Youtuber al cinema: Me contro te rompe una maledizione decennale

Me contro Te ha messo fine alla maledizione dei Youtuber al cinema, che in passato hanno collezionato solo imbarazzanti fallimenti

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Me Contro Te ribaltano la storia: esiste un pubblico per gli youtuber al cinema?

Al netto di un 2019 in ripresa, il cinema italiano soffre. I grandi incassi non si vedono più se non a Natale; in appena cinque anni, uno spaventoso quantitativo di pubblico fisso ha ricollocato le sue visioni abitudinarie verso gli appuntamenti Marvel e sui live action Disney; gli anni in cui De Sica, Brizzi o Pieraccioni incassavano il corrispettivo del Re Leone sono roba da libri di storia. Fortunatamente, ci si ripete ironicamente, c’è chi sta peggio.
Dopo oltre un decennio di esperimenti, sembra sia il caso di dichiarare fallita l’esperienza degli youtuber italiani al cinema. Dai primi divi di una piattaforma allora in evoluzione, fino alle nuove leve adorate da radio e televisioni, la panoramica è quella di una guerra persa, un esperimento abortito senza troppi rimorsi da nessuna delle forze in gioco. Critici, addetti ai lavori e persino gli spettatori stessi ne ridono: il Cinema è un’altra cosa. Che ne sanno. Facile fare un milione di views: non sono un milione di biglietti. Neanche diecimila, a volte.

Gli youtuber al cinema non piacciono a nessuno, non incassano e non funzionano. Eppure, Me Contro Te ha smentito ogni preconcetto.

Poche offerte sono capaci di attirare disprezzo gratuito e livoroso come gli innocui prodottini di videomaker e influencer al timido assalto della Serie A del Cinema. Una forma di antipatia che va oltre il comprensibile distacco generazionale nei confronti di una Chiara Ferragni e del suo pubblico. Nessuno vuole gli youtuber al cinema. Senza di loro, staremmo tutti meglio, esercenti compresi. E fino a una settimana fa, sarebbe stato difficile smentire tale osservazione. Poi, è arrivato Me Contro Te.

Me Contro Te – La Vendetta del Signor Esse è il film d’esordio dell’omonimo duo di youtuber siciliani Sofia Calagna e Luigi Calagna. Il repertorio: scenette, scherzi, canzoncine in pillole da 5-10 minuti. Pubblico rigorosamente pre-adolescente, e l’appartenenza ad una cerchia esoterica come quella dei bambini piccoli ne spiega la pressoché totale estraneità al resto degli spettatori. Proprio questi ultimi devono essere rimasti con la mascella a terra leggendo, nei report del lunedì, come un film dal titolo incomprensibile, con due sconosciuti mai sentiti prima, avesse incassato nel weekend d’esordio quanto gli ultimi di Sorrentino, Moretti e Avati messi insieme.
Me Contro Te viaggia ora oltre gli 8 milioni in dieci giorni, supererà presto i 10 in un’empia, scandalosa sfida al Pinocchio d’Autore di Garrone. Quanto si dava per scontato va rivisto; dopo dieci anni nelle retrovie, il mondo di Youtube Italia è forse pronto per le sale.

Da Willwoosh ai Me Contro Te, il bollettino di guerra degli youtuber e dei loro debutti

Un excursus storico su fortune e misfatti del mondo degli youtuber italiani al cinema è un bollettino di battaglie perse, ambizioni frustrate e progetti stroncati sul nascere.
Identificheremo un ideale punto di partenza nei primi tentativi dei grandi pionieri del medium. Un nome che non può suonare estraneo, anche a oltre a un decennio di distanza, è quello di Guglielmo “Willwoosh” Scilla. Precursore, se ce n’è uno, di due generazioni di content creator nostrani, tentò le sue prime sortite nella terra promessa del cinema già nel 2010. Altri tempi, altro pubblico e altri numeri. Eppure, né Una Canzone per Te (2010, 400mila euro) né 10 Regole Per Fare Innamorare (2011, 700mila) imposero un trend, e il percorso del giovane romano proseguì su altri media. Un’altra vecchia gloria del primo Youtube come Frank Matano si mosse per la tangente: adottato dalle televisioni, si affacciò al cinema prima da comprimario (Fuga di Cervelli), per tentare il grande film personale forse troppo tardi, (Tonno Spiaggiato, 2018: 300mila euro).

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Ai primi, comprensibili fallimenti seguì una vera e propria invasione con la seconda generazione. Ragazzini adolescenti e ragazzoni lungimiranti svezzati proprio da Scilla e compagni lanciarono con successo i propri canali nei primi anni dei 2010. E’ quella l’ideale epoca d’oro, in cui si formarono quei talenti ad oggi affermatisi ben al di là i rispettivi fandom. I tempi furono giudicati maturi, e tra il 2015 e il 2016 il lungometraggio non fu negato a nessuno: un bagno di sangue.

Nei primi tentativi dei pionieri come nelle proposte adulte di Pills e Jackal, è impossibile individuare un trend coerente tra pubblico e incassi

Il Re di Youtube Italia Favij si lanciò della tragicamente leggendaria impresa di Game Therapy, in coppia con un altro Re Mida come Clapis: 1,2 milioni di incasso. I campioni dell’umorismo giovanile The Pills parevano attendere soltanto la consacrazione (pubblico adulto e pagante, comicità di quartiere, fidelizzazione): appena mezzo milione per il loro Sempre Meglio Che Lavorare. Altri nomi come iPantellas, Giulia Penna, Nirkiop e Greta Menchi, più prudenti, tastarono le acque in ruoli da co-protagonisti in film altrui (roba del tenore di Bianco di Babbudoio e Natale al Sud). Nessuno lasciò il segno. Il pubblico di youtube non sembrava avere alcuna intenzione di spendere un centesimo per quegli stessi artisti che non esitava a definire geni su smartphone e portatili. Esattamente ciò che che critica e cinefili, ben contenti di stroncare ognuno di questi esperimenti, sperava di sentirsi dire.

Negli ultimi anni, i tentativi si sono diradati. i The Jackal, gruppo amato e coccolato come pochi, arrivarono in ritardo con un mini-kolossal dal risultato depressivo (Addio Fottuti Musi Verdi, 700mila euro). Non pervenuti gli eroi della comicità intelligente à la Rai3 Il Terzo Segreto di Satira. Più incoraggiante i dati del peso massimo del web italiano Rovazzi: 4 milioni per Il Vegetale, discreti, in linea con una commedia media. Ma del fenomeno culturale da centocinquanta milioni di visualizzazioni per Andiamo a Comandare, nelle sale restava poco.

Unposted e Me Contro Te mostrano come il pubblico dei ragazzini sia l’unico ricettivo a queste proposte

Fast forward, 2019: a distanza di pochi mesi due film rimettono tutto in discussione. Uno è Chiara Ferragni Unposted – più una sorta di operazione di propaganda maoista in chiave di beatificazione imprenditoriale che altro. Il secondo, ben più clamoroso, Me Contro Te.
Sarebbe bello parlare di una traiettoria in ascesa, ma i numeri che hanno preceduto i successi di questi film sono troppo disastrati per venire inquadrati in un continuum. In più, le variabili in gioco non sembrano indicare alcun pattern preciso. I follower non c’entrano: Me Contro Te ha 5 milioni di utenti, matematico che si comporti meglio dei Nirkiop. Ma FaviJ non è certo da meno. E che dire di Rovazzi? I numeri del duo siciliano non li ha visti nessuno, neanche da lontano. E non è nemmeno questione di “cinematografibilità”: il film dei Jackal era, appunto, un Film, e pensato e prodotto con valori produttivi da multisala. Non ha aiutato. E anche buttandola sul target, non se ne viene a capo; a prescindere da ogni considerazione di merito, gli amanti della “qualità” che affollano i canali di videorecensioni (youtuber, anche loro), al cinema non ci vanno. Le proposte adulte dei collettivi più ambiziosi non saranno state granché (spesso si scadeva nell’amatorialità totale), ma una risposta anche minima da parte dei fedelissimi appassionati era lecito aspettarla. Evidentemente, quel tipo di pubblico, la sera, preferisce Netflix. A tenere aperti i cinema, ci devono pensare i bambini.

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2020, l’anno del contatto: c’è un nuovo star system che nasce?

Un successo così improvviso e travolgente come quello di Me Contro Te è forse spiegabile banalmente, con un discorso di maturità. Dell’industria, come degli autori. Per anni, gli youtuber non hanno saputo leggere il cambio di linguaggio necessario tra i due media (il brodo di sketch da telefonino portato al cinema da Luca Vecchi e compagni è rivelatorio). La stessa industria sembrava ignorarne la collocazione, castigandoli in ruoli improbabili e incapaci di valorizzarli (lo spreco di un idolo quale Willwoosh come improbabile romantic hero in scia a Vaporidis).

Il risultato fu l’inevitabile rinuncia: un potenziale patrimonio di artisti in grado di mobilitare folle di milioni si è disaffezionato, abbandonando definitivamente il proposito del cinema. La doccia fredda che ha svegliato una generazione di piccoli fenomeni, sprecati a fare da spalle con tre battute nelle commedie di Abatantuono: di “Serie A”, il cinema italiano e la sua industria non ha nulla. Si può fare (e guadagnare) infinitamente di più con un account, un treppiede e un microfono da trenta euro, che non perdendo diciotto mesi a produrre lungometraggi senza pubblico.

Decine di star del web sono state bruciate da un sistema incapace di valorizzarle: ma Me Contro Te dimostra che c’è un intero star system in attesa

E’ allora davvero il momento, per Youtube, di rimettere i propri talenti in gioco? C’è voluto un decennio, ma forse qualcosa è si è mosso. E’ cambiato il bacino di utenza (milioni e milioni), e i ragazzini che cinque anni fa non riuscirono a costringere i poveri genitori ad accompagnarli a vedere Game Therapy hanno finalmente da parte i soldini per andare al cinema. Nel 2016 non era maturo Youtube, figurarsi il grande pubblico. Di certo, nonostante i numeri di Me Contro Te, non sarà così automatico “riprovarci”. La maggior parte di quei creatori di contenuti che avrebbe potuto (e potrebbe ancora) dare qualcosa al cinema di intrattenimento si è suicidato economicamente anni fa; e buona fortuna a trovare produttori disposti a lavorare sui piani finanziari di gente con precedenti da buchi neri. Eppure, sarebbe il caso di trovare la giusta umiltà, mettersi al servizio degli autori, e ricominciare daccapo. C’è tutto un nuovo star system, nascosto appena dietro Zalone, che aspetta solo di essere portato a galla.

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(Roma, 1993) Lavora nei campi dell'editoria e della produzione audiovisiva. Scrive e collabora tra gli altri con Point Blank, Nocturno e Cineforum.