Paul Walker: una Vita Spezzata troppo Presto

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Oggi, dodici settembre, sarebbe stato il compleanno di un giovane attore colmo di fascino, che purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Abbiamo deciso di dedicargli questo articolo per ripercorrere insieme la sua vita, finita tragicamente all’età di 40 anni; stiamo parlando di Paul Walker.

E’ il 30 novembre 2013, improvvisamente tutti i notiziari, statunitensi ma anche italiani, riportano la stessa scioccante notizia: Paul Walker ha perso la vita in un tragico incidente stradale con la sua Porsche Carrera GT.

Nell’auto con lui era presente il suo consulente finanziario Roger Rodas, anche lui vittima dello scontro. L’auto viaggiava per le strade di Los Angeles ad una velocità esagerata, le ipotesi sulla dinamica ipotizzano che il conducente abbia perso il controllo della vettura per via di un problema meccanico e si sia schiantato a 150 km/h.

Dopo aver effettuato i doverosi controlli, effettuati dalla polizia stradale non è stata trovata traccia né di alcool né di droga.

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Una foto che ritrae la Porshe Carrera GT nella quale l’attore Paul Walker e il consulente Roger Rodas hanno perso la vita.

Paul Walker: Fast and Furious e la Carriera Cinematografica

A volte il destino genera delle tristi coincidenze.

Paul Walker ha perso la vita in un modo che non può non far pensare al suo più grande successo cinematografico: la saga di Fast and Furious, che tratta appunto di corse clandestine con auto truccate e rapine.

Ma andiamo con ordine, inizia la sua carriera da piccolo, a soli 13 anni, nel film Non aprite quell’armadio.

Subito dopo nel ruolo di Brandon Collins nella serie tv Febbre d’amore. Siamo nel 2001 ed ecco arrivare per Paul il film che farà decollare la sua carriera: Fast and Furios.

Dopo diversi capitoli della saga, l’attore reciterà anche in Trappola in fondo al mare con Jessica Alba ed avrà un ruolo in Flags our fathers di Clint Eastwood.

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Paul Walker ( Brian o’Conner ) e l’amico Vin Diesel ( Toretto )

Fast and Furious 1

Al cinema nel 2001, diretto da Rob Cohen, Fast and Furious, primo capitolo dell’omonima saga, è la rampa di lancio per il giovane attore. Brian O’Conner, interpretato da Paul Walker, è un agente della polizia di Los Angeles incaricato di indagare su una rapina svolta da tre auto.

Il primo sospettato è Dominic Toretto, interpretato da Vin Diesel, che O’Conner conosce già da tempo. Sapendo che il sospettato è coinvolto in corse clandestine, O’Conner lo sfida, scommettendo il libretto della sua auto: una Mitsubishi Eclipse.

Comincia così un rapporto d’amicizia tra i due, O’Conner riesce a conquistare la fiducia di Toretto nonostante sia un agente sotto copertura.

Questo primo capitolo, a differenza dei successivi, che in tutto saranno otto, ha con sé idee fresche e piacevoli sia nella messa in scena, sia nella regia.

L’idea della velocità e della ribellione emerge a pieno con auto modificate e dai colori sgargianti. Il montaggio è buono e rende al meglio nelle scene d’azione. C’è da dire che anche il secondo capitolo e il terzo mantengono questo livello discreto, insomma si lasciano guardare.

2 Fast 2 Furious

Nel secondo capitolo, 2 fast 2 furious, Paul Walker è affiancato da un nuovo personaggio: Roman Pearce, interpretato da Tyrese Gibson. La trama anche qui vede Brian protagonista di corse e situazioni pericolose da cui dovrà guardarsi bene.

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Paul Walker in una scena di Fast and The Furious Tokyo Drift

Fast and The Furious: Tokyo Drift

Il terzo invece, cambia un po’ registro: ambientato a Tokyo ha questa volta come protagonista l’attore Lucas Blak, stiamo parlando ovviamente di The Fast and The Furious: Tokyo Drift.

Come spesso accade purtroppo, quando si parla di saghe cinematografiche la qualità del lungometraggio tende a scendere esponenzialmente. Questo perché i produttori rinunciano ad una buona sceneggiatura cullandosi sul fatto che ormai la storia ha una grande fetta di pubblico che la segue.

L’incidente, le polemiche e la prematura morte

Ma torniamo al nostro Brian O’Conner (Paul Walker), il suo personaggio sparisce dalla saga a causa della sua prematura scomparsa. A partire quindi dall’ottavo capitolo i film successivi saranno incentrati su Toretto.

Nel settimo capitolo non sono mancate le polemiche legate ad alcune scelte della produzione, nel 2013 infatti il regista James Wan era in grave difficoltà per le riprese dopo l’incidente fatale.

La soluzione per la Universal fu di far intervenire i fratelli dell’attore, Caleb Walker e Cody Walker, per terminare le sequenze d’azione.

Hanno quindi utilizzato una tecnica molto usata nel mondo del cinema che permette di mappare l’intera struttura anatomica di un corpo, in questo modo i fratelli di Paul Walker hanno letteralmente prestato se stessi per far rivivere il defunto fratello.

Inoltre sono state recuperate le scene già girate e riadattato la sceneggiatura; come bonus sono state utilizzati anche alcuni frammenti scartati dai capitoli precedenti.

La domanda però resta, era necessario fare tutto ciò dopo una scomparsa così drammatica?

Paul Walker e la figlia Meadow Walker

Paul Walker Foundation

A volte da eventi così strazianti può nascere qualcosa di buono, così due anni dopo la morte di Paul Walker, sua figlia Meadow, in occasione del suo compleanno, decide di istituire la Fondazione Paul Walker, un’associazione benefica che avrà come scopo primario la tutela degli oceani.

Lo stesso Walker, in passato aveva fondato la Reach Out WorldWide, con cui aveva aiutato le vittime del terremoto di Haiti del 2010. Non c’era di sicuro regalo migliore per onorare la memoria di suo padre.