Hong Kong Express – La poetica della scadenza

0
480

Hong Kong Express nasce come un progetto di svago e di distensione. Lo scopo di Wong Kar-wai inizialmente era quello di girare un film di poco conto, con il quale impiegare il proprio tempo durante una pausa lunga mesi dalle riprese di un altro film: La cenere del tempo. La storia appena abbozzata avrebbe dovuto prendere forma durante le riprese stesse del film. A causa del poco tempo a disposizione e degli impegni sia degli interpreti che dei membri della troupe, Wong Kar-wai gira frettolosamente anche scene che riescano a sussistere autonomamente, montandole tra loro in sede di post-produzione per dare un senso alla costruzione del tutto. Ne scaturisce un montaggio segmentato e brutale. Ciò nonostante, il risultato finale porta il regista cinese all’ attenzione internazionale, rendendolo celebre e facendo di Chris Doyle uno dei cameraman e dei direttori della fotografia più apprezzati e più imitati degli anni ’90Doyle conferisce alla pellicola un cromatismo esasperato e violento, caratterizzante l’impiego a mano della macchina da presa; l’opera assume così un carattere frenetico e sensibile che si fa espressione di una malinconia urbana. Urbana è pure la dimensione spaziale delle storie che prendono forma nel racconto, pervase di un romanticismo decadente e postmoderno in cui si muovono figure di anime solitarie, coinvolte in una danza spasmodica, sfiorandosi senza mai toccarsi. Wong Kar-wai delinea storie d’amore perduto o mai espresso, connesse ma slegate tra loro, unico punto di incontro un fast food in cui uno alla volta i personaggi si recano ma non si incontrano mai. Storie strutturate in sé in maniera autonoma con una connotazione poetica scandita dalle voci narranti fuori campo degli stessi personaggi, che si fanno carico di una memoria di un sentimentalismo che è ormai solo un riflesso, un ricordo di un amore che fu. Consentono una riflessione su loro stessi e la vita. Sullo sfondo di una caotica Hong Kong due storie al centro del racconto si delineano. La città viene rappresentata nella sua dimensione suburbana, come agglomerato brulicante di masse inquiete, in cui individui spersonalizzati si muovono tra le insegne luminose dei negoziIl poliziotto He Qiwu lasciato dalla propria fidanzata il primo aprile, decide di comprare ananas in scatola per un mese, la cui scadenza sia proprio il primo maggio, giorno anche del suo compleanno; così da considerare scaduto anche il suo sentimento per lei e ogni possibilità di un futuro ritorno. Prende forma così una sorta di poetica della scadenza, l’elemento forse più interessante e suggestivo dell’intero film. Permette di operare una riflessione profonda e per nulla banale sulla società contemporanea del consumismo in cui qualsiasi cosa sembra avere una data di scadenza, persino i sentimenti, le emozioni umane, e gli uomini stessi. Ciò che è ormai vecchio, consumato, che non interessa più, non trova più spazio nel mondo e può essere gettato via, proprio come una scatoletta di ananas scaduto. Allo stesso modo He Qiwu si sente gettato via dalla propria fidanzata, dopo una relazione durata cinque anni, e in questo modo, acquistando le scatolette d’ananas, se ne fa carico, dà loro una possibilità di non andare perdute. La notte del suo compleanno si lascia andare ad un sorta di patetismo per sopperire alla sofferenza della solitudine. Incontra una donna bionda, sfuggente e misteriosa; i due in uno squallido locale si faranno compagnia nel silenzio e nella solitudine. Non si conoscono eppure si sono amati per un istanteLo stesso accade ad un altro poliziotto senza nome, il cui codice di servizio è 663. Anche 663 è stato lasciato dalla propria fidanzata ed afflitto si reca giorno dopo giorno nello stesso fast food, che è anche il perno attorno al quale ruotano le due storie, per prendere il solito caffè freddo giorno dopo giorno. Qui conosce Faye, una dipendente del locale; la ragazza se ne innamora segretamente. Separati da un bancone i due si avvicinano sempre di più, senza mai esserlo davvero, senza mai che sia ovvio per nessuno dei due. Impossessatasi delle chiavi dell’ appartamento di 663Faye vi si reca per mettere  in ordine e allo stesso tempo in caos la casa, compiendo gesti insensati, che portino scompiglio e confusione nella vita dell’agente di polizia. L’aspetto poetico ora si concentra sul cambiamento. Il cambiamento ad esempio dovuto alla fine di un amore, e il vuoto che lascia nelle nostre vite. Un cambiamento necessario per la propria sopravvivenza, ma allo stesso modo non necessario, in quanto si è sempre se stessi e bisogna essere se stessi, non permettendo che un amore perduto cambi quel chi siamo nel profondoWong Kar-wai ricerca un equilibro tra questi due estremi, in cui avvenga un cambiamento seppur minimo, che ci consenta di prendere in mano le nostre vite preparandosi per una nuova avventura, un nuovo amore Sono storie di solitudine nella vastità di una metropoli nella quale ci si perde e ci confonde tra gli altri, girate con uno stile simile a quello di un videoclip musicale nel quale ricorrono ossessivamente alcune canzoni, California dreamin‘ e Dreams. Ciò nonostante quello che succede ai personaggi non è focale, il contenuto del film ruota attorno alla possibilità di raggiungere la disperazione in un luogo artificiale in cui l’esperienza autentica viene meno.  

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here