Morrissey, ex frontman degli Smiths corre in difesa di Kevin Spacey: “accuse ridicole”

L’ex frontman degli Smiths dice la sua anche anche sul caso Weinstein: “Le persone coinvolte sapevano a cosa andavano incontro”

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In una recente intervista, rilasciata al quotidiano tedesco Der Spiegel, Morrissey, ex frontman degli Smiths ha commentato lo scandalo sessuale che ha travolto Hollywood.

L’ex Smiths è corso in difesa di Kevin Spacey, accusato da più persone di molestie sessuali.

«Chiunque dica a chiunque altro “mi piaci” potrebbe essere accusato immediatamente di molestie sessuali. Quindi bisogna mettere le cose nel giusto ordine: se io non posso dire a qualcuno “mi piaci”, lui come riuscirà mai a saperlo? Poi d’accordo, ci sono i casi estremi: lo stupro è disgustoso, qualsiasi forma di attacco fisico mi ripugna. Ma dobbiamo dare a tutto il giusto peso, altrimenti ogni singola persona su questo pianeta può essere considerata colpevole. Non possiamo decidere di colpo cosa ci sia permesso fare e cosa no, altrimenti finiremo tutti in trappola. Alcuni sono davvero imbarazzanti, nell’intimità: non sanno cosa fare e il loro comportamento diventa aggressivo».

Lo scandalo sessuale ha travolto la star di House of Cards alla fine di Ottobre, quando l’attore di “Star Trek Discovery”, Anthony Rapp, ha denunciato delle presunte molestie rivoltegli da Kevin Spacey ben 32 anni fa.

Secondo Morrissey le accuse nei confronti di Spacey sono «ridicole»

«Da quanto ne so l’attore stava in una camera da letto con un quattordicenne, Kevin ne aveva 26 e questo ragazzo 14. Mi viene da chiedere dove fossero i suoi genitori. Mi viene da chiedermi se davvero il ragazzo non sapeva cosa stesse per succedere. Non so voi, ma nella mia giovinezza non mi sono mai trovato in situazioni del genere. Mai. Capivo sempre cosa accadeva intorno a me. Quando entri nella stanza da letto di qualcuno, devi sapere cosa può succedere. Ecco perché a me tutto ciò non sembra credibile. Mi sembra che Spacey sia stato attaccato inutilmente».

Morrissey passa poi ad analizzare anche il caso Weinstein:

“Le persone coinvolte sapevano benissimo cosa stava succedendo. E acconsentivano. Dopo si sentivano imbarazzate, oppure non avevano gradito. Ecco quindi le brusche inversioni e le dichiarazioni: ‘Sono stata attaccata, ero sorpresa, mi ha trascinato in camera’. Ma se tutto fosse andato bene e questo fosse stato l’inizio di una grande carriera, nessuno ne avrebbe parlato. Ripeto, odio lo stupro, le violenze, e le situazioni sessuali imposte. Ma in molti casi, guardando alle circostanze, si potrebbe pensare che le persone alle quali ci si riferisce come vittime sono semplicemente deluse. In tutta la storia del rock’n’roll abbiamo avuto musicisti che andavano a letto con le proprie groupies. E, nel corso della storia, quasi tutti sono colpevoli del reato di aver avuto relazioni con minorenni”.

Ancora una volta, l’ex leader degli Smiths decide di andare controcorrente, prendendo una posizione “scomoda”.

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