I migliori 10 personaggi nei film di Tim Burton

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Tim Burton è uno dei registi più prolifici di Hollywood: in genere o lo si ama o lo si odia. E’ però indubbio il fatto che abbia più volte scritto e dato vita a personaggi dalle storie complesse, spesso commoventi. Vediamo quindi in ordine sparso quali sono i dieci personaggi migliori che ci ha saputo regalare.

Edward Bloom – Big Fish

Big Fish è un meraviglioso racconto tra i più riusciti del regista: si svolge e si dirama in tante direzioni quante sono le storie delle avventure che racconta il protagonista. Raccontare eventi che sono in bilico tra realtà e fantasia, essere amato da tutti, reagire con positività alla vita: è questo un lato del giovane Edward che gli permette di interagire con numerosi personaggi durante i suoi viaggi. Un altro lato però è rappresentato dal conflitto con il figlio William, al quale si è sempre posto come una figura quasi mitologica, non riuscendo ad avere un’interazione familiare “reale”. Edward è un personaggio poliedrico che ad un certo punto realizza di non sentirsi mai abbastanza come uomo: ciò lo porta ad essere costantemente alla ricerca di fare del suo meglio, fino ad acquisire infine una natura altra da quella umana.

Infine si potrebbe anche dire che Edward è una trasposizione cinematica dello stesso Tim, che comunica a noi spettatori che non può fare a meno di trasmetterci storie favolose.

 

Edward – Edward mani di forbice

Un’altro film, un’altro Edward. Burton ha scritto riguardo questo personaggio “Mi piaceva l’idea di qualcuno di creativo ma insieme distruttivo, qualcuno che vorrebbe toccare ma non può: il tipo di contraddizione che può dar luogo ad un’ambivalenza.” Il personaggio interpretato da Johnny Depp racconta una fase che alcuni di noi possono aver vissuto: una sensazione di incomunicabilità e incomprensione con il mondo esterno data dalla propria natura di “diverso”. La lotta di qualcuno che può risultare ingenuo, “troppo buono”, che è destinata inevitabilmente a scontrarsi contro il crudele mondo esterno. Il tutto è inserito in una cornice al cui interno è dipinta una società americana ipocrita e buonista, che non si fa problemi a sfruttare e abbandonare qualcuno dopo averlo usato.

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