Cesare Cremonini – Recensione di Possibili Scenari

Il 24 novembre è uscito il nuovo album di Cesare Cremonini, Possibili Scenari, che segna il suo ritorno dopo le due ultime uscite, l’album Logico ed il live Più Che Logico.

Ed è proprio da come ci aveva lasciati che si può iniziare a parlare del suo ultimo lavoro. Chi infatti si chiedeva come si fosse arrivati dalle strofe di PadreMadre allo “share the love” di Buon Viaggio, temendo un punto di non ritorno o un appagamento, potrà tirare un sospiro di sollievo con Possibili Scenari.

Molto intenso è il lavoro fatto sugli arrangiamenti, tanto che la musica sembra prendere il sopravvento sulla componente testuale delle canzoni, soprattutto nelle prime tracce.

La title-track Possibili Scenari e Kashmir-Kashmir, due canzoni incalzanti ed orecchiabili fin dal primo ascolto, sono un inizio molto forte, dagli arrangiamenti che rimandano all’elettronica, sia nella ritmica che nei fraseggi.

In questo senso la successiva Poetica, elegante terza traccia, fa riprendere fiato all’album, riportando compostezza. E’ stata scelta come singolo di lancio, in verità non immediatissimo all’ascolto, dalla ritmica sincopata, tanto cupa ma allo stesso tempo luminosa nel ritornello.

Un Uomo Nuovo segna un breve ritorno all’elettronica delle prime due tracce, prima di passare alla vera perla di questo album: Nessuno Vuole Essere Robin, definita dallo stesso Cremonini in modo assolutamente calzante una sorta di “Marmellata #37”.

La canzone, come suggerisce l’attraente titolo, tratta, il tema della solitudine e della tendenza al protagonismo delle persone nel mondo attuale, attraverso un dialogo, meravigliosamente delicato, con una ragazza.

Seguono tre tracce di nuovo lontane dalle due canzoni di apertura: Silent Hill, Il Cielo Era Sereno e La Isla ad arrangiamenti di un Cremonini di qualche anno fa, vuoi anche per il testo nostalgico, rivolto al passato, della seconda di questo terzetto di canzoni.

Degna di nota è la chiusura dell’album: i sette minuti dell’ultima traccia La Macchina Del Tempo ci accompagnano fino all’ultimo secondo di questo album che ci ha prima travolti, poi avvolti, poi sollevati, poi travolti di nuovo ed infine presi per mano.

Si tratta dunque di un ottimo lavoro, nonostante la sua eterogeneità che rischia di slegare alcune parti l’album.

Ma probabilmente sarà proprio questa varietà, consueta in Cremonini, a soddisfare tutte le declinazioni degli ammiratori del cantautore: soddisferà chi ha sempre amato le sue hits, chi la sua delicatezza, chi la sua componente musicale e, soprattutto, chi ama trovare tutte queste caratteristiche in un solo lavoro.

Genere: Pop
Anno pubblicazione: 2017

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