Musica e Film – This Is Spinal Tap

Spinal Tap

“This Goes to Eleven!”

This is Spinal Tap! è un film di Rob Reiner del 1984. La pellicola, girata sullo stile di un documentario, ci porta dietro le quinte del tour americano degli Spinal Tap, fittizia band heavy metal inglese.

Il film appartiene al genere Mockumentary, ovvero un falso documentario che racconta la storia di fatti e personaggi mai esistiti o accaduti spacciandola per vera.

E’ proprio il regista (che nel film interpreta il regista del documentario) a presentarci le tre menti dietro al gruppo: David St. HubbinsNigel TufnelDerek Smalls.

La Storia.

Spinal Tap

E’ il 1982. Dopo 17 album e oltre vent’anni di carriera alle spalle, gli Spinal Tap sono ormai sul viale del tramonto. L’ultima occasione per tornare in auge è un tour in America per la promozione dell’ ultimo disco Smell The Glove.
Il regista Marty DiBiergi, da sempre grande fan della band, decide di seguirli per realizzare un documentario on the road sulla “band più rumorosa al mondo”.
Ed è grazie a interviste, backstage e concerti dal vivo che entriamo nel cuore del gruppo heavy metal più sgangherato di sempre.

Durante un’ intervista si scopre che il gruppo non ha un batterista fisso, a causa della sfortunata abitudine di tutti i musicisti chiamati a ricoprire tale ruolo di morire in circostanze improbabili (come la combustione spontanea). Per il tour americano viene reclutato Mick Shrimpton.

Nigel mostra inoltre al regista la sua collezione di chitarre, di cui va gelosissimo. Una di queste è così pregiata che non è concesso neanche di guardarla troppo a lungo.
Oltre alle chitarre, Nigel mostra orgoglioso anche i suoi amplificatori, unici nel suo genere grazie alla presenza di 11 livelli di volume rispetto ai 10 standard.
Alla domanda (che probabilmente tutti avremmo fatto) del regista “Non bastava alzare di più l’ultimo canale e lasciarne 10?”, Nigel risponde, seppur con qualche esitazione: “Questi arrivano a 11!”

 

L’inizio del Tour.

I problemi sorgono ancora prima di partire: al party inaugurale di Smell The Glove, il manager del gruppo Ian Faith scopre che molte case discografiche hanno rifiutato il disco a causa della copertina, giudicata sessista. La cover infatti ritrae una donna nuda stesa a quattro zampe, con un collare per cani al collo e una figura maschile che gli preme un guanto di pelle sul viso.

Nonostante tutto il tour parte e, dopo un paio di successi iniziali, sorgono due nuovi problemi: molti organizzatori decidono di annullare alcune date a causa della scarsità di biglietti venduti e Smell The Glove viene pubblicato con la copertina completamente nera,  senza consultare la band. Anche la sessione di autografi organizzata è un disastro, nessuno si presenta.

L’arrivo di Jeanine, strampalata astrologa e fidanzata di David, crea da subito degli attriti con Nigel. La ragazza partecipa alle riunioni della band, cercando di influenzarne lo stile e l’apparenza.

Una delle proposte consiste nel creare una scenografia a tema per il brano Stonehenge, ma a causa dell’ignoranza di Nigel, che confonde i piedi con i pollici, la scenografia consegnata non supera il mezzo metro di grandezza. Anche in questo caso, il concerto finisce tragicamente. Il gruppo accusa Ian per l’errore di scenografia, e alla proposta di David di far gestire il gruppo da Jeanine, il manager disgustato abbandona il tour.

L’abbandono di Nigel.

Dopo l’ennesimo litigio con Jeanine, e dopo l’ennesimo concerto fallimentare (stavolta dentro una mensa aziendale), anche Nigel abbandona il tour, lasciando la band in difficoltà e con un repertorio ristrettissimo.

Nigel infatti era il compositore della quasi totalità dei pezzi suonati dagli Spinal Tap, e questo porta David St. Hubbins e Derek Smalls a improvvisare una lunga suite progressive dal titolo Jazz Odyssey, che non fa altro che aumentare i riscontri negativi del pubblico.

Dopo questa esibizione, Derek e David prendono in considerazione l’idea di sciogliersi alla fine del tour e dedicarsi ad altri side project in cantiere, tra cui uno spettacolo teatrale ispirato alla figura di Jack lo Squartatore con musiche della London Philarmonic.

 

Un nuovo inizio.

La sera dell’ultimo concerto del Tour, Nigel ritorna in veste di messaggero con una notizia. Il loro singolo Sex Farm ha spopolato in Giappone, arrivando quinto sulla classifica nazionale.
Ian Faith sta organizzando un’altro tour, e Nigel propone agli altri membri di riformare il gruppo e lanciarsi in questa avventura.

Sebbene inizialmente titubanti, durante la fine del concerto David St.Hubbins convince Nigel a salire sul palco e suonare l’assolo di Tonight I’m Gonna Rock You Tonight, sancendo così la rinascita del gruppo.

Durante l’assolo il batterista, come da tradizione, muore di combustione spontanea.
Il film si conclude con lo stesso pezzo suonato durante un concerto sold-out alla Kobe Hall di Tokyo (e anche qui il batterista muore di combustione spontanea).

 

In Sintesi.

Tenere il conto sulle citazioni e riferimenti ad altre band in questo film è impossibile.
Deep Purple, Black Sabbath, Led Zeppelin, Beatles, The Who, Van Halen, Aerosmith, Guns ‘n’ Roses… la lista potrebbe continuare per almeno due pagine.

This is Spinal Tap! è un film di culto che ha elevato il successo di questa band inesistente a livelli stellari, al punto che è stato necessario pubblicare un VERO album e organizzare un VERO tour dopo l’uscita del film.

A differenza del film però, ogni singola data del vero Tour ha sbancato il botteghino, costringendo la band ad effettuare anche più date del previsto, a fronte dell’elevatissimo numero di biglietti venduti (tra cui una storica due giorni alla prestigiosa Royal Albert Hall).
Nel 2002 il film è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Il falso documentario è un genere poco conosciuto (soprattutto in Italia), che tuttavia vanta una serie di estimatori illustri, come Woody Allen, i Monty Phyton e, più recentemente, Sacha Baron Cohen.

Storie vere, bislacche e improbabili, di persone che non esistono e, che in questo caso, fanno la Storia.