La Vita Bugiarda degli Adulti, la recensione del nuovo libro di Elena Ferrante

È arrivato nelle librerie La Vita Bugiarda degli Adulti, il nuovo libro con cui Elena Ferrante indaga il mondo femminile

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La vita bugiarda degli adulti, il nuovo romanzo di Elena Ferrante

È arrivato in libreria grazie a Edizioni E/O La Vita Bugiarda degli Adulti, il nuovo atteso romanzo della misteriosa Elena Ferrante, disponibile dal 7 Novembre.

La fama della scrittrice è esplosa quando, nel 2011, Edizioni E/O ha pubblicato il primo volume della saga de L’Amica Geniale, conclusasi poi nel 2016 con Storia della Bambina Perduta, finalista al Man Booker International Price. La fama della Ferrante, inoltre, si è diramata anche alla fetta di pubblico che non è lettrice abituale grazie alla serie firmata da Saverio Costanzo e presentata in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, prima di approdare in prima serata su Rai 1 e sulla piattaforma Tim Vision.

La vita bugiarda degli adulti: la trama

Con un corsus come questo alle spalle, era pressoché logico immaginare che intorno al nuovo romanzo della Ferrante circolassero non solo aspettative molto alte, ma anche una curiosità difficile da tenere a bada, soprattutto considerando che pochissimi dettagli erano stati fatti trapelare dopo l’annuncio dell’uscita del romanzo.

Ma l’attesa è finalmente finita. Con le sue 326 pagine, La Vita Bugiarda Degli Adulti racconta la storia di Giovanna, una ragazzina di appena tredici anni che, a causa di una brutta frase pronunciata dal padre, comincia a interrogarsi non solo sul suo aspetto, ma anche sul suo legame con la famiglia paterna: un ammasso di domande senza risposte e di odi sussurrati, capitanata dalla temibile Zia Vittoria, così lontana dalla vita alto borghese a cui Giovanna è ormai abituata.

Man mano che il tempo passa – e la pubertà si affaccia all’orizzonte con le sue tempeste umorali – Giovanna cerca di mettere in ordine se stessa, le sue aspirazioni e i suoi pensieri, mentre assiste al disvelamento della peggior verità che possa cogliere un figlio: i genitori falliscono e, soprattutto, gli adulti mentono.

Un romanzo al femminile

Sebbene sia sempre sconsigliabile fare paragoni con altri romanzi, è innegabile che La Vita Bugiarda degli Adulti ha ben più di un legame di parentela con la tetralogia de L’Amica Geniale. Elena Ferrante racconta una storia del tutto nuova, ma racconta ancora di un mondo visto da uno sguardo femminile in divenire. Proprio come la Elena de L’Amica Geniale, Giovanna è una ragazza educata e dedita allo studio. E, proprio come Elena, anche Giovanna sente il richiamo della Napoli bassa, di quei rioni fatti di povertà e polvere, di disperazione e violenza.

Ma, se Elena era comunque immersa nell’ambiente tanto da conoscere le dinamiche della sua realtà, Giovanna vi si tuffa senza alcun salvagente. Lei, che viene da una famiglia atea, dove l’intelligenza e la lettura la fanno da padrone, si trova a muoversi in una Napoli che esula dalle mappe cittadine che era solita conoscere.

La curiosità legata alla Zia Vittoria e, insieme, alle proprie origini, spinge Giovanna ad abbandonare la comodità della sua esistenza, lasciandosi invece guidare da istinti e decisioni discutibili, che la portano a scardinare l’equilibrio della sua esistenza, facendo a pezzi non solo la propria buona reputazione, ma anche le certezze fino ad allora seguite come un mantra.

Un romanzo di formazione

La Vita Bugiarda degli Adulti è dunque un romanzo che si concentra su una protagonista in fieri: un romanzo che trasuda voglia di ribellione, ma anche rabbia e sporcizia. È un romanzo che non mira affatto ad accontentare il lettore, ma che invece lo prende a schiaffi, lo disturba, lo obbliga quasi a leggere ciò che magari non vuole per paura di affrontare la realtà.

Giovanna è una ragazza in piena pubertà, che di colpo si scopre brutta di viso, ma con un corpo su cui gli uomini fantasticano. Una ragazza che non ne può più di essere etichettata dalle decisioni dei genitori e che cerca di costruire un’immagine di se stessa in cui riconoscersi.

Ma Giovanna è anche una bambina che scopre che i suoi genitori – perfetti, innamorati, innocenti davanti qualsiasi crimine – sono in realtà delle persone che mentono, che affogano nel proprio egoismo, che nascondono i propri errori dietro una facciata di buona educazione.

Giovanna scopre gli adulti fallaci, ma essendo ancora una ragazzina non sa come reagire alla distruzione delle sue certezze: e allora eccola che si nasconde dietro un trucco troppo pesante, dietro atteggiamenti che spesso rincorre per il solo piacere di sentirsi cattiva, crudele, simile a quei sentimenti che stanno sbocciando in lei.

Un felice ritorno di Elena Ferrante

Elena Ferrante si dimostra ancora decisamente abile nel raccontare il mondo fragile ma spaventoso delle ragazze e, più in generale, del mondo femminile. Lo fa senza ricorrere a facili ricatti emotivi o stereotipi ormai vetusti. Ricorre invece ad uno stile decisamente pulito ma fulgido, che si fa forte di una voce narrante in prima persona singolare. Tale approccio permette l’empatia anche con una protagonista che a volte infastidisce e che proprio per questo rimanda l’odore inconfondibile della realtà e dei personaggi ben scritti.

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