Che fine hanno fatto i Black Eyed Peas?

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C’erano una volta i Black Eyed Peas. Dove sono ora?

Tutti (entro una certa età) siamo in qualche modo cresciuti con i Black Eyed Peas. Un complesso hip-hop che dall’esplosione nel mainstream mondiale con l’album Elephant, è rimasto nelle nostre radio e nei nostri lettori cd (e più di recente, negli mp3 player) per quasi due decenni. Canzoni come Where Is the Love?, Shut Up, Let’s Get It Started, Hey Mama, Don’t Lie, My Humps, Pump It, Boom Boom Pow e soprattutto I Gotta Feeling sono stati successi enormi, bagaglio musicale imprescindibile di chi è cresciuto tra gli anni ’00 e gli anni ’10 del nuovo millennio. E allora, dove sono finiti ora?

Possibile che un gruppo di tale successo, uno dei nomi musicali più famosi del pianeta, sia scomparso così, precipitando nell’anonimato, nel giro di pochi anni? Possibile, quando oggi persino star del rap degli anni ’80 continuano a godere di buona nomea? Erano quindi i Black Eyed Peas solo una moda passeggera?

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Perché, la domanda è: li avete sentiti, ultimamente? Sapevate che nel 2018 hanno pubblicato ben quattro singoli? E che hanno un album in uscita, Masters of the Sun, il 12 ottobre? Nessuno però ne parla, e neppure questo gruppo di enorme successo si sente più in radio, o nelle pubblicità, o nelle serie televisive. Come mai?

Ecco la risposta. Di risposte, anzi, ce ne sono due. La prima riguarda la formazione del gruppo, formazione che comprende attualmente will.i.am, apl.de.ap, Taboo. Esatto, solo questi tre. Perché Fergie, la famosa cantante dall’animo soul che è sempre stata in qualche modo la front-woman del gruppo, ha abbandonato i suoi compagni nel 2017. Il che non stupisce, dato che Fergie ha già in attivo una carriera solista di successo, e varie sue performance (come quella nella canzone Beautiful Dangerous con Slash), dimostrano che il suo futuro non può essere limitato all’hip-hop.

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L’abbandono di Fergie fa in qualche modo da contraltare al suo ingresso nel gruppo, proprio in occasione dell’uscita di quell’album, Elephunk (2003) che li consegnò al successo mondiale. La fama dei Black Eyed Peas quindi nasce e muore con Fergie? Certo, non si può negare che la sua appartenenza al complesso abbia aggiunto un ingrediente fondamentale per la formula vincente dei Black Eyed Peas. Ma potrebbe, d’altra parte, trattarsi solo di una coincidenza.

C’è poi la seconda questione, che riguarda lo stile musicale del gruppo. Le più grandi hit dei Black Eyed Peas si presentano con un mixture vincente di hip-hop, r&b, neo-soul, elettronica, pop e dance. Al confronto, i loro primi due album, Behind the Front (1998) e Bridging the Gap (2000), sono lontanissimi, e oggi completamente dimenticati. Perché? Perché sono album che rispondono ad uno stile alternative hip-hop, immensamente meno commerciale e immensamente più impegnativo, almeno se confrontato con le loro super hit come Let’s Get It Started.

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Ed ecco la chiusura del cerchio: Masters of the Sun, l’album di prossima uscita, riprende esattamente questo stile alternative hip-hop. I Black Eyed Peas cercano, per ragioni note a loro, un ritorno alle origini. Il problema è che non si possono cancellare quindici anni di successi e proporre a una fanbase larghissima uno stile tanto impegnativo, né una svolta tanto radicale. Chi potrà apprezzare il nuovo album dei Black Eyed Peas? Forse i fan di Kendrick Lamar, forse quelli di Childish Gambino, forse quelli di Earl Sweatshirt. Ma di certo non gli stessi che li hanno ascoltati in tutti questi anni. Ovvio, qualche fedelissimo ci proverà, ma a meno di non possedere un lessico musicale molto ampio, il gap da colmare sarà davvero impegnativo.

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