Adversus, il nuovo pugno sui denti dei Colle der Fomento

Chi accusa la vecchia guardia di non aver più nulla da dire, non ha ancora fatto i conti con i Colle der Fomento.

Quando arriva il momento di scrivere un disco? Quando si ha qualcosa da dire e non lo si può dire in nessun altro modo. O quando quello che hai detto più di vent’anni fa se lo sono già dimenticato tutti.

“Loro cancellano ma noi riscriviamo daccapo” chiariscono i Colle der Fomento in Adversus, title track del loro quarto album in studio, pubblicato il 16 novembre 2018. Sono passati ventidue anni da Odio pieno e diciannove da Scienza doppia H, due punti di non ritorno del rap italiano, che ai tempi aveva molto da dire. Non che ora non abbia argomenti di cui parlare, il nostro favoloso rap game: la sottile differenza sta nella maniera in cui si parla. Cuore più cervello.

La prima netta distinzione tra un qualsiasi album old school revival e Adversus è il fatto che Danno, Masito e DJ Baro non hanno come obiettivo principale prendersela con i nuovi e patinati idoli del rap, ma innanzitutto raccontare, come fanno da quando hanno preso il microfono in mano in quel lontano 1994. Se c’è qualcosa che i tre romani non hanno lasciato nella scatola dei ricordi, è la capacità lirica e la scrittura profonda, crudele e critica dei testi, che sono attuali quanto lo erano più di vent’anni fa: le cronache dei propri incubi privati come Lettere d’argento e Noodles, le dichiarazioni poetiche come la title track ed Eppure sono qui. A dimostrazione del fatto che i classici, quando sono tali, non suonano mai vecchi.

I brani dei Colle der Fomento, contro l’odierna tendenza a scrivere flussi di coscienza di difficile comprensione, sono ancora storie, fortemente ancorate alla realtà che Danno e Masito fotografano e DJ Baro incornicia, ognuno con la propria Polaroid, e affiancati dalle istantanee rovinate di un artista d’eccezione: il rapper casertano Kaos One (nel pezzo Sergio Leone).

Ma come fa Adversus a non suonare vecchio?

Che un disco dei Colle der Fomento non si scagli contro nessuno è impossibile per definizione. E Adversus, oltre ad avere un nemico ben preciso, lo conosce a fondo e ha tutti i mezzi per distruggerlo. 

Criticare la nuova scuola non è l’obiettivo principale dei quattordici pezzi, è vero. Ma non vuol dire che non sia un loro obiettivo. E non ce l’hanno con tutti i nuovi rappers, ce l’hanno con chi hanno sempre odiato: chi suona solo per i soldi e la fama. Le barre di Nulla virtus e di Eppure sono qui si abbattono sui ragazzini che inseguono il denaro e si sentono king del rap, oggi come venti anni fa. Credibilità artistica è anche e soprattutto questo, al di là di ogni cosa. Non è rap contro trap, è onestà contro fame di successo. Evidentemente in vent’anni non è cambiato nulla, ed è per questo che abbiamo ancora bisogno dei Colle der Fomento.

I beats però sono il tocco di classe che allontana qualsiasi possibile associazione al concetto di “vecchio”. Provate a tornare con la mente alle basi di Odio pieno e iniziate ad ascoltare Adversus: la sensazione di un pugno sui denti è garantita, perchè siamo sicuri che non vi sareste mai aspettati un suono del genere da un disco che riportasse le parole “Colle der Fomento” sulla copertina. Dalle misteriose intro jazz i suoni si aprono ad una marea di melodie cupe, chitarre serrate e ritmiche aggressive.

“Adversus”, ossia “contro”. I Colle der Fomento contro chi? Contro tutti quelli che se lo meritano, com’è giusto che sia. Ammesso che i tre avessero ancora da pubblicare un album “della maturità”, l’hanno fatto. Un ritorno nel “grande stile” che non hanno mai perso.

Genere: Rap

Anno di pubblicazione: 2018

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