A tavola con Miyazaki

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“La cucina giapponese non è qualcosa che si mangia, ma qualcosa che si guarda.” Questo disse Jun’ichirō Tanizaki, famoso scrittore nipponico. Possiamo immaginare quindi il valore del cibo per questo popolo: da come lo si procura, a come lo si cucina, a come lo si mangia. Non per nulla infatti la loro cucina è stata iserita come patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Non è di certo una sorpresa osservare quante rappresentazioni di pietanze e banchetti ritroviamo nei film di uno dei più famosi registi giapponesi: Hayao Miyazaki. In questo caso i piatti mostrataci nei suoi film hanno quasi tutti un significato simbolico. La filosofia che c’è dietro ha caratteristiche di perfezione, equilibrio,rigore,multisensorialità: il gusto si lega con l’armonia di colori e oggetti presenti sulla tavola, ma rimanda all’ancestrale armonia della natura.

Analizziamo quindi alcune ricette che appaiono nelle pellicole del regista giapponese per capire meglio il loro significato:

La città incantata

Questo è forse il film d’animazione in cui il cibo ha una parte importantissima per la trama: la protagonista Cihihiro perde i suoi genitori a causa della loro ingordigia. E’ stanca, si trova catapultata in un altro mondo. L’unico che sembra aiutarla è un giovane ragazzo di nome Haku, che le dona un Anman, anche chiamati Mantou nella cucina cinese. Sono panini dolci al vapore: quello che mangia la ragazza è ripieno di fagioli rossi azuki. In Cina questo alimento simboleggia la mancanza di qualcuno. (se siete incuriositi dalla cucina giapponese ed in particolare dagli anman, vi consigliamo anche il film Le Ricette della Signora Toku, film del  2015 di Naomi Kawase, ndr).

Il castello errante di Howl

Anche se le vicende di questo lungometraggio sono di ambientazione europea, non manca una delle rappresentazioni più tradizionali della cucina giapponese: la cerimonia del tè. Si vede infatti Sophie godere della natura circostante mentre ne prende una tazza. La cerimonia del tè è antichissima e deve essere letta come una pratica zen. Anche il questa scena vengono rispettati i quattro principi fondamentali: armonia, purezza, rispetto e tranquillità.

Il mio vicino Totoro

Qui invece vediamo in una delle scene iniziali Sasuke, la sorella maggiore, mettere da parte il pranzo per tutta la famiglia: i contenitori utilizzati si chiamano Bento. E’ forse il momento che simboleggia di più il legame che c’è nella famiglia: è un gesto comunissimo in giappone. Oltre a preparare il cibo da consumare, tradizione vuole che si decori anche la composizione, per dare un senso di allegria e armonia, ad esempio con fiori colorati o bacche.

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