Pirati dei Caraibi: curiosità e leggende sulla famosa saga Disney

Pirati dei Caraibi è una delle saghe più celebri al mondo. Scopriamo gli elementi storici o leggendari che hanno ispirato le avventure di Jack Sparrow e co.

Pirati dei Caraibi, Curiosità e leggende

La saga dei Pirati dei Caraibi è sicuramente una delle più amate di sempre. Il personaggio di Jack Sparrow è ormai entrato nella cultura pop tanto che lo si associa a Johnny Depp quasi quanto si associa Indiana Jones a Harrison Ford o Aragorn a Viggo Mortensen.

Pirati dei Caraibi: un sapiente collage di storia e leggenda

Nonostante l’evidente calo di qualità che ha avuto l’opera negli ultimi due film, uno degli elementi che hanno sempre maggiormente colpito è stato come gli autori siano riusciti a mischiare personaggi reali, leggende ed elementi inventati ex novo. Oltre ai chiari i riferimenti alla cultura preesistente sul mondo piratesco nata fin dai tempi de L’isola del tesoro di Stevenson.

Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna

Nel primo film, La Maledizione della prima luna del 2003, la trama gira intorno ad alcuni medaglioni d’oro facenti parte del tesoro maledetto di Cortes che, dopo essere stati sperperati, hanno portato la maledizione, che dà il titolo al film, sulla ciurma di capitan Barbossa. L’oro di Cortes a cui fa riferimento il film è quello che il comandante spagnolo rubò agli aztechi di Montezuma nel ‘500.

Il conquistador infatti rubò ogni singolo orpello d’oro di proprietà degli aztechi, uccise lo stesso re Montezuma e sterminò il popolo. Il fatto che nel film si faccia esplicitamente riferimento a Cortes e quindi ad una sequenza ben precisa della storia dell’uomo rende tutta la vicenda di per sé fantastica,  contestualizzata nel nostro mondo.

Lo stesso discorso può essere fatto parlando della scelta di collocare l’inizio della vicenda a Port Royal.

 

Essa fu la famigerata città Giamaicana famosa per essere ritrovo dei peggiori bucanieri della storia e porre la trama proprio in quella location e non in un’altra inventata come avrebbe potuto essere Libertalia, la leggendaria repubblica dei pirati fondata dal capitano Henry Avery alla fine del ‘600 rende la vicenda più vicino alla storia piratesca.

Pirati dei Caraibi, La maledizione della prima Luna

Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma

Il secondo e il terzo film della saga di Pirati dei Caraibi vedono la presenza di infiniti elementi tipici della cultura popolare sul pirata.

In primis, ovviamente, Devy Jones, il capitano dell’olandese volante che dovrebbe occuparsi di coloro che sono caduti in mare e che, a causa delle sue mancanze in tal senso, è divenuto un mostro. Tale personaggio si ispira liberamente alla leggenda del “diavolo del mare” dal quale erano terrorizzati i marinai.

Secondo le teorie più acclarate, il nome del personaggio si rifà a Satana o a Giona, che secondo i testi sacri fu l’angelo che divenne malvagio dopo la permanenza nella pancia della balena.

Lo stesso “Scrigno di Davy Jones”, luogo di punizione eterna dove finisce Jack durante il film, durante l’era piratesca era una perifrasi per definire il fondo del mare, dove si inabissano le navi che affondano rimanendoci per l’eternità.

Pirati dei Caraibi, Devy Jones

L’olandese Volante, Calipso e La Baia dei relitti

La nave di Devy Jones, l’Olandese volante, secondo al leggenda, è il nome di un vascello fantasma che vaga in eterno nel mare a causa del patto che il suo capitano, tale Willem Van der Decken, fece col diavolo per raggiungere il Capo di Buona Speranza passando attraverso una tempesta epocale.

Non troppo dissimile dal patto che lo stesso Devy Jones nel film ha stretto con la dea del mare Calipso, non trovate? Inoltre il nome col quale i pirati conoscono tale divinità non è assolutamente casuale.

Il nome, come è noto, è preso direttamente dalla mitologia greca, in particolare dall’Odissea. Nel celebre poema di Omero con questo appellativo si faceva chiamare una ninfa, dea del mare giustappunto, che Ulisse incontrò sull’isola di Ogigia e con la quale l’eroe del multiforme ingegno visse per 7 anni.

La Baia dei Relitti, la roccaforte pirata dove si rintanano Jack e gli altri pirati nobili nella terza pellicola, è una versione romanzata della già citata Libertalia.

A riprova di questo collegamento tra le due location vi è l’inserimento di un elemento che immediatamente contestualizza il luogo: il codice dei pirati scritto per mano di Bartholomew Roberts e che fa riferimento ad una reale serie di regole stilate  per la convivenza tra pirati nel 1720.

Il nome di colui che materialmente scrisse tali regole è espressamente citato nel film, dando a tutta la faccenda quel sentore di rivisitazione di eventi storici che rendono questa saga unica.

Pirati dei Caraibi, codice

La macchia nera

Anche la macchia nera, la maledizione che appare sulla mani di coloro che hanno un conto in sospeso con Devy Jones non è altro che la versione fantastica della macchia nera di stevensoniana memoria.

Ne L’isola del tesoro, l’opera immortale che narra le vicende di Jim Hawkins e di John Silver infatti, la macchia nera, è un semplice pezzo di carta sporcato d’inchiostro che veniva consegnata ai pirati debitori o che si erano macchiati di qualche crimine contro altri pirati fungendo da monito.

Pirati dei Caraibi, oltre i confini del mare

Nel quarto film, forse il peggiore della saga, ci sono alcuni dei maggiori riferimenti alle varie culture. Innanzitutto la presenza di un cattivissimo Edward Teach, il famigerato pirata Barbanera che terrorizzò il mar dei Caraibi nell’età dell’oro della pirateria (1716-1718) e della sua nave, la terribile “Queen Anne’s Revenge”.

Pirati dei Caraibi, Barbanera
Pirati dei Caraibi, il confronto tra il vero Barbanera e quello interpretato da Ian McShane

L’intera trama gira intorno alla ricerca della fonte dell’eterna giovinezza. Anche qui, si sarebbe potuto dare all’intera vicenda un tono estremamente fantastico e lontano dal nostro mondo vista anche alla presenza di creature tipiche della cultura epica, come zombie o sirene.

Tuttavia si è voluto invece fare riferimento ad un evento realmente accaduto: la spedizione durante la quale Juan Ponce de Leon, di cui Jack trova la nave in procinto di cadere nell’abisso e con la quale scoprì la Florida nei primi anni del ‘500.

Durante questa avventura, dai connotati fortemente leggendari, si dice che Ponce De Leon si imbatté proprio nella fonte agognata da Barbanera.

Anche qui, il rituale pagano col quale termina il film è frutto della fantasia degli sceneggiatori, ma riferimento a Ponce de Leon e la presenza di Barbanera conferiscono quell’aura di veridicità ad un evento totalmente inverosimile e fantastico.

Pirati dei Caraibi, la vendetta di Salazar

Nell’ultima pellicola i riferimenti sono soltanto due anche se decisamente sostanziosi. Il primo riguarda il triangolo delle Bermuda, il famoso fazzoletto di Oceano Atlantico nel quale si è avuta la più alta concentrazione di sparizioni di navi ed aerei nella storia, in cui finisce suo malgrado il capitano Salazar e la cui magia diviene causa di ogni sua disavventura.

Il secondo è invece più attinente all’epica del mare: il tridente di Poseidone, il leggendario artefatto posseduto dal dio greco del mare e in grado di conferire il controllo degli oceani e che viene ricercato nel film da Carina, la figlia di Hector Barbossa.

Pirati Dei Caraibi, in conclusione

In conclusione, Pirati dei Caraibi è sicuramente un brand fortunato e riconosciuto a livello mondiale e sviscerare i motivi di cotanto successo richiederebbe giorni. Avvicinare in maniera così sapiente storia, leggenda, mito e fantasia non è cosa secondaria  e rende tutta la vicenda un enorme versione alternativa delle storie dei pirati classiche che riesce a far sognare e divertire grazie, se non principalmente, alla presenza di uno dei personaggi più iconici della storia del cinema: Jack Sparrow, ops, capitan Jack Sparrow.

11 novembre: 21:20 su Italia 1.

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