Léon: il sicario che beveva latte

Léon: il freddo sicario interpretato da Jean Reno, che grazie alla ribelle Mathilda (Natalie Portman) riscoprirà cosa vuol dire essere amati.

Léon
  • Nome: Léon Montana
  • FilmLéon
  • Attore: Jean Reno
  • ResidenzaLittle Italy (New York)
  • ProfessioneSicario
  • Frasi Celebri: “No women, no kids. That’s the rules”.
Léon

Creato dalla geniale mente del regista francese Luc Besson, Léon viene considerato uno dei personaggi più originali e iconici mai apparsi sul grande schermo.

È un sicario di origini italoamericane che vive in un modesto appartamento a Little Italy (New York), dove trascorre le giornate lustrando i “ferri del mestiere” e pianificando meticolosamente le successive esecuzioni.

Vive con il minimo indispensabile, ed è molto focalizzato sul lavoro. La notte, infatti, dorme su una poltrona con una pistola carica sempre a portata di mano, in modo tale da essere pronto ad ogni evenienza.

Léon ha una sola e imprescindibile regola riguardo alle sue future vittime: niente donne e niente bambini.

Quando passa all’azione ha un outfit ben definito, che gli permette di agire nel più totale anonimato:

  • occhiali da sole arrotondati;
  • cappellino di lana;
  • abiti total black;
  • lungo cappotto color antracite.
Léon

Il suo datore di lavoro – e padre adottivo – è un boss mafioso di nome Tony. Quest’ultimo, ha avuto il merito di aiutare Léon nei momenti più bui della sua vita, ma, in cambio, lo ha reso un soldato fedele, un’arma in grado di eliminare chiunque interferisca con i suoi affari.

L’essere freddo, apatico, e senza legami significativi, rende Léon il prototipo del sicario perfetto. L’unico tratto caratteriale che lo rende un po’ più “umano”, è la sua fanciullesca e sincera ingenuità, che gli permette di condurre un’esistenza grigia e insignificante senza porsi troppe domande.   

È solito bere circa due litri di latte al giorno, e possiede una pianta in vaso che annaffia costantemente e con amore. La reputa simile a sé stesso per un motivo molto curioso e profondo: come lui, è priva di radici.

La sua vita viene sconvolta dall’arrivo di Mathilda Lando, una ribelle ragazzina di dodici anni interpretata da un’immensa Natalie Portman.

In fase di casting, per questo ruolo fu presa in considerazione anche l’attrice Liv Tyler (all’epoca diciassettenne), poi scartata in quanto ritenuta troppo grande d’età.

Léon
Mathilda e Léon

Mathilda viene maltrattata e ignorata dalla propria famiglia, che a causa del padre è invischiata in pericolosi affari di droga gestiti dallo psicopatico e corrotto detective Norman Stansfield (Gary Oldman).

Questa dodicenne è come argento vivo. Un turbinio di insolenza e sfacciataggine che si abbatteranno come un tornado sulla vita del protagonista, mettendolo con le spalle al muro.  

Mathilda dimostrerà a Léon cosa vuol dire essere amati. Sensazione che il sicario dal cuore gentile, non provava da molto molto tempo….

Un bicchiere di latte al giorno….

Una delle attrazioni principali di questo film, ormai divenuto un cult, è la delicatezza e la perfezione con cui Luc Besson gestisce il delicato rapporto tra i due protagonisti. Due personaggi leggendari, che rimarranno scolpiti nella storia del cinema.

Nonostante la giovanissima età, Natalie Portman dimostrò un talento e una presenza scenica fuori dal comune. Léon la catapultò nel mondo degli adulti, rendendola protagonista di una vicenda piuttosto negativa. Un anno dopo l’uscita del film, un fan le fece recapitare una lettera contenente alcune fantasie sessuali, che traumatizzarono l’attrice israeliana all’epoca tredicenne.

Jean Reno invece, lavorò moltissimo sulla caratterizzazione del suo personaggio. Per maggiori dettagli, leggete il nostro approfondimento: Jean Reno – Volevo che Léon sembrasse un po’ ritardato ed emotivamente represso.

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