Bjork e la storia dell’album registrato a 11 anni, nel 1977 [ASCOLTA]

Bjork
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Sapevate che Bjork ha registrato il suo primissimo album alla tenera età di 11 anni? Un talento precoce: potete ascoltarlo qui

Sì, quella che vedete in questa copertina e in questo video è proprio Bjork. Non la Bjork che conosciamo noi, certo: non ancora. La cantante islandese è nata infatti nel 1965 e all’epoca aveva solo 11/12 anni. Ma il suo talento era già stato notato: ragion per cui, oltre ad aver partecipato a programmi televisivi come questo, arrivò a registrare un vero e proprio album.

Cresciuta in una comune in Islanda (e si vede anche da queste ambientazioni, che sembrano tratte da un video degli ABBA), la piccola Bjork ha iniziato a studiare pianoforte e flauto in giovane età, coltivando quindi capacità da musicista a tutto tondo fin da giovanissima. Ma la parte importante doveva ancora arrivare.

Ed è arrivata nel 1976, quando ad una recita scolastica la piccola, a soli 11 anni appunto, ha interpretato una versione della canzone I Love to Love di Tina Charles. L’insegnante ha quindi spedito una registrazione dell’esecuzione ad una stazione radio, e il resto è storia. Appena udita la voce di Bjork, i rappresentanti della casa discografica Falkinn l’hanno immediatamente messa sotto contratto.

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Ed ecco qui il risultato. Un lavoro che ancora oggi viene considerato come una “bizzarria” giovanile dell’artista e che, pur essendo ufficialmente il suo album di debutto, non viene inserito nel canone della discografia vera e propria della cantante. Che invece, ufficialmente, inizia solo nel 1993 con Debut (titolo a questo punto anche ironico).

Ed in effetti ancora oggi il disco, che reca il nome della cantante stessa, viene considerato come un terribile tentativo di lanciare una star giovanile con una tracklist mediocre e senza un filo conduttore. Non si è ripetuto con lei, insomma, il miracolo che ha toccato per esempio Stevie Wonder, lanciato come star di grande successo della musica a soli 13 anni (e in più da non vedente).

Nel disco di Bjork, della durata di 32 minuti, possiamo sentire varie cover dello stesso Stevie Wonder (non a caso) e dei Beatles (The Fool on the Hill), tutte cantate in islandese. Non mancano alcuni brani originali e anche una canzone, Jóhannes Kjarval, scritta da Bjork stessa. In definitiva: un album forse trascurabile, ma che vale la pena di riscoprire come punto di partenza di una carriera artistica eccezionale. Cosa ve ne sembra?

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