Travis Scott – Recensione Astroworld

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Il trapper statunitense, dopo un periodo di silenzio, ha pubblicato il suo terzo album

A distanza di due anni da Birds in the Trap Sing McKnight, Travis ritorna in scena, ma senza far parlare di sè per la sua relazione con Kyle Jenner o per il suo arresto. Il nuovo album prende il nome dal famoso parco divertimenti Astroworld, che aveva sede proprio nella città natale di Scott, Houston. La sua chiusura ha lasciato un evidente vuoto nel cuore del trapper, che ha deciso di dedicargli non solo il nome dell’album, ma anche la copertina.

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ASTROWORLD 8/3/18 @david_lachapelle

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Lo stesso Scott aveva dichiarato riguardo al titolo ”Suonerà proprio così. Del tipo che hanno tolto a dei bambini un parco divertimenti. Lo vogliamo indietro. Vogliamo indietro il parco. Hanno tolto il divertimento alla città”. Il divertimento a cui si fa però riferimento è tutt’altro che una cosa da bambini: ci troviamo pur sempre in un album trap, quindi è facile immaginare di che tipo di divertimento stiamo parlando.

Il parco divertimenti di Travis

L’album vede una lunga lista di ospiti, tra cui Drake, Frank Ocean, Kid Cudi e addirittura Stevie Wonder alla fisarmonica nella canzone STOP TRYING TO BE GOD. Tra i produttori salta subito all’occhio Kevin Parker dei Tame Impala che si era visto già in studio con il trapper nel 2017. I fan di Scott tuttavia sono già a conoscenza della sua vena psichedelica che ben si sposa con l’esperienza di Parker.

Il disco si discosta decisamente dai soliti prodotti trap del momento, per la sua eterogeneità di influenze, partendo dal cloud rap, riscontrabile nella scelta di beat eterei in canzoni come STOP TRYING TO BE GOD SKELETONS. Si passa poi al sempre più popolare emo rap, percepibile nella canzone WAKE UP che vede durante tutta la sua durata un sample di chitarra acustica, tipico del genere. Piacevole la sorpresa a fine album del pezzo COFFEE BEAN con un vibe molto simile ai pezzi pop rap di inizio anni 2000, principalmente ricollegabile ai synth utilizzati.

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Gli evidenti problemi

L’album è sicuramente molto ben curato dal punto di vista produttivo, ma ciò che lo fa decisamente scendere di livello è la poca attenzione dedicata ai testi. Scott, che alla fine è un giovane ragazzo innamorato, tende a parlare un po’ troppo della sua dolce metà Kylie (certe volte anche abbastanza esplicitamente). L’album è poi fin troppo saturo di collaborazioni, che tendono ad oscurare Scott, nonostante questa scelta stilistica sia oramai una necessità nell’ambiente rap.

Il responso finale

Astroworld fa passi avanti rispetto al penultimo album di Scott, che dimostra sicuramente una maggiore dimestichezza sia a riordinare le numerose idee che si possono sentire nell’album che nel trovare una propria personalità stilistica, ufficialmente sedimentata. Il trapper di Houston però è ancora all’inizio della sua carriera, ma ha già dei solidi risultati con cui potrà costruire e rafforzare definitivamente il suo nome nel panorama.

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Anno di pubblicazione: 2018
Genere: Trap

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