Nevernight, la recensione del capolavoro di Jay Kristoff

Arriva in libreria il 3 Settembre grazie a Oscar Vault la trilogia completa di Nevernight, firmata da Jay Kristoff: un fantasy visionario e pieno di violenza

Nevernight
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Nevernight è il primo volume di una trilogia che debutterà il prossimo 3 settembre con Oscar Vault. Firmata dal Jay Kristoff di Illuminae, la saga arriverà sul mercato italiano contemporaneamente, di modo da permettere ai lettori di immergersi completamente negli accadimenti delle illuminotte senza dover aspettare mesi se non anni per conoscere la risoluzione finale.

La storia è quella di Mia Corvere, una ragazza discendente da una famiglia benestante della città di Godsgrave che assiste all’omicidio del padre accusato di tradimento e al disfacimento della sua famiglia. Sarà proprio l’evento traumatico a dare una nuova direzione alla sua vita: perché dove prima c’era una bambina che non conosceva nulla al di là delle stanze lussuose della sua casa, di colpo emerge una creatura assetata del desiderio di vendetta, che ha un’ossessione per coloro che hanno distrutto la sua esistenza che la rende molto simile all’Arya Stark di Game of Thrones.

Dopo aver conosciuto Mercurio, che la istruisce nell’arte del combattimento e dell’omicidio, Mia farà il suo ingresso nella Chiesa Rossa, istituzione che ha il compito di addestrare e formare i migliori assassini del regno. Nell’impresa Mia sarà aiutata da Messer Cortese, un gatto fatto di ombra e tenebre, che si nutre della paura di Mia, rendendola di fatto un avversario che non è il caso di sfidare, perché Mia non è come gli altri.

Molto amata nella community di lettori, Nevernight – Mai Dimenticare apre le porte ad un universo che Kristoff ha creato con perizia ed originalità. Ci troviamo infatti in un mondo distopico, che sembra essere sorto dalle ceneri di un impero romano mai veramente decaduto, dove i senatori bramano nell’ombra per inseguire il sapore agrodolce di un potere assolutista e che sembra rendere sempre più vero il motto secondo il quale sono i vittoriosi a narrare gli eventi e a forgiare i lineamenti della Storia. In questo mondo sorretto da regole e tradizioni del tutto originali, la particolarità sta nella presenza di tre soli che rendono pressoché impossibile assistere allo spettacolo della notte.

Ecco perché il titolo di Accadimenti di Illuminotte: perché in questo regno popolato da assassini e traditori, la notte subisce sempre il gioco di quei tre astri nel cielo che rischiarano le tenebre, rendendole meno spaventose. Solo ogni due anni la notte – così come la intendiamo noi – fa il suo ingresso, in quello che viene chiamato verobuio.

Questa scelta narrativa permette all’autore di giocare tantissimo sul senso di oppressione che l’essere umano ha da sempre provato quando si trovava al cospetto dell’oscurità e, allo stesso tempo, questo scenario gli offre un palcoscenico aggiuntivo per tracciare il suo ritratto del confine labile, se non proprio inesistente, tra il bene e il male.

Ma Nevernightseguito da I Grandi Giochi e dal volume conclusivo in uscita mondiale contemporanea Alba Oscura – è soprattutto una saga che riflette tantissimo sulla paura. Abituati come siamo a vederla come una nemica da abbattere, in questa saga la paura diventa anche un’alleata nella misura in cui ci rende capaci di analizzare e calibrare le nostre scelte.

Dal punto di vista tematico, così come da quello linguistico, Nevernight è una saga profondamente adulta, che fa del turpiloquio il suo marcio di fabbrica, nonché lo specchio di una società corrotta, sporca, che si distende putrida e bellissima lungo la geografia di Godsgrave, città di “ossa e di ponti” che se da una parte richiama l’architettura veneziana, dall’altra sottolinea l’importanza che Jay Kristoff dà alla fisicità dei suoi personaggi, alla concretezza dei loro corpi sporchi, sudati, capaci di diventare argilla da modellare e da spezzare a piacimento di coloro che detengono il potere. La città, infatti, ha la struttura di un corpo umano disteso, abbandonato sulla schiena, come un gigante ormai stanco di combattere, consapevole che la vittoria non sarà mai al suo fianco.

E su questo scenario si muove Mia, rappresentante di quelle bad-ass women di cui la letteratura – specie quella per ragazzi – è ormai piena. Mia è una donna in divenire, una creatura che anela la vendetta alla ricerca di un punto di riferimento, di una famiglia che continua a cercare, nonostante le prove e i tradimenti che l’attendono sulla strada. La vendetta diventa allora una maschera dietro cui nascondere il vuoto che sente e la rabbia per la sua impotenza, in un sentimento che sembra quasi voler richiamare quello portato sul grande schermo dal meraviglioso V per Vendetta.

Con Nevernight Jay Kristoff regala al pubblico un libro sporco, pieno di una violenza tale da far grondare le pagine del sangue dei suoi protagonisti. Un libro pieno di parolacce, di battute politicamente scorrette, di scene che porebbero lasciarvi così sorpresi da costringervi a posare la lettura, almeno per un po’.

La vita di Mia, così intrecciata ai filamenti di ombra che le obbediscono, si dispiega tra le pagine con una successioni di colpi di scena e cambi di posizioni che fanno sì che il ritmo sia sempre molto serrato, se si esclude la parte iniziale, in cui l’autore ci introduce nel mondo e nella mitologia di Mia, rallentando decisamente il peso delle azioni.

Infine, seppur è vero che non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina, non si può fare un cenno anche superficiale alle magnifiche edizioni che Oscar Vault ha realizzato e che sicuramente faranno la gioia dei più fanatici tra gli amanti dei bei libri. Tra le mappe a colori e le pagine colorate, nonché l’ottima tradizione, Nevernight non sarà solo una splendida lettura, ma anche un bellissimo oggetto – libro da tenere in libreria.

 

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