Focus: il costume nel cinema

costume nel cinema

Tutto ciò che c’è da sapere sul costume nel cinema

Uno dei reparti spesso sottovalutato è il reparto costume. Anche questo, come gli altri reparti, ha la sua importanza e molte volte è stato proprio il lavoro svolto dai costumisti a dare ai personaggi e alla recitazione degli attori quell’elemento in più che ha contribuito a rendere credibili alcune delle figure più controverse e popolari del cinema internazionale.

Il/la costumista crea i costumi di tutti i personaggi del film. Nel caso di un film realistico, lo fa scegliendo tra gli abiti effettivamente in commercio. In caso di film storici sceglie abiti d’epoca o li ricrea. In caso di film con ambientazione di fantasia, crea i costumi da zero. Durante la preparazione del film, è responsabile del reperimento di tutti i costumi presso noleggiatori, case di moda che possono fungere da sponsor o direttamente sul mercato. Insieme all’assistente costumista, immagazzina e cataloga i costumi che serviranno durante il film.

Il primo passo nella creazione è la discussione con il regista. Sarà grazie ad un connubio tra le sue idee e quelle della costumista se i costumi prenderanno vita. In seguito alla discussione la costumista si occuperà di disegnare i bozetti con tutte le descrizioni del caso, così da mostrare al regista un’anteprima degli abiti (più sotto ne troverete alcuni da Il Filo Nascosto).

Per i protagonisti vengono approntati abiti “doppi” se sono presenti scene che prevedano il danneggiamento del costume (pioggia, violenza, sudore…) o se il personaggio indossa lo stesso abito per tutto il film.

Nei film ambientati nel presente i figuranti indossano abiti personali, a meno che non esistano esigenze particolari.

Spesso il lavoro di sartoria non è seguito in prima persona dal costumista, ma dagli assistenti.

Una volta usciti dal laboratorio, i costumi vengono sottoposti a invecchiamento e tintura, che servono a renderli più verosimili. Tra le responsabilità del costumista c’è anche quella di procurare l’attrezzeria relativa al costume: elmi, cinture, bastoni, gioielli, borse e via dicendo.

Le acconciature invece sono di pertinenza del reparto trucco. I due reparti lavorano a stretto contatto per decidere quale trucco e acconciatura sia più adatto al costume.

I costumi, a questo punto vengono imballati, fino al giorno della prova costume e successivamente delle riprese.

costume nel cinema

Uno dei lavori più riusciti del reparto costume, negli ultimi anni, è sicuramente quello per il film Marie Antoniette di Sofia Coppola, del 2006.

I costumi del film, ritenuti dalla critica frutto della migliore reinterpretazione cinematografica mai realizzata dell’abbigliamento del XVIII secolo, sono straordinaria opera della costumista Milena Canonero, che nel 2007 ha ricevuto il Premio Oscar per questa produzione.

«Sono stati necessari numerosi incontri con Milena prima dell’inizio della lavorazione vera e propria» dichiara Alessandra Cinti, titolare della Sartoria The One che ha realizzato i costumi per il film.

“La ricerca dei materiali è stata minuziosa, lunga e complessa, soprattutto per quanto riguarda le rifiniture con l’impiego di merletti, ricami e applicazioni, alcuni dei quali addirittura originali dell’epoca. Una volta cucite ai costumi, le rifiniture hanno contribuito a valorizzare la preziosità dei tessuti, come nel caso dell’abito in seta dalla mano “croccante” che Maria Antonietta indossa per l’incoronazione, uno dei più belli e complessi di tutta la produzione.”

Il risultato del lungo lavoro di progettazione e di confezione sartoriale dei costumi, circa 170 di cui più di 100 solo per la protagonista Kirsten Dunst, ha decretato il grande successo della pellicola.

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Impossibile non citare anche Il filo nascosto (Phantom Thread) del 2017 scritto, diretto e co-prodotto da Paul Thomas Anderson. Ambientato all’interno dell’industria della moda londinese degli anni cinquanta, agli Oscar di quest’anno il film ha vinto il premio Migliori costumi per l’incredibile lavoro di Mark Bridges.

Abbiamo avuto una grande fortuna“, racconta Bridges ad Elle. “Ci hanno aperto gli archivi del Victoria & Albert Museum di Londra, abbiamo potuto guardare da vicino alcuni abiti dell’epoca, toccarli, rovesciarli, studiare l’interno, le gonne in organza che abbiamo rifatto anche noi… Abbiamo scoperto alcune tecniche di ricamo su seta, fotografato i dettagli… Cosa mi ha colpito? La semplicità della costruzione e la perfezione delle rifiniture…