Tonya – Il biopic sul clamoroso scandalo Harding

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E’ arrivato nelle sale nel marzo 2018 Tonya, diretto da Craig Gillespie. Il regista decide di portare sullo schermo la problematica storia della pattinatrice statunitense Tonya Harding originaria di Portland, classe 1970.

La Harding fu protagonista di uno dei più grandi scandali della comunità sportiva, ma procediamo con ordine. Il film parte, come ogni biografia che si rispetti, dall’infanzia di Tonya, che già da piccola si avvicina alla pista di pattinaggio. Mostra inoltre, fin dai primi anni di vita, l’indole aggressiva e prepotente di sua madre, LaVona Harding. Crescendo Tonya mette l’allenamento e l’impegno nello sport davanti ad ogni cosa, persino all’istruzione.

Tonya - La Recensione

Tonya – La Recensione

Per Tonya il pattinaggio è tutto.

In parallelo, sua madre si impegna nel lavoro come può per pagare gli ormai necessari allenamenti. Sarà proprio sulla pista che conoscerà il suo primo ragazzo, nonché parte fondamentale di tutta la sua vita, Jeff Gillooly. La nostra atleta guadagna sempre più terreno, e comincia a farsi notare dalla federazione. Ricordiamo che Tonya Harding è stata la prima atleta statunitense a compiere un evoluzione molto complicatail triplo axel, una delle figure più complesse e delicate del pattinaggio artistico.

Mentre la sua carriera prosegue, Tonya decide di sposare Jeff, nonostante le evidenti tensioni caratterizzanti il loro rapporto. La sua relazione, la pressione per lo sport, ed altri problemi presenti nella sua vita, la porteranno a compiere delle scelte sbagliate. Ma lasciamo in ombra una trama che, anche se tratta da una biografia, può regalare qualche sorpresa agli spettatori che devono ancora guardarlo.

Tonya - La Recensione

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Gillespie opta per una narrazione particolare, intervistando gli attori, come fossero i veri protagonisti delle vicende, ed insieme a loro ricordare i passaggi più importanti della vita di Tonya.

In questo modo ci si immerge totalmente nella storia, cogliendo sfumature che potevano passare in sordina. La vita di Tonya viene rappresentata da un lato con lo sport e dall’altro dai suoi rapporti più determinanti, quello con la madre LaVona e quello con il marito Jeff. Iniziando dalla madre, risulta subito chiaro come ci si trovi davanti ad una donna incapace di nutrire affetto.

Tonya sin da piccola è vittima di abusi sia fisici che psicologici, atti che non possono non influire sulla sua crescita e sui suoi rapporti. Infatti, quando finalmente trova un ragazzo che le offre la possibilità di lasciare l’appartamento con sua madre, ripiomba in una relazione dai risvolti violenti, simbolo di un passato tormentato.

In parallelo cresce il suo livello tecnico nel pattinaggio, ma le sue esibizioni sono sempre contraddistinte da episodi singolari, tutti indirizzati verso la profonda rabbia che si porta dentro. Tutto queste relazioni deludenti la condurranno purtroppo a rovinare il suo talento e la passione a lei più cara.

Tonya - La Recensione

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Il film sottolinea la difficoltà di Tonya nel cercare di appartenere ad un ambiente così diametralmente opposto alla sua persona.

Le pattinatrici e la stessa federazione, spingono per una vincitrice aggraziata, elegante e femminile. Nonostante l’oggettivo talento di questa ragazza di Portland, la sua indole verrà punita e messa davanti alle sue straordinarie doti.

Tecnicamente il regista fa un buon lavoro nelle sequenze prettamente sportive, non ha paura di osare ed utilizza diversi rallenty che vanno a sottolineare la complessità delle evoluzioni. Come ogni buon film sullo sport che si rispetti, Tonya emoziona durante le esibizioni, anche grazie all’empatia suscitata nei confronti della protagonista. Analizzando il cast della pellicola, ci troviamo davanti diverse sorprese. Prima su tutte, il ruolo della protagonista, assegnato alla bellissima Margot Robbie.

Una frangetta e capelli trascurati ci offrono una somiglianza con la vera Tonya, ma la vera magia sta nel suo lavoro da attrice.

La Robbie è completamente trasformata: la ritroviamo rozza, sfacciata ed anche divertente. Con questa interpretazione dà finalmente sfogo al suo talento come mai aveva fatto finora.

Tonya - La Recensione

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Poi abbiamo Allison Janney, nel ruolo della madre di Tonya, appropriatamente truccata per somigliare nell’aspetto alla signora Harding: implacabile e fredda, perennemente in contrasto con sua figlia.

Per la sua perfomance, Allison Janney ha da poco vinto l’Oscar come Migliore Attrice Non Protagonista, premio più che meritato. Anche la Robbie ha ottenuto una candidatura, – anche se il premio era praticamente già annunciato per la McDormand – che lascia l’amaro in bocca per la mancata statuetta. In conclusione, raccomandiamo fortemente la visione di Tonya; un film diretto, senza censure, che vuole riportare la vita di un’atleta senza porre un giudizio, ma raccontando i fatti di una difficile vita.

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