Come Eravamo: il film che racconta un’epoca

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Come Eravamo

New York 1939

In un college ci sono due studenti agli antipodi: lui, Hubbel Gardiner, il bello, ricco e borghese; lei, Katie Molosky, la bruttina, ebrea e comunista. Lui, sempre circondato da ragazze e pronto a ridere su tutto; lei, seria e impegnata, alla costante ricerca di nuove battaglie. Si incontrano, si trovano reciprocamente interessanti, ma forse i tempi non sono ancora maturi. Finiscono l’università, scoppia la guerra, lui si arruola in marina, lei continua con il suo impegno politico. Si rivedono ad una festa, lui si ferma a dormire da lei e scoppia l’amore, un po’ per l’attrazione che hanno sempre provato l’uno per l’altra, un po’ per l’insistenza di lei.

Come Eravamo

Inizia così una storia d’amore passionale e tormentata, felice ma anche triste, che tiene uniti per molti anni due caratteri opposti.

Entrambi figli di realtà diverse, con aspirazioni e stili di vita agli antipodi. Li accompagniamo nel loro cammino di crescita insieme, dalla fine degli anni ’30 fino gli anni ’60, attraversando i momenti storici più importanti e critici della storia degli Stati Uniti del XX secolo. Da New York a Los Angeles, dove Hubbel trova lavoro come sceneggiatore a Hollywood; dalla lotta morale contro il fascismo, all’aria “fredda” del conflitto tra USA e Russia; dalla relazione giovane e immatura al matrimonio con dolce attesa.

Tra alti e bassi, Barbra Streisand e Robert Redford ci regalano due brillanti interpretazioni della generazione che ha vissuto quegli anni.

All’inizio, sembrano cadere nello stereotipo classico del bello superficiale che si innamora della bruttina intelligente, ma ben presto ci fanno ricredere e ci accorgiamo invece di quanto i due personaggi siano sfaccettati e complessi. Eppure risultano incompatibili. L’amore, alla fine, non vince.

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Che bello sarebbe se fossimo vecchi, dopo aver passato tutto questo” sospira Katie quando realizza che la loro storia è giunta al capolinea, “tutto sarebbe facile, senza complicazioni, come quando eravamo giovani“, ma Hubbel ribatte che non è “mai stato senza complicazioni per noi”. Consapevoli delle proprie diversità alla lunga inconciliabili, ci fanno affezionare alla loro storia, persino immedesimare nell’uno o nell’altro, lasciandoci alla fine un po’ di amarezza. Ma la bellezza del film è anche questa, il non lieto fine. L’abbraccio, tenero e profondo, che si scambiano prima dell’addio ci fa comunque sorridere, proprio perché si tratta di un finale realistico e per nulla scontato.

Tratto da un romanzo di Arthur Laurents, il film si muove ritmato dalle musiche sensuali di  Marvin Hamlisch, con cui ottenne infatti due premi Oscar, miglior colonna sonora originale e miglior canzone.

La stessa Barbra Streisand (che ottenne la nomination per miglior attrice protagonista ai Golden Globes e agli Oscar, e vinse il David di Donatello come miglior attrice straniera) ci delizia con la sua voce cantando la canzone del titolo originale, The way we were, divenuta poi famosissima.

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Entrambi gli attori erano nel pieno splendore della loro carriera quando iniziarono a lavorare per questo film nel 1973. Redford, che aveva da poco interpretato Mr. Gatsby, appare più bello e bravo che mai. La Streisand, che aveva debuttato nel cinema nel ’68 vincendo un Oscar, dopo il successo di Come eravamo venne acclamata come l’attrice di maggior successo commerciale degli anni ’70. Grazie al loro magnetismo magico che incolla i nostri occhi allo schermo, ci donano l’immagine di una coppia dalla quale è difficile staccarsi, alla pari delle famose coppie del cinema degli anni d’oro. Un film d’altri tempi, come si direbbe oggi, di quelli che si rivedono nei canali “classic” o “cult”, ma la verità è che è molto più attuale di tanti film più recenti.

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