Misery non deve morire: 10 curiosità sul film con Bates

10 curiosità su Misery non deve morire, film del 1990 con una strepitosa Kathy Bates, tratto dal romanzo di Stephen King

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Misery non deve morire usciva nelle sale americane il 30 Novembre 1990. Tratto dal romanzo Misery di Stephen King del 1987 il film è diretto da Rob Reiner (Stand by me, La storia fantastica e Harry, ti presento Sally…). La pellicola narra la vicenda di uno scrittore di successo che in seguito a un incidente viene accudito da un’ infermiera che è una grandissima fan dei suoi lavori. Purtroppo la donna si rivelerà essere una psicopatica che lo segregherà nella sua casa vessandolo e torturandolo.

Un thriller a tinte horror che vede nel cast un grande James Caan e una Kathy Bates superlativa che fu anche consacrata con l’oscar. Abbiamo raccolto alcune tra le più interessanti curiosità attorno a questo film che è un cult sia per gli appassionati di cinema che per i fan di Stephen King, il re del brivido. Ecco di seguito 10 curiosità su Misery non deve morire.

10 Curiosità su Misery non deve morire

1) James Caan e la sbronza che gli costò cara

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Kathy Bates (di spalle) e James Caan in una scena del film

Nel periodo delle riprese, una mattina, James Caan si presentò sul set completamente ubriaco. Fu un caso isolato, ma quella volta arrivò sul set in condizioni veramente pietose, tant’è vero che il girato di quel giorno era veramente di pessima qualità. La giornata di riprese aveva prodotto solamente materiale inutilizzabile e avrebbero dovuto rifare tutte le scene da capo. Quando James Caan capì che era colpa sua, si offrì di pagare di tasca sua le spese di quella giornata di lavoro. Un mito.

2) “Ma chi ti credi di essere? Alfred Hitchcock?”

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Un dettaglio della casa dell’infermiera Wilkes. Girare un film prevalentemente in una stanza scomoda un vero esperto come Alfred Hitchcock

La trama si svolge quasi interamente in un unico ambiente. Un impresa ardua anche per il regista più esperto. Rob Reiner decise quindi di guardarsi tutti i film di Alfred Hitchcock al fine di apprendere tutte le tecniche più funzionali per realizzare un thriller di gran fattura. Ne rimase così appassionato e influenzato che finì con il comportarsi come Hitchcock sul set. Tutto ciò ebbe dei risvolti inquietanti, a tal punto che James Caan giura di aver visto Reiner parlare da solo, dicendo: “”Ma chi ti credi di essere? Alfred Hitchcock?”

3) Kathy Bates e Annie Wilkes

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Kathy Bates nei panni di Annie Wilkes nel film Misery non deve morire

Kathy Bates rimase molto scossa dalla violenza e dalla crudeltà di alcune sequenze del film, tanto da scoppiare a piangere sia nella scena di maggior violenza che nella scena finale di Misery non deve morire. La Bates veniva dal teatro all’epoca ed era abituata a fare molte prove prima di recitare. Questa cosa non andava a genio a James Caan e questo fu causa di scontri e tensioni tra i due protagonisti sul set.

Il regista Rob Reiner cercò di mediare il rapporto tra i due e consigliò a Kathy Bates di far confluire questa sua frustrazione nei confronti del personaggio di Caan. Se da un lato questi suggerimenti hanno dato i loro frutti, dall’altro lato Bates iniziò a isolarsi dal resto del cast durante le pause. Temendo che questo potesse avere ripercussioni sulla sua vita personale, Reiner invitò più volte l’attrice a lasciare il suo personaggio fuori dal set.

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4) And the Oscar goes to…

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Kathy Bates in una scena del film Misery non deve morire

Agli Oscar del 1991, Misery non deve morire si presenta proprio con Kathy Bates candidata come miglior attrice protagonista. La sua prestazione vale la vittoria della statuetta, la prima e unica della sua carriera fino ad ora. Il personaggio di Annie Wilkes figura anche nella curiosa classifica nei migliori villain di sempre al diciassettesimo posto. Stephen King stesso ha affermato che quello di Annie Wilkes è il suo personaggio preferito tra quelli da lui creati. Rimase talmente tanto folgorato dalla performance della Bates, da scrivere ben due personaggi pensando a lei. il primo fu quello di Dolores Claiborne, mentre il secondo fu una piccola parte non accreditata nella miniserie televisiva The Stand. Entrambi interpretati proprio da lei.

5) Una lunga ricerca del cast

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Kathy Bates nel ruolo di Annie Wilkes e James Caan nel ruolo di Paul Sheldon nel film Misery non deve morire

Una delle fasi della preproduzione è la non facile ricerca del cast. Il ruolo di Paul Sheldon venne offerto a molti grandi nomi tra le stelle del firmamento di Hollywood. Tra i tanti furono interpellati Kevin Kline, Michael Douglas, Al Pacino, Gene Hackman, Harrison Ford, Robert Redford, Robert De Niro e Dustin Hoffman. William Hurt lo rifiutò per ben due volte. Jack Nicholson disse fermamente di no perché, dopo Shining, non voleva interpretare nuovamente un personaggio tratto da un romanzo di King.

Alla fine accettò James Caan. Lo stesso Caan che rifiutò il ruolo di Nicholson (che gli valse l’oscar) in Qualcuno volò sul nido del cuculo. Per il ruolo della Wilkes era stato pensato inizialmente a Bette Midler (Hocus Pocus), ma dopo aver letto il libro, l’attrice rifiutò la parte perché riteneva la storia troppo violenta. In seguito Midler confessò di essersi sentita una stupida per la scelta presa.

6) Misery come una metafora della dipendenza di King

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James Caan nei panni di Paul Sheldon in una scena del film

Per anni i lettori hanno chiesto a Stephen King cosa l’avesse spinto a scrivere il romanzo su cui si basa il film Misery non deve morire. Solo da qualche anno lo scrittore ha deciso di rendere pubbliche le motivazioni che l’hanno spinto. Lo ha rivelato in un’ intervista rilasciata al Paris Review. Nell’occasione King ha confessato che la storia è una metafora sulla sua dipendenza da sostanze stupefacenti.

Tutto il racconto è una rappresentazione di quello che le droghe stavano facendo alla sua persona e al suo corpo. Il personaggio di Kathy Bates non è altro che l’incarnazione della sua tossicodipendenza e della guerra che ha dovuto affrontare per evitare di rimanere intrappolato nell’oblio di questa piaga da cui era afflitto.

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7) O Reiner o niente

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Kathy Bates è Annie Wilkes in una scena del Film

Nonostante molti dei suoi libri erano diventati film, inizialmente King non voleva vendere i diritti del suo romanzo. La sua paura era che nessuno studio di Hollywood sarebbe stato in grado di realizzare una trasposizione fedele di Misery. Si convinse solo dopo aver visto l’adattamento di Stand by me, ne rimase entusiasta. Accettò quindi di vendere i diritti a un’ unica condizione: alla regia o alla produzione ci doveva essere obbligatoriamente Bob Reiner.

8) Il Kingverse

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Una scena del film Misery non deve morire

Come molti sanno, ci sono molte connessioni che collegano le opere di King andando a formare un vero e proprio Kingverse. Misery è il primo lungometraggio prodotto dalla casa di produzione di Reiner, la Castle Rock. Castle Rock è il paesino in cui è ambientato Stand by me e altri racconti di King. Paul Sheldon era amico di infanzia di Eddie Kaspbrak che si era trasferito a Boston dopo gli eventi di It. Misery è ambientato nella cittadina immaginaria di Sidewinder, vicino all’ Overlook Hotel, l’ambientazione di Shining. Dick Halloran, il cuoco dell’Overlook Hotel, aveva prestato servizio nell’esercito insieme al padre di Mike Hanlon, un altro membro del club dei perdenti di It.

9) Misery e Bruce Willis

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La versione teatrale di Misery non deve morire con Bruce Willis e Laurie Metcalf

L’idea di una trasposizione teatrale di Misery non deve morire vedeva inizialmente Julia Roberts nel ruolo di Annie Wilkes. Stephen King però impose un categorico veto, in quanto non vedeva nella Roberts la fisicità che avrebbe dovuto avere l’infermiera psicopatica. Successivamente fu realizzata e messa in scena una versione con protagonisti Bruce Willis nel ruolo di Paul e Laurie Metcalf nel ruolo di Annie. Nonostante il discreto successo commerciale, la critica ha definito la piéce “pigra e poco spaventosa”.

10) La macchina da scrivere

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James Caan nel ruolo di Paul Sheldon con la macchina da scrivere in una scena del film

Nella storia, Annie porta una macchina da scrivere modello Royal 10. Stephen King ne aveva una identica, e proprio come nel film, entrambe avevano il tasto “N” difettoso. Nel romanzo anche le lettere “T” ed “E” erano malfunzionanti. Entrambe sono le due lettere più comuni nella lingua inglese, questo rendeva il lavoro di Paul molto più arduo. In più, il battere compulsivo sulla tastiera, che rimanda un po’ al Jack Torrance di Shining offre allo spettatore un elemento di frustrazione in più e lo aiuta a calare nello stato d’animo del protagonista.

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