Le migliori interpretazioni di Joaquin Phoenix

Nel giorno del suo compleanno, noi della Scimmia auguriamo, a modo nostro, un felice compleanno a Joaquin Phoenix

 

Le migliori interpretazioni di Joaquin Phoenix

 

14. Buffalo Soldiers di Gregor Jordan, 2001 (ex decimo posto)

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Joaquin Phoenix in una scena di Buffalo Soldiers

Al tredicesimo posto troviamo un film che funge da esempio della tendenza di Phoenix a girare film scomodi e anti-sistema, in sintonia con la sua vocazione di attivista e pacifista. Buffalo Soldiers di Gregor Jordan, all’epoca, fece saltare sulla sedia l’intero esercito statunitense, a causa, soprattutto, del periodo in cui uscì, ossia l’anno dell’attacco alle Torri Gemelle (il film fu bloccato e distribuito solo due anni dopo).

La pellicola, che possiamo definire commedia nera, narra delle controverse gesta che l’esercito americano compì quando era d’istanza nella Germania dell’ovest. Precisamente, il film è ambientato nel 1989, alle porte della caduta del muro di Berlino, e si concentra nel descrivere gli affari sporchi che i militari americani posero in essere in Germania. Traffico di droga, mercato nero, delinquenza quotidiana.

Phoenix interpreta Ray Elwood, un soldato americano con manie di grandezza e cardine dell’associazione a delinquere creatasi all’interno dell’esercito. Un soldato boss della malavita freddo e calcolatore con una marcata vena di stupida incoscienza, interpretato veracemente da un giovane Joaquin. Film da recuperare per apprezzarne il coraggio e la dura denuncia alle forze armate. Ah, fa anche ridere di gusto.

13. Maria Maddalena di Garth Davis, 2018

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Il film di Garth Davis narra della vita di una delle figure storiche più dibattute di sempre: Maria Maddalena. Qui, interpretata da una brava Rooney Mara, Maria Maddalena è ritratta principalmente come l’apostola degli apostoli, figura chiave nella vita di Gesù e donna di incommensurabile forza capace di affrontare tutte le avversità a cui andrà incontro il Nazareno. Quest’ultimo è interpretato da Joaquin Phoenix che pone in essere un Gesù sfuggente, tormentato, scontroso ed estremamente solitario. La bravura dell’attore la ritroviamo soprattutto nel suo saper far da sfondo alle dinamiche che coinvolgono la sua discepola. Il Gesù di Phoenix aleggia sul film senza mai invadere il campo della protagonista donando all’ennesima trasposizione del personaggio una sfumatura personalissima e decisamente più umana. Probabilmente, il ruolo più spirituale dell’attore nonché uno tra i più difficili visto l’indiscutibile peso che un ruolo del genere porta con sé.

12. To Die For di Gus Van Sant, 1995 (ex nono posto)

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Nicole Kidman e Joaquin Phoenix

To Die For (noto in italia come Da morire) è il film che ha cambiato la carriera di Joaquin Phoenix. Come vi abbiamo anticipato nella premessa, Gus Van Sant (Will Hunting, Milk) volle fortemente Phoenix per il ruolo e lo strappò dalla depressione causata dalla prematura morte del fratello.

L’attore interpreta lo studente, stupido ed ingenuo, Jimmy Emmett che soffrirà le pene dell’inferno a causa di un’esplosiva Nicole Kidman, donna affetta da un disturbo narcisistico di personalità, pronta a tutto pur di arrivare al successo nel mondo della televisione. Commedia nera divertente e dissacrante, che beneficia di una sensualissima Nicole Kidman (in grandissima forma) e di un giovane Phoenix, che dimostra tutto il suo talento con un ruolo per niente facile, considerando anche la giovane età del Nostro.

 

11. I’m Still Here di Casey Affleck, 2010 (ex ottavo posto)

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Joaquin Phoenix durante la famosa intervista al David Letterman show

Joaquin Phoenix – Io sono qui!, questo il titolo italiano, è un mockumentary sulla vita dell’attore e di conseguenza un ritratto dello star system di Hollywood. Phoenix e Casey Affleck mettono in pratica un vero e proprio esperimento sociale, sfruttando il clamore che suscitò la decisione di Phoenix di abbandonare il mondo del cinema per intraprendere una carriera hip hop.

Il lavoro restò segreto lungo tutta la fase di realizzazione, portando la gente a pensare che Phoenix fosse uscito davvero di senno. Celebre l’intervista fattagli da un perplesso –e incazzatissimo– David Letterman.

Tappa fondamentale della crescita di Phoenix come attore e come uomo. Maturo a tal punto da poter interpretare il ruolo più difficile di tutti: se stesso. Coprendosi di ridicolo riesce a mettere a nudo l’artificioso mondo di Hollywood, confezionando il più serio dei mockumentary.