Tutti i film di Guy Ritchie dal peggiore al migliore

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Guy Ritchie, tra alti e bassi, è uno dei registi più promettenti e talentuosi della sua generazione, capace di aver creato un vero e proprio stile e genere cinematografico. Il suo meglio viene sicuramente da pellicole che vedono gangster londinesi, tipicamente britannici, strampalati alle prese con gangster pericolosi e d’alto livello inseguendo le proprie ambizioni. Ha dimostrato il suo talento anche nei 2 capitoli di Sherlock Holmes, ricreando forse la trasposizione cinematografica più popolare del personaggio nato dalla penna di Arthur Conan Doyle. Meno riusciti gli ultimi lavori dalle pretese e dall’ambizione maggiore, senza tuttavia raggiunge l’obiettivo prefissato.


9) Travolti dal destino (2002)

Cominciamo questa classifica in ordine di gradimento sul cinema di Guy Ritchie con quello che è sicuramente il suo film peggiore, e forse uno dei peggiori della storia del cinema; il flop Travolti dal destino. Remake di “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’ Agosto” del 1974 diretto allora da Lina Wertmüller. Ritchie dirige Madonna, all’epoca sua moglie, e Adriano Giannini in una scialba e pastrocchiata ricalcatura priva d’anima di una pellicola a suo modo interessante del panorama cinematografico italiano. Il film di Ritchie fu accolto con freddezza e pareri negativi dalla critica e dal pubblico, sia per la regia ma soprattutto per la pessima performance della regina del pop in qualità di attrice.

 

8) King Arthur – Il potere della spada (2017)

Dopo il successo dei due Sherlock Holmes Ritchie probabilmente si ripropone l’obiettivo cinematografico di trasporre al cinema e rivisitare grandi classici, colonne portanti della letteratura e cultura Britannica. Dovremmo aspettarci un film su Oliver Twist? Ritchie riunisce un grande cast e una grande troupe per creare una pellicola indubbiamente fatta bene e di intrattenimento che però manca di efficacia. Il regista sembra voler ritornare alle opere precedenti che lo hanno consacrato (Lock & Stock per citarne una) risultando tuttavia la pellicola essere un’accozzaglia piuttosto fastidioso. Ritchie cerca di fondere elementi tipici della sua filmografia quali lo slag urbano londinese di gangster strampalati ed eccentrici dalla battuta sempre pronta, ricontestualizzandoli però in epoca medievale; il che risulta ridicolo e infantile. La parte peggiore tuttavia risultano essere le scene di combattimento con la spada in computer grafica, che seppure di ottimo livello, durante la visione delle quali sembra di assistere ad una sorta di spot pubblicitario per videogame di ultima generazione, tipo Assassin’s Creed. King Arthur è una pellicola dalle pretese di Kolossal, che vale sicuramente la pena vedere, ma che giustamente si colloca al penultimo posto di questa classifica.

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