di rabbia vendicativa. Un bambino fortemente turbato e con tante forze da poter sfogare la sua ira senza freni. Un Batman che ci ricorda il giustiziere di Anno Due, travagliata storia del 1987, in cui la pistola più temuta da Bruce Wayne gioca un ruolo centrale, tra tormento e catarsi.

Molti sono gli indizi che ci spingono verso il lavoro di Mike W. Barr, Alan Davis e Scott McFarlane. Da mesi, infatti, circolano sempre più insistentemente voci sul ruolo centrale che Anno Due ha ricoperto nel lavoro di Matt Reeves. Possiamo dire con sicurezza che il film prenderà a piene mani da decenni di storie, ma l’indizio del simbolo pare confermare una massiccia presenza del lavoro del 1987 nell’immaginazione del regista. A rafforzare questa convinzione c’è anche la natura originaria del graphic novel, che fu originariamente pensata per un progetto cinematografico e quindi nato già per un linguaggio più vicino alla settima arte. Staremo a vedere.

The Batman: il simbolo è una citazione di Detective Comics #1000

Il riferimento più esplicito alle storie cartacee è tratto da un albo recentissimo: Detective Comics #1000. L’albo che festeggia i mille numeri della celebre testata contiene una storia titolata Manufactured for use — di prossima uscita in Italia, ospite del numero 73 della testata regolare e dedicato al millesimo numero della “culla” del personaggio — in cui assistiamo alla forgiatura di una lastra anti proiettile fatta proprio con i resti della pistola di Chill, assassino dei coniugi Wayne. Manufactured for use è una storia breve, evocativa che riassume tutto ciò che vi abbiamo scritto in questo articolo sul rapporto tra Batman e le armi da fuoco. La catarsi definitiva, la trasformazione dell’odio e della paura in qualcosa di costruttivo, edificante.

Matt Reeves ha colto nel segno. Se l’obiettivo del regista era quello di stuzzicare il proprio pubblico, i fan irriducibili, dobbiamo ammettere che ci è riuscito in pieno. Si intravede qualcosa in questo primo sguardo al Batman di Robert Pattinson, si intravede — attraverso una pistola scolpita sul petto — l’eroe sofferente, l’uomo, il bambino, Bruce.

Non ci resta che aspettare, volgere la testa al cielo, e cogliere tra le nubi il segnale che ci annuncia l’arrivo del Cavaliere Oscuro. Purtroppo, solo al cinema.

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