10 teorie clamorose che sconvolgeranno la tua concezione di grandi film

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Watchmen – Gufo Notturno salva la famiglia Wayne

Nei film supereroistici le teorie clamorose abbondano. Nell’intro del film Watchmen, accompagnata da The Times they are a Changing di Bob Dylan, vengono mostrate le gesta della squadra di eroi chiamata Minutemen. La prima immagine che ci viene mostrata ha però un che di particolare: si può infatti vedere Gufo Notturno dare un pugno in faccia ad un criminale, mentre alle sue spalle c’è una famiglia evidentemente agiata che esce spaventata dal retro di una sala. Inoltre, sul muro di sfondo si possono chiaramente vedere dei manifesti di Batman. L’interpretazione data è molto semplice: quella che vediamo è la famiglia Wayne, e l’intervento di Gufo Notturno impedisce a Bruce Wayne di diventare l’Uomo Pipistrello. Un’altra sottigliezza conferma questa ipotesi: la squadra dei Minutemen nasce nella finzione del 1938, mentre Batman viene pubblicato la prima volta nel 1939. Quindi non ci sarebbe alcun accavallamento temporale a confutare questa teoria: in quest’ottica, il mondo di Watchmen sarebbe una versione alternativa a quello di Batman.

 

Titanic – Jack viene dal futuro

Questa teoria prevede che le azioni di Jack Dawson siano tali perché egli in realtà viene dal futuro, o meglio da una linea temporale futura alternativa. Il fulcro narrativo del film è infatti ambientato nel 1912, eppure il personaggio di Leonardo DiCaprio cita il Lago Wissota, un bacino artificiale costruito soltanto nel 1917, ovvero 5 anni più avanti. Più avanti nella pellicola, lo stesso personaggio promette alla sua amata Rose di portarla nelle montagne russe a Santa Monica, ma anche quelle non ebbero vita fino al 1916. Il suo taglio di capelli e il suo comportamento fuori dagli schemi, suggerirebbero inoltre che Jack non è davvero figlio del suo tempo. Secondo questa teoria, infatti, il personaggio sarebbe andato sul Titanic proprio per morire, in modo da salvare la vita a Rose evitando la sua morte per annegamento.

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Ritorno al futuro – Morti, suicidi e viaggi temporali

Restando in tema viaggi nel tempo, c’è una interessante teoria che riguarda proprio Ritorno al Futuro. Secondo questa, Doc Brown sarebbe stato in procinto di suicidarsi all’inizio del primo film. Quando dichiara di essersi tagliato la testa appendendo un orologio in bagno in realtà voleva nascondere il suo tentato suicido, dovuto da anni di esperimenti falliti e una vita solitaria senza amore. Tuttavia l’idea della macchina del tempo riesce a far cessare la sua depressione ed evitare completamente la sua morte. In fondo, che posto è il bagno per appendere un orologio? Ma, sempre restando in tema di morti, l’aspetto più cupo della trilogia di Zemeckis non si esaurirebbe qui. Infatti, secondo una teoria, se nella Parte seconda Doc appare proprio al momento giusto per salvare Marty nel suo inseguimento con Biff è perché in una linea temporale diversa egli ha potuto vedere la morte del ragazzo in quella situazione: pertanto sarebbe intervenuto in tempo, così da evitare la catastrofe.

 

Star Wars – Amore patologico

Nei film di Star Wars sono state proposte svariate teorie clamorose: c’è chi vede gli Ewok come cannibali, chi pensa R2-D2 e Chewbacca come spie al servizio della Ribellione, e chi crede che Jar Jar Binks sia in realtà un signore dei Sith. Fra queste però ce n’è un’altra degna di attenzione. Infatti si pensa che Anakin Skywalker, a.k.a. Darth Vader, abbia inconsciamente manipolato con la Forza la mente della sua amata Padme, in modo da farla perdutamente innamorare di lui. Pertanto il cambiamento di atteggiamento della regina prima e senatrice poi è dovuto da un incessante trucco mentale Jedi che lei sarebbe costretta a subire. In questo modo, tutta la rigidità e austerità che contraddistingueva la giovane donna nel primo film si trasforma in un cieco quanto disperato amore alla fine del terzo, che la porta a compiere azioni contro la sua stessa natura. Secondo questa teoria, il momento della morte di Padmé verrebbe così spiegato: essendo Anakin lontano, debole più che mai e vicino al decesso, la sua influenza e controllo sulla vita della ragazza sarebbe in quel momento nulla. Pertanto la donna sceglierebbe di abbandonarsi a se stessa e non lottare più, in modo da non cadere vittima un’ultima volta dei poteri della Forza.

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Il Grande Lebowski – Donny è sempre stato morto

Secondo questa teoria, Theodore Donald “Donny” Karabotzes, ovvero il personaggio interpretato da Steve Buscemi che muore alla fine del film, sarebbe in realtà deceduto da anni. Se noi spettatori riusciamo a vederlo è perché egli è in realtà una proiezione di Walter Sobchak, incapace di affrontare il lutto di un suo vecchio commilitone del Vietnam. Questa curiosa teoria nasce da una semplice quanto evidente constatazione: l’interazione tra il Drugo, gli altri personaggi e Donny è pressoché nulla. Solo il personaggio di John Goodman si rapporta costantemente con lui. Pertanto le vicende del film porterebbero Walter ad elaborare finalmente il lutto, facendo sparire dalla sua testa l’amico, e organizzando per lui un funerale simbolico. Questo spiegherebbe inoltre come mai il Drugo sembra non essere per nulla colpito dalle parole di Walter nel momento dello spargimento delle ceneri: egli sta solo assecondando l’amico, e lo ha semplicemente accompagnato in una delicata fase della sua vita.

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