Musica e film – Andy Warhol e i Velvet Underground

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Quella volta che Andy Warhol riprese i Velvet Underground mentre improvvisavano.

In molti sanno che i Velvet Underground di Lou Reed e John Cale, nonché la stessa Nico, sono stati scoperti e lanciati da Andy Warhol. Il famosissimo artista pop, dopo essersi cimentato con l’arte pittorica, la scultura ed il cinema, decise infatti di lanciarsi in quella che all’epoca era chiamata musica pop; cioè il rock and roll. I Velvet Underground vennero invitati ai particolari happening multimediali del genio newyorchese, chiamati Exploding Plastic Inevitable. In numerose occasioni, la band suonò in background a quegli eventi, sperimentando lo stile d’improvvisazione rumoristica poi udito in canzoni come Sister Ray (1968).

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Nel 1967, questa è la parte che tutti sanno, Andy Warhol produsse il primo album della band, The Velvet Underground & Nico, e disegnò l’iconica copertina con la banana da “sbucciare”. La parte che molti non sanno è quella che riguarda un film, intitolato The Velvet Underground & Nico: A Symphony of Sound, risalente al 1966. Film che, girato da Warhol assieme al collega Paul Morrissey, cattura su video una performance della band precedente al loro debutto ufficiale. Il film, che potete vedere integralmente qui sotto, dura 67 minuti e rappresenta una lunga improvvisazione strumentale.

Lou Reed e Sterling Morrison suonano le chitarre, una Gretsch Country Gentleman e una Vox Phantom, rispettivamente. Maureen Tucker suona una batteria a tre pezzi, con un rullante, un tom, una cassa e un singolo cimbalo. John Cale, come c’è da aspettarsi da lui, suona la viola elettrica, suo tipico strumento; anche se nel corso della performance passa al basso. Nico, infine, si limita a percuotere una maracas e un tamburino, per accompagnare il tutto. L”intervento della polizia interrompe infine la performance, presumibilmente in risposta ad una lamentela per disturbo della quiete.

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Un vero piccolo documentario sulla storica band di New York.

Insomma, un lavoro certamente non interessante quanto altri film di Andy Warhol come Sleep (1963), o Empire (1964), per non parlare di altre sue opere semi-pornografiche. Ma comunque un documento storico eccezionale, realizzato in un’epoca nella quale riprendere le esibizioni dei gruppi rock non era per nulla un fatto scontato, specie quando si trattava di artisti molto “al limite” come i Velvet Underground.

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