Coco: un film che dice sulla musica più di quanto sembra

Coco: musica e memoria.

Coco è uno dei migliori film Disney di recente uscita. Non solo per i temi trattati, non solo per la cura prestata alla caratterizzazione dei personaggi, all’evoluzione delle situazioni, agli affreschi culturali. Coco è, prima di tutto, un film che parla di musica. Di un giovane musicista, Miguel, ultimo nato di una famiglia che la musica, letteralmente, “non la può sentire”. Questo perché il bis-bis nonno del protagonista abbandonò la moglie proprio per perseguire una carriera musicale.

In un primo momento, Miguel scopre che questi fu non altri che il celeberrimo Ernesto de la Cruz, celebratissimo musicista e idolo del passato. Credendosi suo degno erede, Miguel ruba la chitarra dell’antenato, custodita in un museo. Ma suonandola viene accidentalmente trasportato, con un incantesimo nel mondo dei morti. Qui Miguel incontra tutti i suoi parenti defunti, inclusa la bis-bisnonna, Imelda. Incontra anche un certo Héctor, il quale gli assicura di conoscere il fantasma del suo celebre bis-bisnonno, e di poterlo condurre da lui.

La trama si evolve attraverso una serie di equivoci, che ci portano a scoprire che l’antenato di Miguel fu non Ernesto de la Cruz, ma lo stesso Héctor. Egli faceva coppia con de la Cruz, scrivendo tutte le sue canzoni più famose, inclusa la celebre Remember Me, che torna più volte nel film. La canzone, si scopre, venne scritta da Héctor pensando alla figlia lasciata a casa, Coco (la bisnonna di Miguel), dalla quale egli non vedeva l’ora di tornare. Ma il motivo per cui Héctor non tornò mai dalla sua famiglia non è quello che si crede. Volendo rompere la partnership, egli costrinse de la Cruz ad assassinarlo per impossessarsi delle sue canzoni.

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Un talento che è niente senza creatività.

Qui il film pone una questione molto importante e spesso sottovalutata, che nelle nostre recensioni su questo sito abbiamo affrontato più volte: quella dell’autorialità. Chi scrive le canzoni che sentiamo? Spesso, nel mondo di immagini in cui viviamo, si tende a notare di più l’interprete, specie se bello e prestante come Ernesto de la Cruz, ma ci si scorda dell’autore. La storia della musica è piena di situazioni come questa. Autori ingiustamente dimenticati in favore di interpreti a cui la pura bellezza fisica e un occasionale talento canoro abbiano portato il successo.

Coco vuole fare riflettere esattamente su questa questione, per esempio mettendo a confronto due performance diverse della canzone Remember Me. La prima è cantata da de la Cruz, in uno spettacolo, in forma pomposa, magnificamente banale, auto-celebrativa. La seconda è cantata da Héctor, in un flashback, assieme alla figlia Coco, con un semplice e umile arrangiamento per chitarra classica.

L’effetto cambia completamente. La seconda versione permette di cogliere tutte le sfumature della canzone, il motivo per cui è stata scritta, il significato delle parole. La prima è solo una canzone d’amore come un’altra, veicolo del successo di un interprete capace ma senza alcuna creatività, e che infatti dovette ricorrere a mezzi estremi per assicurarsi di avere del “materiale” da cantare. L’estrema incapacità creativa di de la Cruz ci viene pienamente rivelata quando scopriamo che egli, senza idee, arrivò a ricreare la scena stessa del suo omicidio di Héctor in uno dei film di cui fu protagonista in vita.

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L’autore è colui che crea, che dà vita e memoria alla musica

Coco ha la capacità straordinaria di riuscire a comunicare tutto questa tra le righe, tramite la musica stessa e il modo in cui viene suonata, cantata, ed eseguita. Anche altre scene riportano a queste tematiche, come quella nella quale Imelda, la trisavola, riscopre la passione per il canto. O quella nella quale Héctor canta per un amico che sta per essere dimenticato dai parenti ancora in vita, e quindi in procinto di sparire per sempre. La differenza è tra la musica intesa semplicemente come accompagnamento, svago, divertimento, o sia pure, strumento di seduzione, e la musica come “vita”, espressione stessa della realizzazione di un essere umano.

Infatti, la musica è qui anche e soprattutto memoria, laddove la memoria e la mortalità/immortalità si pongono come temi centrali del film. Gli scritti originali delle canzoni composte da Héctor vengono ritrovati, la sua memoria viene recuperata, quella di Ernesto de la Cruz rimane macchiata per sempre, e Miguel, il giovane protagonista, è libero di suonare la sua chitarra e cantare. A chiudere il film di nuovo la canzone Remember Me, con un nuovo arrangiamento più moderno, che chiude il cerchio: la musica è memoria oltre la morte.

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