Quando Marlon Brando boicottò la notte degli Oscar

Nel 1973 Marlon Brando stupì il mondo del cinema, non presentandosi per ritirare l'Oscar vinto per il Padrino.

Brando; Oscar; Sacheen Littlefeather
Marlon Brando in Il padrino e Sacheen Littlefeather
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Gli Oscar sono da sempre uno dei momenti più attesi per gli amanti del cinema. La tradizionale cerimonia, che premia i migliori film, attori e professionisti del settore dell’anno è infatti diventata uno degli appuntamenti per eccellenza.

La storia che vi raccontiamo oggi risale al 1973, l’anno in cui Il padrino ottenne ben 10 nomination, tra cui quella per il miglior attore protagonista, riservata a Marlon Brando.

L’attore, dopo anni piuttosto difficili e di smarrimento, torna in scena con una prestazione magnifica nel ruolo del boss della famiglia Corleone. Un ruolo oggi iconico, che ha reso ancor più immortale uno dei migliori attori di sempre.

Il film avrebbe poi ottenuto “soltanto” 3 statuette, comunque tra le più importanti. Il padrino si accaparrò miglior film, migliore sceneggiatura non originale e miglior attore protagonista, vinta proprio da Brando, alla seconda statuetta dopo quella ottenuta per Fronte del porto.

Ma Brando non si presenta

Mentre sul palco Roger Moore e Liv Ullmann annunciano la vittoria dell’attore, il pubblico si prepara ad essere sorpreso. Al posto di Marlon Brando si presenta sul palco una donna sconosciuta, vestita secondo la tradizione dei nativi americani che si posiziona davanti al microfono.

Con un gesto rifiuta l’Oscar che il premuroso Moore le sta tendendo, iniziando a parlare. In mano i fogli con il discorso preparato con Brando, di cui leggerà soltanto una breve parte. Il testo verrà pubblicato integralmente il giorno seguente sul New York Times.

La donna inizia presentandosi come Sacheen Littlefeather, attivista per i diritti dei nativi americani, dicendo di rappresentare il signor Brando in quella sera: “[Brando] non può accettare questo generoso premio. La ragione è l’attuale trattamento dei nativi americani da parte dell’industria cinematografica, e anche in televisione e nei recenti avvenimenti di Wounded Knee. Spero di non essere stata un’intrusa in questa serata, e che nel futuro i nostri cuori  si uniscano sotto il segno dell’amore e della generosità. Grazie per conto di Marlon Brando.”

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Lo stupore fu molto. Tra gli astanti in sala ci fu qualche verso di dissenso, ma fu presto sovrastato da un applauso generoso. La donna, visibilmente emozionata, sarebbe rimasta nella storia, in una delle premiazioni più memorabili di sempre.

Il video della premiazione

Ecco il video integrale del (breve) discorso di Sacheen Littlefeather, ancora oggi simbolo di quell’edizione.

Si scoprirono poi numerosi retroscena. L’attivista, a quanto sembra, fu minacciata dai produttori per ridurre la durata del suo intervento, che si concluse in poco più di 60 secondi. Altrimenti sarebbe stata portata via con la forza.

Il discorso che aveva scritto Brando era lungo ben 15 pagine, di cui solo un brevissimo estratto fu dunque letto. Era chiaro l’intento di Brando e di Sacheen di interrompere la cerimonia con un discorso molto lungo sulla questione, che però fallì.

Pare inoltre che John Wayne fosse pronto a intervenire. L’attore si era infatti scaldato molto, e fu contenuto dalla sicurezza per impedire il suo intervento sul palco.

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Le conseguenze

Nei giorni successivi alla cerimonia degli Oscar il fatto continuò a destare molto interesse. L’interesse mediatico che si generò contribuì a far conoscere la situazione di Wounded Knee, riserva all’epoca occupata dai nativi in segno di protesta contro le politiche del governo americano.

Una critica molto forte coinvolse Brando, reo di non essere intervenuto personalmente. Ad esempio Michael Caine criticò l’attore per aver mandato Sacheen sul palco a pronunciare il suo discorso.

Dal canto suo, Sacheen Littlefeather fu messa in lista nera dalla comunità di Hollywood. Secondo le sue dichiarazioni, i media pubblicarono molte falsità sul suo conto, fino a negare la sua appartenenza alla comunità dei nativi americani e che avesse noleggiato un costume per apparire durante la notte degli Oscar.

Anche il pubblico in sala si divise nettamente, ma la maggior parte ritenne comunque fuori luogo quella protesta.

Torinese d'adozione ed aostano di nascita, laureato al DAMS. Quando non è impegnato a sopravvivere si interessa in particolare di cinema orientale, di fumetto e di tappeti.